{"id":959,"date":"1960-05-10T15:45:49","date_gmt":"1960-05-10T15:45:49","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=959"},"modified":"2019-05-13T09:00:59","modified_gmt":"2019-05-13T09:00:59","slug":"gente-alla-fiera","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/gente-alla-fiera\/","title":{"rendered":"Gente alla Fiera"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1352,"template":"","categories":[],"tags":[24],"class_list":["post-959","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-societa-costumi-e-stili-di-vita"],"acf":{"edizione":"N.2, 1960","autore":[{"ID":204,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 16:20:09","post_date_gmt":"2019-04-08 16:20:09","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Poeta e scrittore (1924-2011), esordisce come cronista per il quotidiano \u00abL\u2019Umanit\u00e0\u00bb. Le prime incursioni nella nella narrativa risalgono agli anni Quaranta, quando interrompe gli studi di medicina. Negli anni collaborer\u00e0 con varie testate, fra cui \u00abL\u2019Espresso\u00bb, \u00abL\u2019Unit\u00e0\u00bb e \u00abRinascita\u00bb, firmando la traduzione di grandi autori come Robert Frost, Ezra Pound e Sylvia Plath. Dagli anni Sessanta pubblica diverse raccolte di poesie, fra cui: <em>La vita in versi<\/em> (1965); <em>Autobiologia<\/em> (1969); <em>Poesie scelte<\/em> (1975); <em>Il male dei creditori<\/em> (1977); <em>Lume dei tuoi misteri<\/em> (1984); <em>Salutz<\/em> (1986); <em>Fortezza<\/em> (1990); <em>Empie stelle<\/em> (1996). Nel 2014 esce la raccolta <em>Tutte le poesie<\/em>, con introduzione di Maurizio Cucchi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Giovanni Giudici","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"giovanni-giudici","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 16:20:15","post_modified_gmt":"2019-04-08 16:20:15","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=204","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>In Fiera \u2013 io che cerco d\u2019essere milanese \u2013 ci sono andato solo due volte in vita mia. La seconda l\u2019anno scorso, perch\u00e9 mi sembrava inconcepibile che un cittadino da poco iscritto all\u2019anagrafe del comune non dedicasse un paio di pomeriggi alla Fiera; e anche per la legittima curiosit\u00e0 di vedere quanto diversa fosse dalla prima volta che l\u2019avevo veduta, nel 1946, primo anno di pace.<\/p>\n<p class=\"Testo\">M\u2019ero trovato a Milano per tutt\u2019altro, era di settembre: e la Fiera s\u2019inaugur\u00f2 una domenica mattina che stava per piovere, o era appena piovuto, verso le 9: casalingo e soddisfatto, davanti a una piccola folla, De Nicola pronunci\u00f2 il discorso. Poi la visita frettolosa, con gli operai che ancora martellavano nei padiglioni, il grigio che dominava su ogni altro colore, e l\u2019odore di vernice come alla vernice d\u2019una mostra di pittura.<\/p>\n<p class=\"Testo\">L\u2019anno passato, invece, fu ben diverso: ma mi accorgo ora di averla visitata in altro modo da come avrei voluto: fa parte, ne sono sicuro, delle virt\u00f9 civiche visitare bene la Fiera. Eppure anche di un\u2019altra cosa sono sicuro: che non riavr\u00f2 la stessa occasione dell\u2019anno scorso, inurbato di fresco, un po\u2019 spaesato com\u2019ero.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Qual \u00e8 la peggior tentazione dell\u2019inurbato? Cercare di non apparirlo, evitare i luoghi comuni che denunciano immancabilmente un comportamento da provinciale. I cronisti di \u00abbianca\u00bb dei quotidiani indulgono spesso al luogo comune di denunciare questi luoghi comuni a spese d\u2019innocenti, indifesi bersagli: a Roma, pellegrini e turisti; a Milano, ahim\u00e8, visitatori della Fiera. E non \u00e8 bene, direi, \u00e8 poco caritatevole, \u00e8 ingrato: perch\u00e9, se non fosse per queste persone, anche il solido mito di Milano rischierebbe di ridursi a una polemica di ore di punta sui tram, divieti di transito, tronchi di metropolitana. Invece, grazie ai visitatori della Fiera, dico specialmente quelli che vengono in comitiva sui pullman, con treni speciali e biglietti d\u2019andata e ritorno, di Milano si parla per mesi e per anni nelle serate della pi\u00f9 remota provincia; c\u2019\u00e8 ancora gente cos\u00ec limpida e fresca da ricordare per decenni lo spettacolo d\u2019un giorno.<\/p>\n<p>La retorica dei cronisti di \u00abbianca\u00bb (a parte gli inni alla produzione che contano poco o niente: \u00e8 la produzione che conta) mortifica, in fondo, l\u2019entusiasmo di questi visitatori: si parla dei collezionisti di stampe propagandistiche, di brodi omaggio, di pastiglie e microdentifrici, con sufficienza non giusta. Io penso che senza questi benemeriti anche la Fiera come Fiera sarebbe assai meno importante di quello che \u00e8, non giustificherebbe il giusto orgoglio di cui si circonda: senza contare, poi, che molti di questi collezionisti, i pi\u00f9 spregiudicati, i pi\u00f9 organizzati, sono milanesi autentici o, se non proprio autentici, almeno residenti, al di sotto dei 40 e al di sopra dei 60 anni di et\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, la Fiera \u00e8 un grande mercato: ma, se in un mercato ci fossero soltanto i compratori e i venditori, che mercato sarebbe? Figurarsi una Fiera visitata soltanto da compratori, veri compratori, quelli che corrono difilati al padiglione che li interessa, trovano la gente della ditta tale, scambiano due parole di convenevoli fra conoscenti, prendono l\u2019aperitivo o il caff\u00e8, danno un\u2019occhiata e dettano l\u2019ordine per il prodotto di cui quasi certamente hanno gi\u00e0 sentito parlare: sarebbe una Fiera senza tramezzini, senza curiosit\u00e0 meccaniche e invenzioni utili, senza darsena, senza ville prefabbricate, senza pedane tonificanti previa immissione di 50 lire, senza quartiere orientale, senza ragazze.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1357 alignleft\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173537\/Gente_alla_fiera_003.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173537\/Gente_alla_fiera_003.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173537\/Gente_alla_fiera_003-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>Gli espositori se la caverebbero con meno, non avrebbero bisogno di studiare allestimenti nuovi, di mobilitare architetti e falegnami, di ingigantire le scritte. La forza di un mercato, la sua forza d\u2019appello, di richiamo, viene proprio da quelli che non comprano (o che comprano poco, una cosetta o due, dopo lunghe meditazioni, persuasi tuttavia del buon affare).L\u2019ultima Fiera che ho vista, la Fiera dell\u2019anno scorso, prova generale per me della terza visita che ora m\u2019appresto a compiere, non l\u2019ho visitata il giorno della inaugurazione. Anzi ho aspettato, fedele al luogo comune (comune, ma abbastanza vero) del milanese che avverte l\u2019amico di Montevarchi: \u00abInutile venire i primi giorni, c\u2019\u00e8 pieno di gente, \u00e8 meglio aspettare, gli <em>stands<\/em> sono ancora mezzo per aria, eccetera\u00bb: cos\u00ec finisce che dopo sette-otto giorni in Fiera non si pu\u00f2 circolare dalla gente che c\u2019\u00e8, tutta gente che ha seguito l\u2019esperto consiglio dell\u2019amico.<\/p>\n<p>Ho aspettato, eppure non mi \u00e8 mancato lo spettacolo audiovisivo di qualche angolo di padiglione ravvivato da carpentieri in tuta e da allegri colpi di martello: anche a quarantott\u2019ore dalla chiusura, c\u2019\u00e8 da giurarlo, non manca un angolo in cui si ribattono gli ultimi chiodi per l\u2019assetto definitivo.<\/p>\n<p>Fa parte del colore: c\u2019\u00e8 una misteriosa, spontanea regia che compie quotidiane assegnazioni dei chiodi ancora da inchiodare, delle viti ancora da avvitare al momento della inaugurazione, quando si deve fare silenzio per ascoltare il discorso del Presidente. Ancora duemila chiodi? Bene, un po\u2019 per giorno: cos\u00ec ogni giorno di Fiera avr\u00e0 la sua giusta dose di colpi di martello e di carpentieri accorrenti.<\/p>\n<p>Ma parliamo un po\u2019 della gente. La primavera \u00e8 gi\u00e0 esplosa: anche se la tradizione vuole piovosa e grigia la giornata inaugurale, pure non \u00e8 possibile che i sedici giorni di Fiera passino senza sole.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in una delle belle giornate, all\u2019ora sonnolenta del primo pomeriggio, che bisogna seguire i visitatori che non comprano da un padiglione all\u2019altro: magari anche tra mezzogiorno e le 2 nella zona dei ristoranti e delle tavole calde, durante la sosta che i pi\u00f9 metodici e volitivi (abitano fuori Milano, sono arrivati al mattino di buon\u2019ora) si concedono a met\u00e0 della sfacchinata.<\/p>\n<p>Non so se di proposito o per caso ho imbroccato l\u2019anno scorso le ore e le giornate di miglior tempo e di maggiore folla; non sono un uomo d\u2019affari e ho pertanto evitato (anche se il regolamento avrebbe potuto concedermi un\u2019eccezione) le ore riservate ai soli operatori economici. Ore portanti, ore fondamentali, ore che danno corpo al giusto orgoglio dei consuntivi e delle cifre d\u2019affari: ma probabilmente meno ricche e cospicue dall\u2019immediato punto di vista umano.<\/p>\n<p>Seduti su gradini e a tavoli di bar, dove capita e dove le disponibilit\u00e0 consigliano, dove c\u2019\u00e8 un po\u2019 d\u2019ombra e una modesta corrente d\u2019aria: anche la capace mandibola d\u2019una benna pu\u00f2 farsi accogliente come la poltrona d\u2019un salotto per l\u2019esile, bionda, occhialuta ragazza alle prese con l\u2019ora del tempo, la dolce stagione e il gelato da passeggio. Si pu\u00f2 essere certi che la ragazza non comprer\u00e0 mai la grande macchina: eppure quanto le serve in questo momento la benna dalla bocca spalancata!<\/p>\n<p>Non so se di proposito o per caso ho imbroccato l\u2019anno scorso le ore e le giornate di miglior tempo e di maggiore folla; non sono un uomo d\u2019affari e ho pertanto evitato (anche se il regolamento avrebbe potuto concedermi un\u2019eccezione) le ore riservate ai soli operatori economici. Ore portanti, ore fondamentali, ore che danno corpo al giusto orgoglio dei consuntivi e delle cifre d\u2019affari: ma probabilmente meno ricche e cospicue dall\u2019immediato punto di vista umano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1355\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173503\/Gente_alla_fiera_002.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173503\/Gente_alla_fiera_002.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173503\/Gente_alla_fiera_002-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>Parlavo della ragazza in bocca alla benne; ma \u00e8 un piccolo, minuscolo episodio fra i tanti della gente comune che si accosta soprattutto alle cose che non comprer\u00e0 mai: uno stuolo di seminaristi in scrupoloso pellegrinaggio al padiglione edilizio, un anziano signore con basco e barba candida a spazzola (forse svizzero, forse da sempre colonnello o professore a riposo) che esige minuziose notizie sugli ultimi apparecchi di precisione. La consorte, che l\u2019accompagna, guarda con affabile distacco.<\/p>\n<p>Hanno il piacere dell\u2019impossibile. \u00abQuanto costa questa macchina?\u00bb \u00c8 un congegno gigantesco, potrebbe, per quanto li riguarda, essere anche una montagna russa, non sanno esattamente a che cosa possa servire. \u00abDuecento milioni.\u00bb Annuiscono con rispettosa, meravigliata approvazione: e magari accanto al visitatore pi\u00f9 ciarliero c\u2019\u00e8 il pi\u00f9 timido che, carpendo l\u2019informazione, partecipa sulla scia della stessa annuente meraviglia.<\/p>\n<p>\u00c8 un pubblico da sagra, ricco di bambini e di fidanzati. Se ci fosse una pista da ballo con orchestra all\u2019aperto sicuramente farebbe affari. Come dice quel verso famoso? <em>April is the cruellest month<\/em>&#8230; il mese pi\u00f9 crudele: ma di una crudelt\u00e0 davvero assai dolce, come l\u2019aria ronzante del primo pomeriggio quando la Fiera segna il passo, gli addetti spazzano via da terra manifestini e sacchetti di carta, e le ragazze un po\u2019 affrante da tanto camminare reclinano la testa sulla spalla del fidanzato distolto per l\u2019intera mattinata dalle novit\u00e0 del padiglione meccanico, e adesso anche lui soggiogato dal torpore di questa primavera. Casalinghe in gita collettiva si raccolgono a commentare: \u00abMadonna, quanta gente!\u00bb e a discutere sull\u2019ora della partenza. Non tutte sono d\u2019accordo. \u00abNon abbiamo visto niente, facciamo ancora un giro\u00bb: qualche comitiva entra in crisi, qualche scissione si minaccia.<\/p>\n<p>I ragazzini scappano alle madri per rincorrere l\u2019amico pi\u00f9 svelto che \u00e8 riuscito ad accaparrarsi un difficile omaggio, qualche madre si abbandona all\u2019ombra (\u00abVedremo quando si sbriga quello l\u00e0\u00bb) e coglie l\u2019occasione non gradita di sperimentare il campione pubblicitario del nuovo calmante. Il giovane intraprendente, deciso anche a perdere il treno del ritorno, tenta il colpo con una bionda al banco della birra, le rivolge una, due domande perfettamente ovvie, tanto per provare, non si sa mai: ma gli basta per la fanfaronata del giorno dopo quando ritrover\u00e0 gli amici che qui, da un momento all\u2019altro, ha perduto di vista: essi, d\u2019altro canto, racconteranno a lui altre storie, tutte che si somigliano.<\/p>\n<p>Alla fine i piedi fanno male, le scarpe sono grigie di polvere: ma se non fosse, cos\u00ec non sarebbe una Fiera, non sarebbe la Fiera. Alla fine la stanchezza della giornata \u00e8 una stanchezza da giornate eccezionali, da viaggio di nozze: lo smaliziato che riesce a non stancarsi perde certamente qualche cosa. La stessa cosa che perde colui che non va a caccia di stampati, di sacchetti di carta, di campioni omaggio, che non domanda il prezzo di ci\u00f2 che non comprer\u00e0 mai, che non partecipa d\u2019un assaggio gratuito di frittelle o tartine preparate in trenta secondi con la nuova speciale macchinetta, che non compra poi almeno un paio di oggetti non perfettamente necessari.<\/p>\n<p>Uno stupido rispetto umano mi ha impedito l\u2019anno scorso di fare tutte queste cose. Invece mi accorgo che avrei potuto divertirmi anche di pi\u00f9 e che non avrei mancato di rispetto a nessuno chiedendo il prezzo d\u2019una scavatrice o d\u2019un aeroplano, n\u00e9 sofferto in alcuna dignit\u00e0 seguendo il malrepresso desiderio di assaggiar vini, raccogliere opuscoli e manifestini, addormentarmi su una panchina coprendomi la faccia col giornale, farmi scarrozzare da una di quelle automobiline del servizio interno, abbandonarmi \u2013 tanto nessuno se ne accorge \u2013 all\u2019occasione di un infantile ritorno.<\/p>\n<p>Ho detto che quest\u2019anno far\u00f2 meglio: ma forse in ben altro senso, sempre pi\u00f9 razionale, sempre pi\u00f9 distante da tutte quelle cose che sempre pi\u00f9 desidero e che sempre meno riuscir\u00f2 a fare. Riesce a farle, a goderle, chi non ci ricama tanto come io ci ricamo, e anche per questo forse il mondo va avanti e resiste.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173556\/Gente_alla_fiera_004.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18131601\/Gente_alla_fiera_005.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173425\/Gente_alla_fiera_001.jpg"}]}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}