{"id":811,"date":"1970-07-10T11:08:34","date_gmt":"1970-07-10T11:08:34","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=811"},"modified":"2019-05-13T09:20:24","modified_gmt":"2019-05-13T09:20:24","slug":"la-terra-ci-accusa","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/la-terra-ci-accusa\/","title":{"rendered":"La terra ci accusa"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1325,"template":"","categories":[],"tags":[24],"class_list":["post-811","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-societa-costumi-e-stili-di-vita"],"acf":{"edizione":"N.5-6, 1970","autore":[{"ID":43,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 13:27:56","post_date_gmt":"2019-04-08 13:27:56","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Architetto e docente del Politecnico di Milano (1922-1966), lavora nell\u2019Italia della ricostruzione, firmando progetti di edifici industriali e alberghieri, abitazioni private e ospedali. Sostenitore della salvaguardia e della tutela ambientale, insieme a Giulia Maria Crespi, Franco Russoli e Alberto Predieri \u00e8 tra i fondatori del FAI (Fondo Ambiente Italiano), di cui ricopre per oltre vent\u2019anni la carica di Segretario generale. A queste attivit\u00e0 aggiunge quella di fotografo, con cui si dedica a immortalare le bellezze del paesaggio e dell\u2019arte; i suoi scatti sono confluiti nella mostra itinerante \u00abConoscere e amare l\u2019Italia\u00bb organizzata dal FAI (2017-2018).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Renato Bazzoni","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"renato-bazzoni","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 13:28:00","post_modified_gmt":"2019-04-08 13:28:00","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=43","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Il vecchio pianeta presenta un conto da saldare: animali, vegetali, terre, acqua, aria, lo stesso organismo umano sono altrettanti capitali di una vastissima accusa. Negli ultimi 300 anni si sono estinte oltre 200 specie di animali. Una perdita definitiva per la scienza e per l\u2019equilibro della natura che si trova davanti a vuoti difficilmente colmabili. La morte avanza su intere regioni ormai deserte e silenziose e le regioni pi\u00f9 popolate di uomini non sono meno tristi, mancando, oltre che di vegetali, di aria, di luce, di animali. Il Consiglio d\u2019Europa ha elencato 20 specie di mammiferi che sono in pericolo di estinzione. \u00c8 possibile fare qualche cosa per salvarle?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In apparenza, il bilancio sembrava, fino a poco tempo fa, un positivo bilancio. Disponiamo di tutte le cose che ci sono utili, tanto da concedercene anche di inutilissime, abbiamo acquistato conoscenze, e quindi dominio, su alcune forze naturali che ci avevano fatto sentire non pi\u00f9 di laboriose formiche, siamo usciti da stati di inferiorit\u00e0 millenari, anche se molti altri ancora ci pesano, viviamo meglio e potremo vivere ancora meglio, soprattutto se deporremo certi egoismi indegni.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Ma oggi quegli uomini che su queste vie sono pi\u00f9 avanti di tutti gli altri si sono fermati e si sono guardati attorno: da ogni parte incombono i sottoprodotti del progresso tecnico, vastissime brutture e soprattutto pericoli grandissimi. Se si approfondiscono i termini di quel bilancio che sembrava positivo, insomma, si nota che il prezzo pagato \u00e8 troppo alto, che in realt\u00e0 possiamo essere schiacciati proprio da tutto ci\u00f2 che abbiamo prodotto nella nostra folle corsa.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Non solo noi, ma l\u2019intero nostro pianeta, la nostra madre Terra pu\u00f2 esserne schiacciata. La Terra ormai veramente trema.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Una grande paura si sta impadronendo di tutti.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Forse proprio questa paura, per\u00f2, ci riporter\u00e0 ad un pi\u00f9 sensato equilibrio. Deposte ambizioni e interessi troppo limitati e particolari, dovremo cercare di smontare un meccanismo cui abbiamo impresso moti e leggi che ora procedono per conto loro, fuori da ogni nostro controllo. Forse dovremo solo cambiare al meccanismo alcuni pezzi e soffiargli dentro un po\u2019 d\u2019anima. Certo non si tratter\u00e0 di tornare indietro, ma di andare avanti meglio.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Cos\u00ec ora tenter\u00e0 di fare l\u2019America (attuale immagine di quello che tutti i Paesi potranno essere domani), presa dalla paura del suo stesso mito, sollecitata pi\u00f9 di quanto voglia confessare dalle violente proteste giovanili, viste e derise finora solo nelle stravaganze esteriori e non capite nella loro fondamentale seriet\u00e0. Cos\u00ec ora tenter\u00e0 di fare l\u2019America, perch\u00e9 \u00e8 arrivata alla conclusione: o l\u2019uomo cambia molte cose e salva subito la madre Terra o non la potr\u00e0 salvare mai pi\u00f9. Per la sua parte, si \u00e8 proposta di curare, nei prossimi anni, un Paese imbruttito, ammalato, ricoperto dai rifiuti di una tecnologia che si \u00e8 preoccupata solo di creare una macchina efficiente (che poi efficiente non \u00e8, se ogni giorno migliaia di uomini muoiono di fame).<\/p>\n<p class=\"Testo\">La gente ha colto l\u2019angoscia espressa vigorosamente dal messaggio presidenziale americano dello scorso febbraio. I giovani hanno colto un\u2019occasione ulteriore per accusare il vecchio mondo: gli danno ragione le foreste martoriate, gli estesi deserti d\u2019acqua, terra e aria, i tremendi conglomerati di case e gli spiriti dei bisonti sterminati dai loro avi. In un collettivo \u2013 forse sincero \u2013 atto di contrizione \u00e8 detto: siamo figli dello stesso pallone che rotola negli spazi, lo abbiamo minato nelle sue leggi e nelle sue strutture, stiamo uccidendolo pezzo a pezzo e con lui uccidiamo noi, che formiche siamo ancora, ma formiche intelligenti dobbiamo rimanere.<\/p>\n<p class=\"Testo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1326\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171412\/la_terra_ci_accusa_001.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171412\/la_terra_ci_accusa_001.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171412\/la_terra_ci_accusa_001-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Fermiamoci, abbiamo sbagliato strada, salviamo pallone e formiche. Quanto sia duraturo e sincero questo sentimento di nuova umilt\u00e0 non si pu\u00f2 dire. Si pu\u00f2 per\u00f2 dire come si \u00e8 arrivati all\u2019atto di contrizione. Anche noi italiani, dalla nostra penisoletta imbruttita, annerita e soffocata, dobbiamo riconoscere nella posizione di frontiera americana verit\u00e0 assolute e generali. Del resto sarebbe difficile contestarle.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Facciamo un po\u2019 di Storia: queste verit\u00e0 salteranno fuori. Dalla cronaca, poi, le stesse verit\u00e0 vengono confermate.<\/p>\n<p class=\"Testo\">L\u2019uomo ha sempre temuto la natura, anzi l\u2019ha odiata. Nemica la chiama Giacomo Leopardi; estranea, indifferente, procedente secondo leggi spesso crudeli l\u2019hanno chiamata tutti. La natura, in effetti, nella sua lenta evoluzione ha sempre bruciato i pi\u00f9 deboli: le specie si sono affermate, sono cresciute, poi hanno iniziato il declino. Quando non sono servite pi\u00f9, sono state spazzate via.<\/p>\n<p>Si trattava per\u00f2 di operazioni distribuite lungo il corso dei millenni, con lentezza. Quando ha distrutto foreste per creare campi coltivati, cercando spazio ovunque gli facesse comodo, la natura \u00e8 riuscita ancora ad adeguarsi e a riportarsi in equilibrio. Ma poi l\u2019uomo ha esteso la sua opera modificatrice con rapidit\u00e0, ovunque: ha regolato e cambiato il corso dei fiumi, si \u00e8 procurato cibo a spese anche di vegetali e animali prima trascurati, ha soprattutto coperto la Terra delle sue costruzioni per vivere e per lavorare. Quando ha inventato l\u2019industria, egli ha fatto esplodere altri bisogni di case e di aree e ha ricavato strumenti rapidi e potentissimi, a loro volta distruttori di secolari equilibri naturali.<\/p>\n<p>Anche il rapporto numerico fra uomini e spazi \u00e8 cambiato: i primi hanno continuato a moltiplicarsi senza considerare che i secondi non seguono affatto la stessa linea ascendente.<\/p>\n<p>L\u2019umanit\u00e0, che si conta oggi in 3 miliardi, si conter\u00e0 a fine secolo in 6 miliardi. Ne consegue anche una progressiva necessit\u00e0 di spazi per costruire, abitare, vivere, muoversi, cibarsi. Ne faranno le spese, certo altri territori, oggi ancora sotto il dominio della natura. Ma l\u2019uomo ha anche cambiato psicologicamente il suo atteggiamento e il suo modo di vivere. Superbo e sicuro di risolvere tutti i problemi, non risparmia pi\u00f9 le sue forze, le spreca. Consuma rapidamente quanto una solerte industria gli porge su piatti d\u2019argento e butta via con noncuranza i rifiuti. Il consumo rapido \u00e8 una conseguenza della maggior produzione, ma diviene anche un incentivo a produrre di pi\u00f9. La spirale si avvita spensieratamente e le statistiche col segno positivo del progresso suscitano infantile orgoglio. Nessuna preoccupazione per quanto succede all\u2019intorno. L\u2019ignoranza dell\u2019ambiente fisico e delle sue leggi vi gioca un altro ruolo: pi\u00f9 in generale, si pu\u00f2 parlare di pura e semplice incivilt\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque la distruzione della natura \u00e8 dimostrazione di una sostanziale incivilt\u00e0. L\u2019atto di contrizione di cui parlavamo prima riguarda proprio questa constatazione, ma anche l\u2019atteggiamento sprezzante e superbo che ha portato l\u2019uomo alla solitudine, collocandolo su punte avanzate e isolate, dove nessuno l\u2019ha seguito, neppure ci\u00f2 di cui ha in realt\u00e0 bisogno. Al limite, il canto degli uccelli.<\/p>\n<p>Ma il vecchio pianeta presenta ormai un conto da saldare: animali, vegetali, terre, acque, l\u2019aria, lo stesso organismo umano sono altrettanti capitoli di un ampio atto d\u2019accusa.<\/p>\n<p>Negli ultimi 300 anni, dicono i naturalisti, si sono estinte oltre 200 specie di animali.<\/p>\n<p>La morte avanza su intere regioni, ormai deserte e silenziose. Le forme di vita che ancora vi esistono (insetti, per lo pi\u00f9) non aiutano il deserto ad essere meno deserto.<\/p>\n<p>Il Consiglio d\u2019Europa ha elencato 20 specie di mammiferi che sono in pericolo di estinzione. Fra esse ne troviamo molte che vivono nel nostro Paese. L\u2019istrice e la lontra e il muflone sardo, decimato da una caccia spietata. E poi gli stambecchi (ne esistono ancora 3000 nell\u2019area del Gran Paradiso), la capra selvaggia dell\u2019isola di Montecristo e Tavolara, la rarissima foca monaca delle grotte sarde, il lupo, l\u2019orso del Trentino (forse sopravvivono 10 esemplari) e quello della Marsica in Abruzzo (60 esemplari). Assottigliati anche i branchi dei cervi sardi (saranno 300). In via di totale estinzione il gufo reale, il pollo sultano, il gatto selvatico e molti animali definiti \u00abnocivi\u00bb.<\/p>\n<p>[&#8230;] Le insane tendenze dell\u2019uomo sono molto simili ovunque. Le sue colpe sono dirette, perch\u00e9 uccide per vestirsi in modo ritenuto elegante (pellicce, cappelli, monili vari), per pregiudizi e per nutrirsi (procurandosi anche leccornie superflue). Ma uccide anche per il solo gusto di uccidere.<\/p>\n<p>Le sue colpe sono anche indirette: eliminare l\u2019habitat di una specie significa, alla fine, eliminare la specie stessa. [&#8230;] Caccia e pesca si devono limitare a certe zone e a certi periodi dell\u2019anno, oppure ad un certo numero di esemplari. Si devono creare rifugi faunistici entro i quali gli animali possono trovare la pi\u00f9 assoluta tranquillit\u00e0: ma queste oasi devono anche essere collegate in un sistema che non risulti immerso in terre bruciate e silenziose. \u00c8 necessario cio\u00e8 che si proceda ad una classificazione di tutte le risorse naturali disponibili (dalle riserve naturali integrali fino alla campagna e parchi di citt\u00e0) e si creino finalmente le condizioni per una rispettosa convivenza dell\u2019uomo e della natura, attraverso la determinazione di sfere d\u2019influenza preminente dell\u2019uno o dell\u2019altra. [&#8230;]<\/p>\n<p>Passando ad esaminare pi\u00f9 specificamente lo stato del patrimonio vegetale, si pu\u00f2 affermare subito che il mezzo di sterminio pi\u00f9 dannoso ed esteso risulta ancora il taglio di boschi e foreste. [&#8230;] L\u2019eliminazione degli alberi \u00e8 il primo anello di una catena di reazioni per cui il sottobosco e il manto erboso scompaiono, l\u2019humus superficiale \u00e8 facile preda delle acque e le terre sottostanti non hanno pi\u00f9 difese. Il loro dilavamento porta tonnellate di materiale a valle: si riempiono gli alvei dei fiumi e gli straripamenti sono cos\u00ec pi\u00f9 facili. [&#8230;]<\/p>\n<p>In tutta la Terra dunque, boschi e foreste sono in costante diminuzione. Dopo che si \u00e8 placata l\u2019eterna fame di nuove terre per l\u2019agricoltura, tipica causa di distruzione nei secoli passati, si \u00e8 sviluppata la fame di terra per le espansioni edilizie.<\/p>\n<p>Ma boschi e foreste sono in costante diminuzione anche per malattie epidemiche o per quelle dovute ai veleni distribuiti sui terreni, contro i parassiti; lo sono per incendi, dovuti in gran parte all\u2019ignoranza, alla diseducazione, al dolo; lo sono per il continuo bisogno di legname da ardere e da costruzione.<\/p>\n<p>Questo impoverimento non accenna a diminuire, anzi. La vita cittadina \u00e8 sempre pi\u00f9 tesa e la nevrosi si diffonde: la fuga settimanale \u00e8 ormai un bisogno crescente. Ma, con esso, cresce l\u2019uso dei beni naturali. Persino le attivit\u00e0 sportive finiscono col richiedere il sacrificio degli stessi beni.<\/p>\n<p>Cresce il numero delle auto, alle cui prepotenti esigenze si stanno conformando citt\u00e0 e campagne, oltre che la mentalit\u00e0 degli uomini. Anche qui, fermiamoci: le pubbliche amministrazioni che amano tanto far tagliare nastri tricolori sui nuovissimi nastri d\u2019asfalto (le strade si vedono e si usano, procurano quindi consensi e voti) riflettano. [&#8230;] Le poche foreste, i pochi boschi sopravvissuti per caso devono essere considerati veri santuari della natura, alla cui vita l\u2019uomo deve partecipare con prudenza e misura. [&#8230;]<\/p>\n<p>A questa grande mattanza di animali e vegetali partecipano in modo massiccio gli inquinamenti.<\/p>\n<p class=\"Testo\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1327 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171438\/la_terra_ci_accusa_002.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171438\/la_terra_ci_accusa_002.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171438\/la_terra_ci_accusa_002-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>\u00c8 questo un capitolo di fatti gravissimi da molti punti di vista. Gravissimi sotto l\u2019aspetto scientifico, perch\u00e9 eliminano per sempre alcune testimonianze di vita vegetale e animale; sotto l\u2019aspetto produttivo, perch\u00e9 caccia pesca e agricoltura, che forniscono alimento all\u2019uomo, vengono poste in crisi ovunque; sotto l\u2019aspetto sociale, perch\u00e9 vengono turbati i regolari processi vitali e la compagine sociale ne risulta scompensata; sotto l\u2019aspetto naturalistico, perch\u00e9 si alterano equilibri che la natura ha raggiunto lentamente, adeguandosi man mano alle variazioni introdotte dall\u2019esterno, mentre le alterazioni introdotte dagli inquinamenti sono rapide e brutali; infine sotto l\u2019aspetto del paesaggio, considerato come oggetto estetico e come bene d\u2019uso (turismo, reintegrazione fisica e psichica) oltre che come documento storico.<\/p>\n<p>[&#8230;] Su questi temi, data la vastissima casistica e la quantit\u00e0 di dati, di cui dobbiamo certo far grazia al lettore, \u00e8 consigliabile concentrare l\u2019attenzione sulla regione lombarda, anche perch\u00e9 essa raggiunge purtroppo posizioni di valore mondiale e pu\u00f2 essere assunta, in certi casi, addirittura come campione.<\/p>\n<p>[&#8230;] Atmosfera: prevale, nel centro di Milano, nelle ore di punta del traffico, l\u2019inquinamento dovuto alle auto. Il primato sfuma man mano che ci si allontana dal centro, finch\u00e9 passa all\u2019inquinamento dovuto alle sorgenti di calore domestico e, in minor misura, all\u2019industria. Facendo una media, \u00e8 pur sempre l\u2019inquinamento dovuto ai camini delle nostre case a reggere il primo posto.<\/p>\n<p>Anidride solforosa, anidride solforica, fumi sono i prodotti del riscaldamento domestico. In Italia e a Milano in particolare non si \u00e8 ancora arrivati all\u2019impiego generalizzato di centrali termiche al servizio di interi isolati o, addirittura, come nel caso di Helsinki, di tre quarti dell\u2019intera citt\u00e0 [&#8230;]. Nella Pianura Padana, particolari condizioni climatiche (nei mesi pi\u00f9 freddi, cielo sereno e assenza di vento) favoriscono la formazione di nebbia, ottimo supporto di quel pulviscolo sopra citato: si forma cio\u00e8 il notissimo smog. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ben pi\u00f9 tragica \u00e8 la situazione dell\u2019intero pianeta se lo si esamina sotto la cappa di anidride carbonica che lo involge. 20 miliardi di tonnellate di questa anidride, ogni anno, vengono prodotti e si diffondono ovunque: gas di per s\u00e9 inoffensivo, ma caratterizzato da una \u00abtrasparenza\u00bb ai raggi che giungono dal sole e da una \u00abopacit\u00e0\u00bb al calore che produce la Terra, esso fa s\u00ec che il calore stesso rimanga addossato, appunto come una cappa, al globo. Aumenta la temperatura, si sciolgono i ghiacci polari, sale il livello dei mari. Se \u00e8 vero che nel 2000 si produrr\u00e0 anidride carbonica in quantit\u00e0 6 volte superiore all\u2019attuale, \u00e8 facile capire che il livello dei mari salir\u00e0 addirittura di decimetri, con le conseguenze che \u00e8 facile immaginare.<\/p>\n<p>Le acque aprono un capitolo di altrettanta gravit\u00e0. Fiumi, torrenti, canali sono inquinati dai pozzi [&#8230;], dalle fognature non depurate, dagli scarichi delle industrie e dalle aziende zootecniche, dal contatto con terreni agricoli intrisi di antiparassitari, erbicidi, pesticidi, concimi. Lo stato critico dei fiumi lombardi raggiunge punte da primato mondiale. [&#8230;]<\/p>\n<p>I laghi sono immondezzai, quando non sono anche avvelenati come quello di Orta, morto da anni, e quello di Varese, morto e coperto, nel fondo, da uno strato incredibile di residui metallici. Anche i laghi svizzeri non fanno eccezione. Per\u00f2 la Confederazione sta provvedendo a dotare il lago di Costanza di una serie di depuratori.<\/p>\n<p>[&#8230;] La produzione di acque calde aumenter\u00e0, con l\u2019aumentare delle centrali elettriche, grandi divoratrici di acque fredde e produttrici di acque calde. Soprattutto aumenter\u00e0 con la diffusione delle centrali nucleari.<\/p>\n<p>In tutto il mondo scarseggia acqua potabile. I consumi sono aumentati in modo vertiginoso e la disponibilit\u00e0 diminuisce proprio per l\u2019estendersi delle aree inquinate. [&#8230;]<\/p>\n<p>Le acque marine accolgono le fognature dei paesi rivieraschi e i loro scarichi industriali, oltre ai fiumi inquinati che raccolgono gli scarichi delle aree interne. Accolgono anche le acque di lavaggio delle petroliere, dove la nafta \u00e8 presente, fanno da immondezzaio delle navi, dei motoscafi d\u2019alto mare, dei pescherecci, ecc. Alla fine, insomma, il mare accoglie tutti i rifiuti pi\u00f9 vari [&#8230;]. Lungo le coste e nei mari interni, dove il moto ondoso \u00e8 meno accentuato, si creano zone ad altissimo tenore d\u2019inquinamento. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ma anche i terreni sono sempre pi\u00f9 avvelenati. Contribuiscono a questo deterioramento i prodotti chimici usati, anche a sproposito, in agricoltura, il pulviscolo che la pioggia porta con s\u00e9 e, in proporzioni allarmanti, detriti e immondizie, altro grave problema che la societ\u00e0 dei consumi e degli sprechi ha ingigantito e che i pochi impianti inceneritori esistenti (che poi inquinano l\u2019aria) non accennano a rendere meno gravoso. [&#8230;] Forse solo l\u2019energia atomica, come \u00e8 stato proposto, potr\u00e0 dare un aiuto decisivo nella distruzione di questa crosta che sta ricoprendo tutto. Ma forse il discorso serio \u00e8 un altro: si tratta di cambiare la natura dei contenitori e si tratta di renderli utilizzabili pi\u00f9 volte.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 l\u2019opera dell\u2019homo sapiens. [&#8230;] Quest\u2019uomo pi\u00f9 incosciente che malvagio, ha concentrato tutte le sue energie in battaglie singole e localizzate, vincendone molte. Ma ha perso di vista proprio la questione fondamentale, cio\u00e8 il suo rapporto con la Terra. L\u2019uomo \u00e8 proprio rimasto una formica. [&#8230;]<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/811","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1325"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=811"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=811"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=811"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}