{"id":841,"date":"1949-08-10T12:26:24","date_gmt":"1949-08-10T12:26:24","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=841"},"modified":"2019-05-15T14:54:51","modified_gmt":"2019-05-15T14:54:51","slug":"musica-e-macchine","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/musica-e-macchine\/","title":{"rendered":"Musica e macchine"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1354,"template":"","categories":[],"tags":[37],"class_list":["post-841","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-arte"],"acf":{"edizione":"N.4, 1949","autore":[{"ID":459,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 10:47:34","post_date_gmt":"2019-04-09 10:47:34","post_content":"<p class=\"p1\">Grande animatore della vita culturale milanese (1906-2006). Dopo l\u2019ingresso in Pirelli nel 1939, nel 1947 \u00e8 tra i fondatori del Centro culturale Pirelli, che ospita i pi\u00f9 grandi musicisti dell\u2019epoca. Conduttore dell\u2019\u00abora di musica\u00bb ogni venerd\u00ec al \u00abRitrovo\u00bb, presso il vecchio stabilimento della \u00abBrusada\u00bb, dal 1953 anima il Circolo della musica presso i nuovi locali di corso Venezia. Dopo aver inaugurato il Centro sociale dell\u2019Alfa Romeo, nel 1973, su invito di Paolo Grassi, passa al Teatro alla Scala a capo del Servizio promozione culturale. Ambrogino d\u2019oro nel 1977 e vero fautore del rinnovamento del teatro scaligero, \u00e8 autore di <i>Invito all\u2019ascolto di Puccini<\/i> (1984) e dei quattro volumi <i>Alla Scala con...<\/i><\/p>","post_title":"Silvestro Severgnini","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"silvestro-severgnini","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 10:47:34","post_modified_gmt":"2019-04-09 10:47:34","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=459","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Non sono pi\u00f9 il mormorio dei torrenti o gorgheggi degli uccelli a ispirare i musicisti del nostro tempo: sono le locomotive, i torni, i trattori agricoli, che gridano, piangono, ruggiscono, soffocando le voci della natura e dell\u2019uomo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ai primi dell\u2019Ottocento Ludwig van Beethoven rifiuta di prendere possesso di un appartamento a Baden per il fatto che non ci sono alberi vicino alla casa. Egli dichiara in tale occasione: \u00abIo amo un albero pi\u00f9 di un uomo\u00bb. Frutto di questo suo caratteristico atteggiamento spirituale \u00e8 la Sesta Sinfonia in fa maggiore \u00abPastorale\u00bb, composta nel 1808 per celebrare il fascino della natura.<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un secolo dopo, nel 1923, Arthur Honegger appone sul frontespizio della partitura di \u00abPacific 231\u00bb \u2013 movimento sinfonico per orchestra \u2013 la seguente dichiarazione: \u00abHo sempre amato con passione le locomotive. Le considero degli esseri viventi e le amo come molta gente ama le donne e i cavalli\u00bb.<\/p>\n<p>Nelle due affermazioni \u2013 che, tra l\u2019altro, escludono con curioso rigore ogni interesse per gli uomini \u2013 viene fissata l\u2019orbita in cui si muovono certe predilezioni dell\u2019ispirazione musicale, dall\u2019Ottocento al Novecento. Perch\u00e9 Beethoven, nell\u2019ultima stagione della sua vita, vaga nei campi dalla prim\u2019alba a notte inoltrata e scrive: \u00abNessuno pu\u00f2 amare la campagna quanto me\u00bb, un amico di Honegger racconta che nell\u2019appartamento del musicista, in rue Duperr\u00e9, una parete dello studio \u00e8 interamente coperta dai ritratti delle sue maestose amiche: centinaia di locomotive, di cui Honegger conosce tutte le caratteristiche e i particolari tecnici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1356 size-full\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173532\/musica_e_macchine_001-e1556096103690.jpg\" alt=\"\" width=\"483\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173532\/musica_e_macchine_001-e1556096103690.jpg 483w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173532\/musica_e_macchine_001-e1556096103690-210x300.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><\/p>\n<p>Non \u00e8 dunque pi\u00f9 \u00abil bel mattino di primavera col mormorio del ruscello ed i gorgheggi degli uccelletti\u00bb ad ispirare il musicista del nostro tempo, che invece d\u00e0 l\u2019avvio al suo canto col rude battito d\u2019una macchina in moto. \u00abAdesso\u00bb come scrive Georges Auric a proposito del \u00abballet r\u00e9aliste Parade\u00bb (musica di Erik Satie; tema di Jean Cocteau; sipario, scene e costumi di Pablo Picasso; coreografia di L\u00e9onide Massine) \u00abla musica si sottomette umilmente alla realt\u00e0, che soffoca il canto dell\u2019usignolo sotto il rombo del tram\u00bb.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Infatti in \u00abParade\u00bb, rappresentato allo Ch\u00e2telet nel 1917, la musica, condensata in un puro movimento meccanico, \u00e8 concepita per servire da sfondo ad un primo piano di batteria e rumori scenici.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Dopo Satie \u00e8 la volta di Arthur Honegger, che nel 1918 compone una musica di eccezione nella quale gridano, fischiano, piangono, ruggiscono le macchine, gli elementi e le mille voci notturne delle metropoli: e tutto questo mediante la pi\u00f9 nuda musica-rumore, affidata in gran parte alla batteria che, in molti punti, sostiene \u2013 da sola \u2013 la parola parlata. Con questo lavoro Honegger assume, tra i musicisti d\u2019avanguardia, una posizione di guida, che consolida definitivamente, nel 1923, con \u00abPacific 231\u00bb. \u00c8 questa la rappresentazione sinfonica di una locomotiva \u00abtipo Pacific \u2013 simbolo 231 \u2013 per treni pesanti a grande velocit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>In essa l\u2019autore cerca di realizzare, con una costruzione musicale, \u00abl\u2019impressione visiva ed il godimento fisico\u00bb che si provano dinanzi allo spettacolo di un treno di 300 tonnellate lanciato nella notte alla velocit\u00e0 di 120 chilometri all\u2019ora.<\/p>\n<p>Quattro temi densi di essenziale lirismo \u2013 temi che dapprima isolati, quindi ostinati, cio\u00e8 meccanicamente ripetuti in tutto o in parte, poi alternati dai diversi gruppi strumentali, finiscono col costruire un grandioso contrappunto polimorfo \u2013 si sviluppano e concentrano con massiccia energia, creando il \u00abmoto\u00bb su di un solido fondamento ritmico.<\/p>\n<p>Dal quieto respiro della macchina in riposo, agli sforzi della partenza, al continuo \u00abcrescendo\u00bb di velocit\u00e0, il ritmo di macchina aumenta sempre fino a raggiungere lo stato \u00ablirico\u00bb di continuit\u00e0 motoria.<\/p>\n<p>Ed ecco due musicisti, un \u00abromantico\u00bb dell\u2019800 ed un \u00abneorealista\u00bb del Novecento, che si incontrano sullo stesso terreno e si battono ad armi pari.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 il vulcanico Ettore Berlioz che, nel 1883, compone, per incarico di Paganini, il poema sinfonico per viola e orchestra \u00abAroldo in Italia\u00bb e vi inserisce, come terzo episodio, un canto pastorale, giocoso e patetico insieme; \u00e8 la \u00abserenata d\u2019un montanaro abruzzese alla sua innamorata\u00bb, gaia zampognata a ritmo di danza campagnola, evocante dolci effetti ed agresti letizie.<\/p>\n<p>Un esame, sia pure affrettato, delle musiche moderne ispirate alle macchine richiederebbe ben diversa cura e assai maggior spazio. Accenneremo, e solo per darne notizia, al \u00abBallet m\u00e9canique\u00bb di George Antheil ed alla parodia automobilistica intitolata \u00abPosto di Rifornimento\u00bb di R. Thomson; alla raccolta di impressioni per grande orchestra \u00abI telescopi\u00bb ed alle musiche per pianoforte intitolate \u00abI magneti\u00bb di Leonida Polovinkin; al \u00abPo\u00e8me de l\u2019espace\u00bb in cui Marcel Poot canta l\u2019aeroplano, alla \u00abRotativa\u00bb di G.M. Scelsi, al \u00abTreno\u00bb di Alexander Kastal\u2019skij, alla musica di Gian Francesco Malipiero per il film \u00abAcciaio\u00bb di Ruttmann.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1359\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173557\/musica_e_macchine_000.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173557\/musica_e_macchine_000.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173557\/musica_e_macchine_000-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>Per quanto concerne il rapporto uomo-macchina, problema del tempo nostro e gi\u00e0 penetrato nella musica pi\u00f9 sentita ed angosciata dei maggiori musicisti contemporanei, ecco le \u00abKammermusik\u00bb di Paul Hindemith che risentono di una meccanicit\u00e0 di movimenti propria del motore; \u00abDie Zwingburg\u00bb, \u00abIl Castello Demoniaco\u00bb di Ernst Krenek; e ancora di Krenek \u00abJonny spielt auf\u00bb (\u00abJonny lo suona\u00bb), la pi\u00f9 celebre opera jazz della nostra epoca in cui il meccanismo ed il motorismo \u2013 radio, automobile, locomotiva, jazz \u2013 sono espressi musicalmente proprio in funzione del rapporto uomo e macchina. Un altro tedesco, Kurt Weill, nella cantata \u00abIl volo di Lindbergh\u00bb, esalta il valore sociale della macchina (ed \u00e8 commovente, nella sua ritmica essenzialit\u00e0, il colloquio dell\u2019aviatore col suo motore, sopra l\u2019oceano interminato), mentre l\u2019italiano Luigi Dallapiccola celebra l\u2019intensa vita dei motori d\u2019aviazione e delle macchine radiotelegrafiche in \u00abVolo di notte\u00bb.<\/p>\n<p>La musica di Sergio Prokof\u2019ev s\u2019ispira al mito moderno della civilt\u00e0 meccanica nel balletto \u00abLe pas d\u2019acier\u00bb, scritto per Diaghilev nel 1925. L\u2019officina \u00e8 la scena dell\u2019opera ed i ballerini sono leve, ingranaggi, pulegge; uomini seminudi sotto i grembiuli di cuoio si agganciano per le braccia in cerchi ondulati, donne torcono i gomiti, roteano le mani, si flettono sulle cosce come trapani in delirio: \u00abLa musica che li fa muovere \u2013 scrive il Coeuroy \u2013 romba come un motore\u00bb. \u00abMusica di macchine\u00bb ha chiamato il suo poema sinfonico \u00abFonderia d\u2019acciaio\u00bb il musicista russo Alexander Mosolov, la cui fama \u00e8 precipuamente affidata a questa composizione. Egli \u00e8, a suo modo, un \u00abromantico\u00bb della materia, un lirico che riassume le sue impressioni davanti allo spettacolo di una fonderia in azione. Questa stilizzazione della vita di un\u2019officina \u00e8 ottenuta, dice il Roncaglia, con una bravura strumentale sbalorditiva. Girare di ruote, cigoli e stridori metallici, percosse di magli in ritmo cadenzato, sibili di colate, soffi di vapore: tutto \u00e8 pi\u00f9 che imitato, riprodotto alla perfezione, ma dentro una norma ritmica.<\/p>\n<p>Abbiamo lasciato per ultimo il primo dei musicisti moderni, colui che architetta la materia sonora in incomparabili sinfonie di movimento, e la cui opera, pi\u00f9 e meglio d\u2019ogni altra, \u00e8 legata al presente da quel ritmo meccanico che \u00e8 suggerito dal senso di dinamismo motorio proprio della macchina: Igor Stravinskij. Ma occorrerebbe un discorso tutto per lui.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Assez de nuages, de vagues, d\u2019aquarium, d\u2019ondines et de <\/em><em>parfums la nuit; il nous faut une musique sur la terre, une musique de tous les jours<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scriveva Jean Cocteau trent\u2019anni fa e la musica di questo mondo, la musica di tutti i giorni, oggi c\u2019\u00e8.<br \/>\nNaturalmente non \u00e8 la musica che pu\u00f2 piacere a coloro i quali gridano allo scandalo perch\u00e9 il tenore ha \u00abpreso\u00bb un semitono sotto il do diesis nell\u2019acuto della romanza dei \u00abPuritani\u00bb. Lasciamoli ripetere, col Don Bartolo dell\u2019immortale \u00abBarbiere\u00bb rossiniano: \u00abLa musica, ai miei tempi, era tutta un\u2019altra cosa\u00bb.<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}