{"id":776,"date":"1953-01-10T10:04:41","date_gmt":"1953-01-10T10:04:41","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=776"},"modified":"2019-05-13T11:09:07","modified_gmt":"2019-05-13T11:09:07","slug":"il-teatro-moderno-al-servizio-della-comunita","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/il-teatro-moderno-al-servizio-della-comunita\/","title":{"rendered":"Il teatro moderno al servizio della comunit\u00e0"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1260,"template":"","categories":[],"tags":[19],"class_list":["post-776","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-cinema-tv-musica-e-spettacolo"],"acf":{"edizione":"N.1, 1953","autore":[{"ID":216,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 16:27:15","post_date_gmt":"2019-04-08 16:27:15","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Impresario e critico teatrale (1919-1981), negli anni Trenta muove i primi passi come critico e incontra Giorgio Strehler, con il quale instaura un forte sodalizio. Vicino agli ideali della Resistenza, dopo la guerra collabora con la redazione milanese dell\u2019\u00abAvanti!\u00bb, maturando l\u2019idea di dare vita a un teatro sociale d\u2019arte. \u00c8 allora che, nel 1947, che insieme a Strehler e a Nina Vinchi fonda il Piccolo Teatro di Milano. Curatore di importanti pubblicazioni, fra cui la Collezione di teatro Einaudi, dal 1972 al 1977 \u00e8 sovrintendente del Teatro alla Scala e poi Presidente della RAI fino al 1980. A lui \u00e8 intitolata la Scuola d\u2019arte drammatica Paolo Grassi di Milano.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Paolo Grassi","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"paolo-grassi","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 16:27:20","post_modified_gmt":"2019-04-08 16:27:20","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=216","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Come il sorgere di una nuova industria o la preparazione di una campagna pubblicitaria impongono la necessit\u00e0 di inchieste di mercato, cos\u00ec la cultura ha bisogno di elaboratori ma anche di imprenditori che vaglino la qualit\u00e0 delle opere e la capacit\u00e0 di assorbimento del pubblico, con il trasporto dato dalla vocazione.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1262\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162303\/il_teatro_a_servizio_001.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162303\/il_teatro_a_servizio_001.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162303\/il_teatro_a_servizio_001-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Volendo inserire una storia del teatro nella storia generale dei fatti umani, occorrer\u00e0 dire che quando dal Settecento si pass\u00f2 nell\u2019epoca romantica a strutture pi\u00f9 moderne, anche il teatro cominci\u00f2 a lasciare le sue antiche vesti inventive e le sue fonti di vita mecenatesche per avviarsi sempre di pi\u00f9 verso organizzazioni industriali in lenta ma certa evoluzione. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il dopoguerra \u00e8 caratteristico in Italia per il sorgere di teatri stabili: non si tratta per\u00f2 di iniziative con impegni esclusivamente artistici, ma di propositi sviluppati con concezioni complete, artistiche ed organizzative. Il progetto Pirandello del \u201929, quello cio\u00e8 di un Teatro Nazionale Italiano organizzato su una serie di teatri stabili aventi sede nei grandi capoluoghi di regione, prende forma per iniziative spontanee e diverse, anche se non coordinate. Con la legge del 20 febbraio \u201948, la cosiddetta legge Andreotti, lo Stato italiano impegna ufficialmente il suo interesse per il teatro di prosa. Oltre a versare ai nove enti lirici (Milano, Roma, Bologna, Genova, Venezia, Firenze, Napoli, Palermo, Trieste), per un noto decreto legge del \u201937, il 12% di quanto annualmente tutto lo spettacolo italiano fornisce al Demanio come diritto erariale, lo Stato destina un ulteriore 6% da dividersi in tre parti, un terzo alla lirica minore (cio\u00e8 le recite liriche isolate), un terzo alla concertistica, un terzo al teatro di prosa. Pertanto il teatro di prosa in Italia (e qui mi permetto di richiamare l\u2019attenzione sulle cifre degli altri Stati) viene a fruire annualmente di un contributo governativo di circa 360-380 milioni, pari circa a meno di un sesto di quanto percepisce la lirica maggiore, cio\u00e8 il gruppo dei nove enti lirici italiani; evidente situazione di sperequazione, giacch\u00e9 non mi pare che il posto che il teatro di prosa occupa nella vita sociale e culturale italiana sia proporzionalmente cos\u00ec inferiore a quello del melodramma.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Sarebbe assurdo che, parlando dei teatri stabili che hanno tentato di nascere o hanno preso vita in Italia in questo dopoguerra e delle loro aspirazioni in un allineamento internazionale dei teatri d\u2019arte con simili ambizioni estetiche e con uguali strutture organizzative, io non parlassi del Piccolo Teatro di Milano che avrebbe potuto essere benissimo un teatro sperimentale documentando un\u2019epoca, una breve epoca, come si era fatto nel passato e come invece noi non abbiamo voluto fare. Il nostro proposito era invece di dotare Milano di una iniziativa stabile in cui alle qualit\u00e0 dell\u2019\u00abanimateur\u00bb si aggiungesse la concretezza di una savia amministrazione. Per ottenere questo risultato occorreva sia la cura di un livello artistico, sia il reparto delle strutture economiche sociali culturali cittadine per \u00abraciner\u00bb la nuova iniziativa. \u00c8 stata, questa nostra, furberia o moderna necessit\u00e0? Posso dire che \u00e8 stata una esigenza profonda e diretta. Non si serve un pubblico senza conoscerne la natura e i bisogni coscienti e un teatro, specie se municipale come il nostro, \u00e8 un pubblico servizio (tale noi lo concepiamo) con un\u2019aggravante particolarmente delicata: si serve un bisogno che fa capo alla testa e non al corpo del pubblico.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Il pubblico spontaneamente va poco a teatro, cos\u00ec spontaneamente va poco in libreria: era, \u00e8 necessario concepire il botteghino come un punto di partenza, non d\u2019arrivo per un\u2019azione in profondit\u00e0: questo spiegher\u00e0 la nostra politica di abbonamenti (l\u2019anno scorso 4960, quest\u2019anno gi\u00e0 oltre i 6500 e in via di continuato aumento), questo spiegher\u00e0 i nostri contatti pi\u00f9 stretti con l\u2019ambiente della scuola, universitaria, media ed elementare, questo spiegher\u00e0 le nostre relazioni con i centri di aziende e il nostro calmiere dei prezzi.<\/p>\n<p>\u00c8 finito il tempo in cui la cultura si porgeva spontaneamente a vuoto: come il sorgere di una nuova industria o la preparazione di una campagna pubblicitaria impongono la necessit\u00e0 di inchieste di mercato, cos\u00ec la cultura ha bisogno di lavoratori ma anche di imprenditori che si rendano conto della qualit\u00e0 dei prodotti, delle capacit\u00e0 di assorbimento da parte del pubblico, ma che siano anche illuminati da una missione interiore perch\u00e9, soprattutto nel campo culturale, tutto non si arrenda ad un semplice ingranaggio di convenienze. In questa nuova concezione della cultura e del teatro in particolare, che ha trovato prime realizzazioni nel nostro campo specifico nel Piccolo Teatro di Milano e che informa di s\u00e9 tutto un certo movimento della nuova scena italiana, penso che l\u2019intervento delle autorit\u00e0 non possa essere pensato in funzione paternalistica (aperto cio\u00e8 solo ad elargizioni e censure), ma in funzioni moderatrici, tali da correggere le atrofie del mercato spontaneo, animate da un ideale di libert\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1263 alignleft\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162336\/il_teatro_a_servizio_002.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162336\/il_teatro_a_servizio_002.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162336\/il_teatro_a_servizio_002-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>In un teatro che ignora la partita doppia, in un teatro affidato alle gestioni semestrali delle compagnie, in un teatro in cui, nel migliore dei casi, la validit\u00e0 estetica dello spettacolo \u00e8 fine a se stessa, in un teatro che o crea cose inutili o distrugge quanto di buono ha creato per assenza di strutture che ne continuino la vita, in un teatro come l\u2019italiano senza amministrazioni durature, senza archivi, nomade o empirico, in balia o dell\u2019avventura artistica sia pur nobile o del commercio al minuto, in una scena come la nostra piena pi\u00f9 di capricci che di risultati, di ambizioni pi\u00f9 che di realizzazioni, noi abbiamo cercato di introdurre cautamente prima, autorevolmente poi, una nuova mentalit\u00e0: non solo l\u2019aspirazione alla stabilit\u00e0 del lavoro, non solo la ricerca della continuit\u00e0 di una produzione qualitativamente alta, non solo la difesa di un insopprimibile formalismo, ma il senso vivo di una \u00abpolitica teatrale\u00bb della nostra scena, ma il significato del teatro inteso come \u00abpubblico servizio\u00bb, ma l\u2019inserimento del teatro tra i fatti di prestigio civici e nazionali, ma l\u2019accostamento del miglior teatro al mondo e alla vita dell\u2019alta cultura, ma l\u2019ansia autentica di un vero lavoro per un allargamento del pubblico, ma la volont\u00e0 di abbinare all\u2019evoluzione artistica una sacrosanta trasformazione strutturale. [&#8230;]<\/p>\n<p class=\"Testo\">Il Piccolo Teatro svolge la propria vita con circa 20 attori stabili, 5 tecnici stabili, 20 comparse a cachet, circa 20 persone a spettacolo per la sala e i servizi, circa 10 tecnici a spettacolo, con una caposarta e 10 lavoranti nella propria sartoria, ecc. Possiamo dire che il teatro d\u00e0 uno stipendio o comunque un lavoro a pi\u00f9 di 80 persone ogni giorno.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Ho parlato per brevi tratti dei rapporti fra teatro e Stato negli altri Paesi, nel nostro, di come noi del Piccolo Teatro di Milano concepiamo e realizziamo il nostro lavoro: ora dovrei dire che quella disparit\u00e0 di un tempo fra la scena italiana e le migliori scene straniere \u00e8 scomparsa. Ero a Parigi qualche mese fa quando illustri amici italiani ebbero, da parte del rettore della Cit\u00e9 Universitaire, un particolare fervido elogio per il Piccolo Teatro definito \u00abuno dei pilastri del Teatro Europeo\u00bb e ricordo la loro gioia commossa. Questo segno, come tanti altri, vuol dire che a Bruxelles, a Londra, a Parigi, a Zurigo abbiamo seminato non solo per i critici o per certo pubblico ma anche per il nostro Paese: oggi che ci accingiamo a ritornare all\u2019estero in Norvegia, in Danimarca, in Germania, in Svezia, oggi che ci apprestiamo a preordinare la nostra quarta visita a Parigi, oggi mentre trattiamo il lusinghiero invito di New York e del Canada sulla scia dell\u2019amico Jean-Louis Barrault, abbiamo la soddisfazione di sapere che tutto questo fa parte di un programma organico che, come ho detto e ripeto, abbiamo messo e mettiamo al servizio della cultura, al servizio della citt\u00e0.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162401\/il_teatro_a_servizio_003.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162454\/il_teatro_a_servizio_004.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162533\/il_teatro_a_servizio_005.jpg"}]}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1260"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}