{"id":867,"date":"1958-06-10T13:21:00","date_gmt":"1958-06-10T13:21:00","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=867"},"modified":"2019-05-13T09:16:39","modified_gmt":"2019-05-13T09:16:39","slug":"unisola-al-giorno","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/unisola-al-giorno\/","title":{"rendered":"Un\u2019isola al giorno"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1420,"template":"","categories":[],"tags":[32],"class_list":["post-867","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-viaggi-e-tempo-libero"],"acf":{"edizione":"N.3, 1958","autore":[{"ID":473,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 10:52:33","post_date_gmt":"2019-04-09 10:52:33","post_content":"Fotografa (1925-2003). Nata Giulia Ferlito, nel 1947 sposa Leopoldo Pirelli, assumendone il cognome. Grande amante dei viaggi e della fotografia, ben presto trasforma le sue passioni in una ragione di vita, catturando in immagini il contrasto dei mondi con cui entra in contatto. Dallo sguardo delle donne africane al volto dei milanesi, dai mercati del Kenya o del Sudamerica agli scorci di Londra e Parigi, con i suoi scatta immortala il mutamento frenetico della societ\u00e0 e la complessit\u00e0 di un\u2019epoca. Nel 1965, insieme a Carlo Orsi, pubblica per Bruno Alfieri Editore un libro fotografico dedicato a Milano con prefazione di Dino Buzzati.","post_title":"Giulia Pirelli","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"giulia-pirelli","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 10:52:33","post_modified_gmt":"2019-04-09 10:52:33","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=473","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Ecco, raccontata giorno per giorno, una crociera di tre settimane dal Pireo a Rodi. La riscoperta, nel paesaggio e nelle vestigia del passato, del mondo che rappresenta un dato permanente della nostra cultura coincide con un itinerario nautico di insuperabile bellezza<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa crociera iniziata dal Pireo, il porto di Atene, dopo aver costeggiato la Grecia orientale fino alla penisola Calcidica e quindi la costa turca, ha toccato molte isole dell\u2019arcipelago e si \u00e8 conclusa a Rodi. Complessivamente il viaggio \u00e8 durato ventitr\u00e9 giorni, ma l\u2019itinerario tracciato sulla carta, che corrisponde a una crociera \u00abideale\u00bb sul mare Egeo, comporterebbe una permanenza in mare di circa quaranta giorni; si tratta evidentemente di un programma che eccede il normale calendario di vacanze estive. Abbiamo pertanto suddiviso la nostra crociera in tre parti che rappresentano tre possibili itinerari parziali sul mare Egeo: dal Pireo a Izmir (Smirne), da Izmir a Rodi e da Rodi al Pireo. Le prime due parti corrispondono alla crociera di ventitr\u00e9 giorni che abbiamo effettivamente compiuto. La terza, di cui manca il taccuino, e che sappiamo molto bella, ne \u00e8 il completamento ideale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1421\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183231\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_1.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183231\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_1.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183231\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_1-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>Dal Pireo a Izmir<br \/>\n<\/em><strong>i<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Partenza dal Pireo, sfilando navi dalla prua rossa, in un pomeriggio di forte vento. Ci accorgeremo con l\u2019andare dei giorni che \u00e8 questo l\u2019elemento contro il quale dovremo fortemente combattere fino a quando saremo diretti a nord. Il nostro primo ancoraggio sar\u00e0 la baia di Glifada, la pi\u00f9 bella spiaggia di Atene. Sulla spiaggia, capanne dai colori sgargianti, fra rocce e prati piccole casette di due-tre locali che vengono affittate per i mesi estivi e, sull\u2019altro lato della baia, fra arbusti e arena, un ristorante con orchestrina.<\/p>\n<p><strong>ii giorno <\/strong>\u2013 Dalla dolcezza di questa nostra prima notte greca all\u2019incantesimo del primo risveglio: Capo Sunio. Il tempio di Poseidone bianco e scintillante si erge contro il cielo greco che non conosce nuvole, con il suo mare viola, con l\u2019esasperazione della sua terra brulla e desolata battuta costantemente dalla furia del vento contro il quale a fatica si riesce a camminare. Poco lontano un\u2019osteria. Assaggiamo con curiosit\u00e0 il vino resinato: il primo sorso ci convince che non ripeteremo mai pi\u00f9 l\u2019esperimento. Un cameriere italiano ci toglie l\u2019imbarazzo di un colloquio alquanto stentato col padrone del locale.<\/p>\n<p><strong>iii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 La prossima meta \u00e8 Chalkis. Passeremo diverse ore in barca dovendo fare 66 miglia per arrivare senza tappe inutili a Volos, dove ci aspettano le Meteore. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>iv<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 La giornata sar\u00e0 tutta da assaporare tranquillamente. Veleggiamo fra la costa e l\u2019isola di Eubea, lussureggiante di pini, ulivi, pioppi con bianchissime spiagge e rocce vulcaniche.<\/p>\n<p>Attenzione ai pescicani. Un augurio a chi compir\u00e0 questa rotta: possa egli assistere, come noi, agli indescrivibili, pazzi giochi dei delfini.<\/p>\n<p>Ci ancoriamo alla baia di Vathykelos, ben segnata sul Portolano. Di fronte a questa baia vi \u00e8 un isolotto deserto con una minuscola chiesa ortodossa dai muri bianchissimi dove i pescatori usano portare gli ex voto.<\/p>\n<p>Nell\u2019oscurit\u00e0 pi\u00f9 assoluta luccica l\u2019argento e l\u2019oro delle icone. Sul fondale, il relitto di una grossa barca e alcune anfore adagiate sulla rena. Di notte buona pesca con le lampare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1422 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183253\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_2.jpg\" alt=\"\" width=\"450\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183253\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_2.jpg 450w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183253\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_2-193x300.jpg 193w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/><\/p>\n<p><strong>v-vi<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Volos, duplice meta: rifornimento nafta, viveri e punto di partenza per le Meteore.<\/p>\n<p>Alle Meteore si arriva con un taxi in tre ore, senza forzare. Meglio evitare le ore centrali della giornata che nell\u2019entroterra sono eccessivamente calde. Lungo la strada cicogne abbarbicate con i loro nidi sui pali della luce, sui pinnacoli delle moschee, sui comignoli delle case. Attraversando la pianura ecco Trikala, un paesotto dove ogni luned\u00ec i contadini calano dai monti per vendere le loro mercanzie: coperte dalle tinte sgargianti in lana di capra dal pelo lunghissimo, borse dalle righe multicolori, tappeti, ceste e paglie. Poi, improvvisamente, le Meteore, altissime e nere. Alla sommit\u00e0 di ogni Meteora, un convento. Una stradina primitiva e poi molti, molti gradini portano al \u00abGrand Meteor\u00bb. Fa cordialmente gli onori di casa l\u2019unico monaco attivo e giovane della comunit\u00e0; gli altri, sdentati e contorti dall\u2019artrosi, vengono a salutare solo al momento della partenza. Nessuna preoccupazione per la colazione che viene data allo stesso monastero, abbondante e buona da un oste sempre pronto ad accontentare l\u2019appetito degli ospiti.<\/p>\n<p>Sulla via del ritorno, mandrie di bufali, giovani donne dal viso coperto con fazzoletti bianchi che lasciano intravvedere soltanto gli occhi.<\/p>\n<p>Sera a zonzo per la citt\u00e0; buona parte della popolazione vive sotto le tende a causa dei terremoti che si susseguono l\u2019uno via l\u2019altro. Qui come in ogni posto, gente cordiale, pronta ad aiutare e per i rifornimenti e per indicare ristoranti o negozi. L\u2019ospitalit\u00e0 \u00e8 innata nel popolo greco.<\/p>\n<p><strong>vii-viii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Veleggiando tra Volos e il Monte Athos conviene accostare alla Calcidica che forma tre grandi penisole. La prima \u00e8 lussureggiante di pinete, con una infinit\u00e0 di insenature e di spiaggette completamente deserte [&#8230;].<\/p>\n<p>La seconda penisola ha una baia dal nome di Kof\u00f9, porto tranquillissimo ben riparato dai venti e dalle mareggiate. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>ix<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 L\u2019entrata nel porto di Dafni, semplice di giorno, pu\u00f2 risultare difficile in piena oscurit\u00e0 anche perch\u00e9 non \u00e8 segnalata l\u2019unica boa alla quale ci si pu\u00f2 ormeggiare.<\/p>\n<p>Il giro dei conventi del Monte Athos \u00e8 permesso ai soli uomini che siano muniti del visto che rilascia il consolato italiano ad Atene. L\u2019arrampicata a cavalcioni di muli scalcagnati dura pressappoco tre ore. Accompagna un monaco che conduce prima alla capitale per avere il permesso di visita (documento che risulter\u00e0 del tutto inutile), poi ai vari monasteri. L\u2019isola \u00e8 abitata da soli uomini, monaci ed eremiti. Non solo non \u00e8 ammessa la presenza di donne, ma neppure quella di animali femmine. Le signore sono ampiamente compensate dal giro in barca, pi\u00f9 comodo e non meno interessante, della penisola. Lungo la costa moltissimi monasteri dai colori strani e dalla architettura complicata. Nelle rocce che cadono a picco sul mare, piccolissime grotte abitate da anacoreti. Ci si chiede come possano questi eremiti scendere a mare o andare all\u2019interno dell\u2019isola senza compiere equilibrismi degni di un sestogradista.<\/p>\n<p>Verso sera a Vatopedhiou, dove l\u2019ancoraggio \u00e8 perfetto, riprendiamo a bordo i nostri uomini stanchi e accasciati. Il monaco che li ha accompagnati sin qui li informa che l\u2019attesissimo bagno sarebbe un suicidio a causa degli innumerevoli pescicani.<\/p>\n<p><strong>x<\/strong> <strong>giorno<\/strong> \u2013 Da Vatopedhiou ad Aivalik le miglia sono molte. \u00c8 facile incappare nel \u00abmaltemio\u00bb che per\u00f2 soffia dalla parte favorevole. [&#8230;] Aivalik, il primo porto turco che tocchiamo, del tutto primitivo, d\u00e0 chiara la sensazione di trovarsi sulla soglia del Medio Oriente. In giro per il villaggio alla ricerca di cibo. Il mercato \u00e8 folkloristicamente interessantissimo. La gioia di poter finalmente comperare legumi freschi, pesce e frutta viene sopraffatta dall\u2019interesse suscitato dalla singolarit\u00e0 della gente che s\u2019incontra. [&#8230;] Tutti chiedono di essere filmati o fotografati e lottano per conquistare un posto davanti all\u2019obbiettivo, in stridente contrasto con l\u2019atteggiamento schivo delle donne celate nei loro veli. [&#8230;] Vengono a farci rifornimento d\u2019acqua col carro dei pompieri rosso sgargiante, mentre la folla assiste compiaciuta a questa dimostrazione della propria efficienza organizzativa. Alle 5 della sera giunge dall\u2019alto una voce: \u00e8 il muezzin che dal minareto recita la preghiera. Un minuto di pausa perch\u00e9 tutti possano voltarsi verso la Mecca ed inginocchiarsi. Subito dopo gli altoparlanti dei bar riprendono la solita nenia che suona ai nostri orecchi di occidentali angosciosa come un\u2019emicrania. [&#8230;]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1423\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183336\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_3.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183336\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_3.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183336\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_3-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p><strong>xi<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Una puntata a Pergamo \u00e8 doverosa, ma non molto interessante; bello e curioso il tempio di Esculapio, antico luogo di cura. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>xii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Ed ecco Lesbos; tutti noi ripensiamo alla poetessa e cerchiamo testimonianze di quel tempo, ma ci troviamo invece davanti a una realt\u00e0 banale. Solamente pi\u00f9 tardi, lontano dall\u2019abitato, possiamo cogliere il pathos che andavamo cercando. Questa \u00e8 l\u2019isola degli ulivi e delle matasse di lana blu e rosse disposte a festoni da una finestra all\u2019altra. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>xiii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 La baia di Iero, a poche miglia dal porto di Mitilene, un\u2019esperienza inconsueta: cogliamo oleandri fioriti proprio in riva al mare. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>xiv<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Lasciamo l\u2019isola di notte e un vento teso rende emozionante il passaggio fra centinaia di lampare. L\u2019entrata nel porto di Izmir \u00e8 complicata; bisogna aspettare la barca pilota. [&#8230;] Izmir, come citt\u00e0, \u00e8 piuttosto occidentalizzata e solo nel bazar si ritrova quell\u2019ambiente che noi europei ci attendiamo. Vicoli interi di rami, paglie, stoffe, ricami, orefici e antiquari, mentre tutt\u2019intorno sgattaiolano bimbi velocissimi dagli occhi attenti e vivaci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Da Izmir a Rodi<br \/>\n<\/em><strong>i<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Lasciamo Izmir, vasta e imponente, al tramonto. [&#8230;] Al mattino ci troviamo all\u2019isola Spalmatori dove passiamo la giornata in acqua. La pesca subacquea \u00e8 quanto mai abbondante.<\/p>\n<p>Dopo tanto mare e tanto verde delle colline di Mitilene, Chios appare, con le sue montagne brulle e la composizione delle sue rocce, argentata. Ci ancoriamo nella baia di Kalokittia. Cinque case, una chiesa. [&#8230;] Comincia il Dodecanneso.<\/p>\n<p><strong>ii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Ci ancoriamo nel porto di Chios giusto in tempo per prendere uno sgangherato taxi che ci porta all\u2019interno, a Pyrghi, prima che il sole tramonti. Un forte odore di incenso ci investe non appena entrati nel paese. Tutt\u2019attorno case e graffiti che ne decorano la facciata e balconi in ferro battuto; giovani con sottane fino alle caviglie ci guardano timide, vecchie deformi che indossano abiti medioevali e turbanti appoggiati senza grazia sui loro radi capelli bianchi ci insultano. Abbiamo timore a muoverci quasi ci trovassimo presi in una trappola. Frotte di bimbi ci inseguono facendoci smorfie e chiamandosi a raccolta da un vicolo all\u2019altro. Le finestre si aprono, la gente si fa sull\u2019uscio. Giunge a tranquillizzarci la maestrina del paese. Da questo momento saremo seguiti in tutte le isole dall\u2019odore di mastica, uno dei prodotti pi\u00f9 tipici della Grecia. Viene bruciata come incenso, masticata come chewing-gum, manipolata come marmellata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1424 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183351\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_4.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183351\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_4.jpg 560w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183351\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_4-150x150.jpg 150w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11183351\/Un-isola-al-giorno_Ferlito-Giulia_4-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p><strong>iii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Al mattino leviamo l\u2019ancora per l\u2019isola di Samos, ancorandoci, verso sera, nel porto di Vathy. Ottima navigazione sostenuta da un vento teso.<\/p>\n<p><strong>iv<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Nel tardo pomeriggio ci portiamo con un taxi al tempio di Hera, di cui rimangono poche ma significative testimonianze.<\/p>\n<p><strong>v-vi<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Navigando di notte raggiungiamo Patmos all\u2019alba. L\u2019isola si presenta frastagliata e verde, forse la pi\u00f9 bella finora incontrata. [&#8230;] Porto Scala, dove ci si reca con un barchino a motore, \u00e8 candido e lindo (le case vengono imbiancate due volte all\u2019anno), con buganvillee che scendono arruffate dai muri. Dalla piazzetta, dove si \u00e8 radunata buona parte della popolazione, un camioncino porta al monastero in cui san Giovanni visse gli ultimi anni della sua vita. Ci appare bianco fra cipressi altissimi. Sui gradini, crocchi di giovani monaci vestiti di nero. Un vecchio pope con l\u2019abito viola accompagna alla grotta dove san Giovanni dett\u00f2 l\u2019Apocalisse. [&#8230;]<\/p>\n<p><strong>vii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 A Leros festosa accoglienza; scopriremo che la nostra \u00e8 la prima barca italiana ad ancorarsi qui dopo la guerra. Breve sosta per il rifornimento d\u2019acqua, e proseguiamo per Cos.<\/p>\n<p><strong>viii<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Cos \u00e8 un\u2019isola bellissima, anche se il primo contatto delude. Infatti la capitale \u00e8 pretenziosa, con grandi strade, negozi, bar, piazze. Nella zona romanica mosaici, vicino al porto rari e perfettamente conservati; e il grande platano, il pi\u00f9 vecchio d\u2019Europa, sotto il quale Ippocrate teneva le sue lezioni. [&#8230;] Nuotando lungo la spiaggia, scopriamo un piccolo promontorio roccioso con un tempio bizantino abbandonato. Muoviamo ancora gocciolanti alla sua scoperta. I nostri piedi nudi, rimuovendo la sabbia portata dal vento, restituiscono alla luce frammenti di antico mosaico. Ci rivestiamo e ci rimettiamo in macchina. \u00c8 la volta di Kefal\u00f2, stupefacente paese nell\u2019interno dell\u2019isola: mulini a vento contro il cielo terso, strade gialle fra le candide case, sulle cui soglie donne con le sottane nere fino alle caviglie setacciano grano.<\/p>\n<p><strong>ix<\/strong><strong> giorno<\/strong> \u2013 Leviamo l\u2019ancora di notte sapendo che \u00e8 essenziale entrare nel porto di Rodi in pieno giorno. [&#8230;] Dopo tanti luoghi dove ci sono stati, volta per volta, sorprese e scoperte, Rodi, con la sua attrezzatura cittadina e la sua organizzazione turistica, \u00e8 per noi una malinconica anticipazione del ritorno alla civilt\u00e0 moderna.<\/p>\n<p>A Lindos, parecchia strada a sud di Rodi, una bellissima baia e due interessanti case del Quattrocento. Pavimentazione in ciottoli bianchi e neri ovoidali, uguale nella corte e all\u2019interno. I gradini e i diversi livelli del pavimento suddividono l\u2019interno spazioso, altrimenti privo di pareti divisorie, in pi\u00f9 stanze.<\/p>\n<p>A monte di Lindos, alta sul paese e sul mare, l\u2019Acropoli.<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/867","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=867"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=867"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=867"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}