{"id":559,"date":"2019-04-09T15:00:04","date_gmt":"2019-04-09T15:00:04","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=559"},"modified":"2023-10-18T11:33:09","modified_gmt":"2023-10-18T11:33:09","slug":"la-fabbrica-e-aperta-ai-movimenti-della-cultura","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/la-fabbrica-e-aperta-ai-movimenti-della-cultura\/","title":{"rendered":"La fabbrica \u00e8 aperta ai movimenti della cultura"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1304,"template":"","categories":[],"tags":[22],"class_list":["post-559","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-impresa-produzione-e-lavoro"],"acf":{"edizione":"N.3, 1953","autore":[{"ID":78,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 14:13:16","post_date_gmt":"2019-04-08 14:13:16","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giornalista e gastronomo (1908-2004). Laureato a Roma in giurisprudenza, combatte in Africa durante la Seconda guerra mondiale e viene fatto prigioniero di guerra. Giornalista del \u00abCorriere della Sera\u00bb, si occupa inizialmente di musica lirica, divenendo intimo di grandi personaggi come Maria Callas e Herbert von Karajan. In seguito passa all\u2019attivit\u00e0 di critico televisivo e del costume, collaborando con figure come Mario Cervi e Mike Bongiorno. Autore di numerosi libri di gastronomia, sar\u00e0 il volto della rubrica di cucina all\u2019interno del programma RAI \u00abAlmanacco del giorno dopo\u00bb.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Vincenzo Buonassisi","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"vincenzo-buonassisi","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 14:13:21","post_modified_gmt":"2019-04-08 14:13:21","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=78","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Chi porta la cultura nelle aziende pu\u00f2 prevedere un immediato contributo al mondo dello spirito da parte degli stessi uomini che nelle aziende vivono: come avviene questo scambio? Quali sono i mezzi che la favoriscono? Quali sono i centri culturali pi\u00f9 attivi?<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quali sono le esperienze fatte o in corso nelle diverse fabbriche, nei diversi stabilimenti del nostro Paese, dove i problemi del rapporto fra comunit\u00e0 di fabbrica e cultura sono eseguiti e affrontati? Pubblichiamo questa inchiesta per trarre un bilancio, sebbene il compito sia oltremodo arduo. In mancanza di dati complessivi, panoramici (poich\u00e9 non esiste finora alcun ente o centro di raccolta statistica, n\u00e9 alcun ente coordinatore fra i vari centri culturali delle aziende) \u00e8 necessario seguire ancora una volta la tecnica del sondaggio. Esporre cio\u00e8 i dati relativi ad un gruppo di aziende, di grandezza e dislocazione diverse, e da questi dati ricavare una serie di osservazioni, pure in via provvisoria. Un punto ancora tuttavia deve essere ricordato. Le aziende prese in esame sono diverse fra loro ma hanno in comune la caratteristica di trovarsi in questo settore all\u2019avanguardia; indicano tendenze ma non possono certo essere riferite ad una media. [&#8230;]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-1305 size-full\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11165451\/la_fabbrica_aperta_001.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11165451\/la_fabbrica_aperta_001.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11165451\/la_fabbrica_aperta_001-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><em>Pirelli<\/em><br \/>\nLe attivit\u00e0 e gli scopi del centro culturale Pirelli sono noti in complesso ai lettori di questa rivista che ne dette gi\u00e0 ampio ragguaglio attraverso un articolo del direttore, Silvestro Severgnini. L\u2019articolo aveva un bellissimo titolo: \u00abLa cultura come il pane\u00bb. Prima di sostenere una tesi esprimeva un atteggiamento, la cultura al di l\u00e0 del fatto intellettualistico, come un bisogno che si pu\u00f2 quasi tradurre, al pari di tutte le cose umane, in misura fisica. Si parla spesso di nutrimento spirituale per indicare una cultura che pu\u00f2 diventar vita, germogliare in chi l\u2019assorbe, ma il caso \u00e8 diverso quando l\u2019accostamento \u00e8 fatto tra una cultura e un pane che viene dalla quotidiana necessit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n<p>Severgnini narrava come incominci\u00f2 il Centro culturale Pirelli. Un gruppo di dipendenti che si incontravano a mensa, appassionati di certi argomenti che cercavano di approfondire. A poco a poco gruppo crebbe, si cre\u00f2 un\u2019organizzazione embrionale perch\u00e9 qualcuno riferisse su un libro o un film che aveva letto o visto, e se ne potesse discutere con ordine. Vi fu qualche gita collettiva a pinacoteche, a spettacoli, un enorme passo avanti fu fatto quando si scopr\u00ec che, formando un gruppo omogeneo, si potevano ottenere molte facilitazioni: riduzioni dei biglietti d\u2019ingresso, assistenza nelle visite, abbonamenti, ecc. La ditta dal canto suo appoggi\u00f2 con larghezza e senza riserve l\u2019iniziativa. Oggi il gruppo Pirelli \u00e8 un fatto molto importante non solo per la propria proporzione, ma per il contributo diretto che esso d\u00e0 sostenendo alcune attivit\u00e0 artistiche e teatrali cittadine.<\/p>\n<p>Si pensi: nel 1952 il gruppo ha dato complessivamente 12.495 presenze alle stagioni liriche e concertistiche organizzate da vari enti, con queste voci: 425 abbonamenti ai concerti del Teatro alla Scala, 118 abbonamenti ai pomeriggi musicali, 114 abbonamenti al Teatro del Popolo. Le presenze ai concerti organizzati direttamente dal Centro nella sede del Piccolo Teatro sono state 2565. Nel campo della prosa le presenze sono state 18.303, ai pi\u00f9 notevoli spettacoli apparsi sulle scene milanesi, e per i quali erano state predisposte particolari facilitazioni. Gli abbonamenti a un ciclo di spettacoli del Piccolo Teatro sono stati 2013, e questa \u00e8 forse la cifra pi\u00f9 significativa poich\u00e9 corrisponde al tutto esaurito di una serie di rappresentazioni dedicate esclusivamente ai pirelliani, che ebbero effettivamente in esclusiva alcune anteprime (l\u2019ultima fu quella di \u00abUn caso clinico\u00bb di Buzzati, alla chiusura di questa stagione). Il Centro culturale Pirelli \u00e8 dunque per le sue proporzioni un fatto della cultura cittadina, anche se la citt\u00e0 \u00e8 una metropoli di 1 milione e 300 mila abitanti.<\/p>\n<p>Ancora dati: per la musica furono organizzate, nel 1952, 15 riunioni preparatorie per concerti e spettacoli di particolare interesse. Il Centro ha presentato e fatto eseguire per i propri aderenti proiezioni di film, raggruppati in cicli, registrando 53.940 presenze. I cicli riguardavano determinati problemi umani e sociali e i singoli film sono stati presentati da tecnici e critici i quali ne hanno illustrato di volta in volta la regia, lo stile, il linguaggio, il significato. A 15 riunioni sulle lettere e l\u2019attualit\u00e0 hanno partecipato 2025 pirelliani, che ricevettero fra loro alcune fra le personalit\u00e0 pi\u00f9 note del nostro tempo. Su alcuni lavori teatrali sono state tenute prolusioni e dibattiti, con l\u2019intervento di attori e registi; uno speciale ciclo di conferenze e letture \u00e8 stato dedicato alla storia del teatro. Per le arti figurative, il Centro ha intensificato una delle sue attivit\u00e0 pi\u00f9 caratteristiche: viaggi e visite a mostre e raccolte, itinerari artistici che si sono spinti sulle tracce dei pi\u00f9 grandi creatori nelle diverse regioni italiane e in molti paesi stranieri. L\u2019anno scorso si sono avute 18 riunioni e dibattiti relativi a 12 viaggi e visite di questo genere, con 3729 presenze di pirelliani.<\/p>\n<p>Il Centro raccoglie regolarmente tutti questi dati, che vengono aggiornati di mese in mese, allo scopo di conoscere quali reazioni e quale attrattiva eserciti ogni attivit\u00e0. Per il 1953 i diagrammi di tutte le frequenze sono in ascesa, e questo deriva sia dalle crescenti possibilit\u00e0 del centro sia dalla formula delle diverse iniziative, gi\u00e0 collaudata negli scorsi anni. Si noter\u00e0 che mancano completamente le attivit\u00e0 dirette; a esempio una filodrammatica, concorsi di lettere o di pittura. Il Centro \u00e8 ordinato esclusivamente al fine di mettere a contatto i dipendenti dell\u2019azienda con le sedi naturali di queste attivit\u00e0, e non per sostituirsi a esse. Mancano parimenti le attivit\u00e0 didattiche, i corsi regolari di qualsiasi specie, con una sola eccezione: quello di storia del teatro, nato per\u00f2 in un\u2019atmosfera particolare per l\u2019esigenza di riordinare una vasta esperienza fatta in questi anni.<\/p>\n<p>Il Centro ha la sua ragione di essere nella formula che lo ha fatto nascere, e che lo ha reso indispensabile a una gran parte dei 20 mila pirelliani, mentre i vecchi fedelissimi ne rappresentano come le antenne, il nucleo sostenitore, attorno a Severgnini. Esso resta soprattutto un ponte, uno strumento comune per seguire la vita culturale nei suoi aspetti pi\u00f9 attuali, quotidiani, per sincero desiderio di cogliere l\u2019essenza pi\u00f9 alta del nostro tempo. Essere aggiornati, aiutarsi reciprocamente a esserlo mettendo in comune mezzi, conoscenze, le stesse idee. Nulla si realizza senza una adeguata preparazione, che serve prima a inquadrare e poi a discutere. E nel particolare ambiente coloro che in altre circostanze non oserebbero accostarsi a certe cose classificate fra le pi\u00f9 raffinate e astruse riescono a interessarsene, riescono a esprimere il loro sentimento e il loro giudizio. Il proselitismo del Centro \u00e8 fondato su questo superamento psicologico, non meno che sulle facilitazioni tecniche ed economiche offerte.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1307 alignleft\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11165627\/la_fabbrica_aperta_002.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11165627\/la_fabbrica_aperta_002.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11165627\/la_fabbrica_aperta_002-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>N\u00e9 accademia, n\u00e9 scuola, dunque, che respingono \u2013 osserva Silvestro Severgnini \u2013 chi \u00e8 legato gi\u00e0 allo schema di un\u2019attivit\u00e0 lavorativa quotidiana; ma accostamento, di volta in volta, e con la maggior preparazione possibile alle manifestazioni culturali. Sarebbe tuttavia un errore pensare che questo avvenga in modo puramente casuale, seguendo l\u2019estro di un\u2019occasione o di un\u2019altra. La funzione di un centro culturale aziendale deve essere quella di andare incontro ai bisogni dei propri aderenti su questo terreno, cercando di ricondurli a mano a mano a fondamenti pi\u00f9 organici. Seguire una serie di concerti o di spettacoli implica gi\u00e0 qualcosa che si pu\u00f2 definire come una evoluzione, uno sviluppo di conoscenze e di sensibilit\u00e0 legate coerentemente. Il resto viene dallo sforzo comune, nella vita del centro, e specialmente attraverso i dibattiti, di cogliere significati e legami delle diverse manifestazioni; servirsi di una scoperta per raggiungerne un\u2019altra, e cos\u00ec via. Il ponte funziona, e ne deriva una sensibilit\u00e0, orientamenti in cui si possono rintracciare caratteri singolari, una volta scomparso quel complesso di inferiorit\u00e0 che troppo spesso chiude agli uomini delle fabbriche i valori dell\u2019arte. \u00c8 stato osservato, a esempio, come un operaio, il pi\u00f9 semplice operaio, pu\u00f2 identificarsi con l\u2019artista che ha creato un\u2019opera d\u2019arte, penetrare veramente nella sua creazione, attraverso l\u2019intuizione del travaglio fisico che essa \u00e8 costata.<\/p>\n<p>\u00c8 la facolt\u00e0 di sentire ci\u00f2 che l\u2019artista sembra talvolta trasmettere come un messaggio dell\u2019assoluto, e ci\u00f2 che viene conquistato invece attraverso un\u2019applicazione anche estenuante, esasperante. Insieme a questo, la facolt\u00e0 di penetrare con facilit\u00e0 nei valori dell\u2019astrattismo. Dopo una visita alla Biennale veneziana alcuni pirelliani cercano di spiegare tutto l\u2019astrattismo come la sublimazione di un contrasto fra la natura umana e il potere delle macchine, la solidificazione di una sofferenza tra l\u2019uomo e le cose. Questo fu detto forse con sforzo, ma era senza dubbio una interpretazione originale, cos\u00ec come \u00e8 parsa singolare (eppure non isolata, alla Scuola di Arzignano \u00e8 avvenuto lo stesso) la facilit\u00e0 di collegare direttamente il Settecento musicale con la musica contemporanea, Hindemith e Stravinskij sono stati accettati senza sforzo.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Esclusi invece dall\u2019attivit\u00e0 del Centro corsi di tecnica e di perfezionamento in senso professionale, salvo qualche accenno ai progressi della scienza a beneficio dell\u2019umanit\u00e0. Corsi come quelli indicati possono essere molto utili, ma escono dal quadro di un\u2019attivit\u00e0 culturale che deve essere libera da preconcetti utilitari, proprio per rivolgersi ai valori essenziali dell\u2019uomo. Severgnini raccontava di certe serate al Piccolo Teatro della Citt\u00e0 di Milano, durante le quali si trovavano a fianco a fianco, e senza preconcetti, dirigenti, impiegati, operai, artisti e scrittori ospiti della Pirelli, pronti a giudicare e discutere liberamente il dramma e gli attori. Era implicito in questi incontri un senso della dignit\u00e0 individuale che equivale, sul piano del lavoro, al senso di responsabilit\u00e0 verso il proprio lavoro, pi\u00f9 forte senza dubbio di qualsiasi controllo esteriore. La cultura pu\u00f2 dunque liberamente contribuire a una elevazione spirituale che ha senza dubbio i suoi riflessi positivi anche nella vita della fabbrica. \u00c8 logico che una grande industria, sul piano delle \u00abhuman relations\u00bb aiuti simili attivit\u00e0, cos\u00ec come sopperisce in tutto o in parte ad altri bisogni dei suoi dipendenti, per esempio: la casa, l\u2019assistenza sanitaria. [&#8230;]<\/p>\n"}],"custom_sticky":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}