{"id":995,"date":"2019-04-10T16:34:28","date_gmt":"2019-04-10T16:34:28","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=995"},"modified":"2019-07-15T08:21:49","modified_gmt":"2019-07-15T08:21:49","slug":"oba-brazil","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/oba-brazil\/","title":{"rendered":"Oba! Brazil!"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1376,"template":"","categories":[],"tags":[31],"class_list":["post-995","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-fotografia"],"acf":{"edizione":"N.5, 1963","autore":[{"ID":507,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 12:11:06","post_date_gmt":"2019-04-09 12:11:06","post_content":"Fotografo e fotoreporter (1926-2016), firma il suo primo reportage in Sicilia nel 1953. Tre anni pi\u00f9 tardi, non ancora trentenne, si aggiudica il premio Nadar con la pubblicazione di <em>Umbria. Terra di San Francesco<\/em> (1956). A partire dagli anni Sessanta avvia una lunga collaborazione con la Rivista Pirelli, viaggiando e realizzando fotoservizi dal Brasile al Belgio. La consacrazione sulla scena internazionale arriva con il libro <em>Essere Venezia<\/em> (1977), uno dei rari bestseller dell\u2019editoria fotografica, stampato in quattro lingue con una tiratura di quasi un milione di copie. Maestro indiscusso del bianco e nero, \u00e8 una delle figure pi\u00f9 rappresentative della fotografia italiana.","post_title":"Fulvio Roiter","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"fulvio-roiter","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 12:11:06","post_modified_gmt":"2019-04-09 12:11:06","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=507","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Punti esclamativi, samba, football, caff\u00e8: oltre i luoghi comuni, il Brasile ci rivela, attraverso le metropoli della costa, la foresta sterminata, il fiume che i primi scopritori chiamarono \u00abmare dolce\u00bb, i segni di una storia violenta e splendida, e una realt\u00e0 drammatica in cui si mescolano la passione avveniristica, le fortune dei magnati, la miseria e la frenesia dei negri, e il patetico declino degli indios nei villaggi sperduti del Mato<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bambini della trib\u00f9 Xavantes giocano nell\u2019acqua del Rio das Mortes. Siamo nel Mato Grosso, in una delle \u00abaldeias\u00bb degli indios, cio\u00e8 in uno dei loro villaggi di capanne disposte a semicerchio in una piccola radura dell\u2019impenetrabile foresta. Gli indios si stanno estinguendo: nascono sempre meno bambini e le malattie mietono sempre pi\u00f9 vite. La razza \u00e8 assolutamente indifesa contro i mali dei bianchi. Un\u2019influenza asiatica, che in Europa si pu\u00f2 curare con pastiglie e latte caldo, qui pu\u00f2 trasformarsi in un flagello. Ma sono passati i tempi dello sterminio, quando conquistatori, pionieri e avventurieri massacravano a vista gli indios incontrati sul cammino dello zucchero o dell\u2019oro o del caucci\u00f9. Del milione e mezzo di indigeni di prima della colonizzazione ne restano ora 200 mila. Li aiutano a sopravvivere, con medicine, con consigli e strumenti di lavoro, gli uomini del Servizio per la Protezione degli Indiani (spi), un\u2019organizzazione fondata nel 1910 dal generale Rondon. Anche in questo villaggio degli Xavantes c\u2019\u00e8 un uomo dello spi. Vive in un piccolo bungalow poco lontano dalle capanne degli indios, accoglie il DC3 che periodicamente atterra sulla pista rudimentale costruita presso il fiume, aiuta i piloti a scaricare i rifornimenti e li ospita per la notte. Nel piccolo cimitero ai margini della foresta ci sono quattro tombe di bianchi: sono stati uccisi dal capo della trib\u00f9 che ancora vive nel villaggio e ogni tanto invita il funzionario dello spi nella sua capanna. La consegna che il generale Rondon ha dato nel 1910 ai volontari della sua organizzazione \u00e8: \u00abMorire se \u00e8 necessario, ma non uccidere mai\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1377 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174603\/oba_brasil_001.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174603\/oba_brasil_001.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174603\/oba_brasil_001-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Brasilia, la citt\u00e0 astratta, sta mettendo la polpa. C\u2019\u00e8 gente che fa la fila alle fermate degli autobus, c\u2019\u00e8 gente che va a passeggio di sera, che sta seduta ai caff\u00e8, che va al cinema. [&#8230;] Brasilia, a 900 chilometri dalla costa, \u00e8 la capitale della \u00abfrontiera\u00bb brasiliana, il simbolo costosissimo di quella \u00abmarcha para o Oeste\u00bb che sembra oggi galvanizzare tutti i brasiliani: una corsa verso le ricchezze dell\u2019Ovest, nascoste sopra e sotto la crosta di regioni vaste milioni di chilometri quadrati. Ma basta uscire appena da Brasilia, nella savana che la circonda, per avere un\u2019idea di quanto dura sar\u00e0 la nuova \u00abconquista\u00bb.<\/p>\n<p>Hanno fatto buona pesca questi due malinconici cavalieri, e ora portano le loro ceste piene al mercato di S\u00e3o Luis. Vengono ogni giorno sulla spiaggia di Olho d\u2019\u00c1gua, dalla citt\u00e0, 20 chilometri la mattina e 20 la sera, a dorso d\u2019asino o a piedi, calano in mare il \u00abcoral\u00bb, una sorta di stuoia disposta in modo da formare un recinto chiuso, e aspettano l\u2019alta marea.<\/p>\n<p>Allora i pesci scorrazzano nell\u2019acqua alta fin presso la riva, nuotano nel recinto, e s\u2019accorgono troppo tardi, alla bassa marea, d\u2019essere prigionieri. I pescatori arrivano, vuotano il recinto, riempiono i cesti, e ripartono per S\u00e3o Luis. Il cammino \u00e8 lungo il mare, sulla spiaggia d\u2019un bianco accecante, su una sabbia fina come fior di farina, cos\u00ec fina che s\u2019incolla ai piedi e alle mani, ma basta un soffio per mandarla via.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1378 alignright\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174604\/oba_brasil_002.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174604\/oba_brasil_002.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174604\/oba_brasil_002-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>Case rosa, azzurre, gialle, campanili grigi, ciottoli lucidi: \u00e8 la Ladeira do Pelourinho, una delle pi\u00f9 belle piazze di Salvador, nello Stato di Bahia. Ma questo \u00e8 soltanto il nome ufficiale della citt\u00e0, nessuno in Brasile dice Salvador, dicono tutti Bahia. Settecento coloniale, ville superbe, marmi, stucchi, e 228 chiese. L\u2019antica capitale dello zucchero \u00e8 oggi uno splendido album, ci vivono poeti, chitarristi e turisti raffinati, \u00e8 una citt\u00e0 che comincia col silenzio dei palazzi e delle vie austere, in alto, e s\u2019infittisce di gesti, di colore e di rumore, in basso, verso il porto. Qui durante due secoli sono sbarcati, a coltivare la canna da zucchero, 3 milioni e mezzo di schiavi negri. E qui 350 mila loro discendenti vendono dolci, alcool e chincaglieria, scaricano navi, e di tanto in tanto s\u2019abbandonano a quel ritmo misterioso e affascinante che \u00e8 il \u00abCandombl\u00e9\u00bb: una religione di santi cristiani dai nomi pagani, un\u2019ossessione remota a ritmo di<\/p>\n<p>danza. [&#8230;]<\/p>\n<p>\u00c8 carnevale a Rio e le ragazze negre si vestono da contesse francesi, da figlie di piantatori portoghesi, da Regine di Saba, da Cleopatre. \u00c8 la festa dei negri e della samba. I bianchi stanno a guardare. Sono tre giorni, domenica, luned\u00ec e marted\u00ec grasso: gli allievi e i maestri di tutte le scuole di samba della citt\u00e0 sfilano ballando per i sei chilometri dell\u2019Avenida Presidente Vargas, entrano in Avenida Rio Branco e si disperdono affranti per i quartieri Flamengo e Botafogo. Ma questo \u00e8 soltanto uno \u00abschema\u00bb: la sfilata non \u00e8 un corteo, si sfrantuma in mille gruppi, cerchi, rivoli di danzatori che percorrono tutta la citt\u00e0, la immobilizzano, la stordiscono. \u00c8 il delirio della samba in questa citt\u00e0, dove qualche anno fa, ai funerali di un grande cantante morto in un incidente d\u2019auto, parteciparono 300 mila persone, e a un certo punto uno della folla improvvis\u00f2 ad alta voce un canto funebre a ritmo di samba, e i vicini ripresero il motivo, e in pochi minuti decine di migliaia di persone cantavano piangendo la samba dell\u2019addio.<\/p>\n<p class=\"Testoafilo1Rsopra\">Appoggiato a una palma, sulla spiaggia di Itapoan, presso Bahia, lo \u00abjangadeiro\u00bb posa per il fotografo. Fra qualche ora sar\u00e0 in mezzo al mare a bordo della sua \u00abjangada\u00bb, con un compagno, e con la speranza di un buon bottino. Non \u00e8 una pesca facile, e la \u00abjangada\u00bb non \u00e8 una barca comoda: \u00e8 una specie di zattera, sei lunghi tronchi e una bianca vela triangolare. Ma senza un chiodo: i legni sono tenuti insieme con incastri sapienti e con robusti legacci. Si parte la mattina e si sta in mare due o tre giorni, sempre con i piedi a mollo. Si pescano aragoste, quando \u00e8 la stagione, o scampi, o altro. Le reti non servono, bastano dei fili con gli ami, occhi aperti, mano pronta, e soprattutto una grande esperienza. Poi, quando s\u2019\u00e8 messa insieme una quantit\u00e0 sufficiente di pesce, si ritorna. E da lontano si vedono sulla spiaggia le donne che aspettano: la moglie o la madre che salutano e chiedono se \u00e8 andata bene. [&#8230;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"}],"custom_sticky":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/995","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1376"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=995"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=995"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=995"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}