{"id":534,"date":"1965-01-09T14:02:15","date_gmt":"1965-01-09T14:02:15","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=534"},"modified":"2019-05-13T11:13:38","modified_gmt":"2019-05-13T11:13:38","slug":"chi-ha-paura-di-james-bond","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/chi-ha-paura-di-james-bond\/","title":{"rendered":"Chi ha paura di James Bond?"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":2514,"template":"","categories":[],"tags":[19],"class_list":["post-534","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-cinema-tv-musica-e-spettacolo"],"acf":{"edizione":"N.1, 1965","autore":[{"ID":361,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 09:55:56","post_date_gmt":"2019-04-09 09:55:56","post_content":"Critico cinematografico e giornalista (1924-2015). Collaboratore delle testate \u00abLa Notte\u00bb e \u00abIl Giorno\u00bb e poi del mensile \u00abDuellanti\u00bb in veste di critico, nel 1964 partecipa come attore al film <em>Prima della rivoluzione<\/em> di Bernardo Bertolucci. \u00c8 autore di diverse monografie dedicate a grandi registi come John Houston e \u0116jsen\u0161tejn, nonch\u00e9 di una <em>Storia del cinema<\/em> per Garzanti insieme a Goffredo Fofi e a Gianni Volpi. Nel 1998 riceve il premio Flaiano. Con la moglie Laura e la figlia Luisa \u00e8 autore per diciassette anni del celebre <em>Dizionario dei film<\/em> - <em>Il Morandini<\/em>. Direttore del festival \u00abAnteprima\u00bb di Bellaria, nel 2004 d\u00e0 vita al \u00abLaura Film Festival\u00bb di Levanto in onore della moglie.","post_title":"Morando Morandini","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"morando-morandini","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 09:55:56","post_modified_gmt":"2019-04-09 09:55:56","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=361","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Tirate le somme, questo James Bond non ci va a genio. Abbiamo visto tutti e tre i film della serie <em>Agente 007<\/em>, abbiamo letto uno dei romanzi di Ian Fleming (curiosit\u00e0 professionale, la nostra: volevamo controllare i modi, la tecnica della trasposizione dalla pagina allo schermo), abbiamo riflettuto sulle nostre reazioni di spettatori divertiti, abbiamo meditato su quelle di critici preoccupati o indignati e siamo arrivati alla conclusione che James Bond ci \u00e8 un po\u2019 antipatico.<\/p>\n<p>Intendiamoci: \u00e8 una reazione psicologica, la nostra, e aliena da ogni moralismo. Mentre vedevamo <em>Goldfinger<\/em>, ci siamo sorpresi a fare, in cuor nostro, il tifo proprio per Auric Goldfinger, il \u00abvillain\u00bb, il cattivo della storia. Sapevamo, ovviamente, che James Bond avrebbe vinto e che il suo bieco rivale sarebbe stato sconfitto: la logica del film, l\u2019avvenire dei produttori Saltzman e Broccoli e la sopravvivenza degli Stati Uniti lo esigevano ma, in cuor nostro, eravamo dispiaciuti. [&#8230;] Perch\u00e9, allora?, ci domandavamo. La risposta \u00e8 semplice: perch\u00e9 Goidfinger \u00e8 intelligente. Qualcosa di pi\u00f9, anzi: \u00e8 geniale. Riconosciamolo onestamente: Auric Goldfinger \u00e8, almeno nei limiti della narrativa ferroviaria e snobistica di Ian Fleming, un Genio del Male. E del genio ha la qualit\u00e0 suprema: la fantasia che, come si sa, \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 e di diverso dall\u2019immaginazione. Ascoltate quel che dice nel romanzo, a pagina 127: \u00abQuesta sar\u00e0 la mia ultima impresa, Mr Bond, e anche la pi\u00f9 importante&#8230; L\u2019uomo ha scalato l\u2019Everest e ha toccato le profondit\u00e0 dell\u2019oceano. Ha lanciato razzi nello spazio e ha scisso l\u2019atomo. Ha inventato, ideato, creato in tutti i settori dell\u2019attivit\u00e0 umana e sempre ha trionfato, ha fatto dei miracoli. Ho detto tutti i settori, ma ne \u00e8 stato trascurato uno, Mr Bond. E cio\u00e8 l\u2019attivit\u00e0 umana comunemente conosciuta sotto il nome di crimine. I cosiddetti grandi crimini commessi dagli individui&#8230; non parlo naturalmente delle loro stupide guerre, quell\u2019assurdo distruggersi l\u2019un l\u2019altro&#8230; i cosiddetti grandi crimini, dicevo, non sono che miserabili sciocchezze: minuscole rapine in banca, truffe di nessuna importanza, falsificazioni di qualche soldino. Eppure, a portata di mano, a poche centinaia di miglia da qui, esiste l\u2019occasione per il pi\u00f9 grande crimine della storia. La scena \u00e8 pronta, il premio gigantesco attende il vincitore, mancano solo gli attori. Ma finalmente \u00e8 giunto il regista, Mr Bond&#8230; e ha gi\u00e0 scelto il suo complesso. Il copione verr\u00e0 letto oggi pomeriggio agli attori principali, poi cominceranno le prove e in una settimana s\u2019alzer\u00e0 il sipario per l\u2019unica rappresentazione dello spettacolo. Poi verranno gli applausi, gli applausi per il pi\u00f9 grande colpo di tutti i tempi. E per secoli, Mr Bond, l\u2019eco di quegli applausi risuoner\u00e0 nel mondo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 mal tradotto, magari un tantinello enfatico ma \u00e8 un efficace esempio di prosa oratoria: Goldfinger ha la coscienza del proprio genio. E chi gli manda a monte il geniale piano? Un James Bond qualsiasi che non \u00e8 un campione d\u2019intelligenza [&#8230;]. Risuona ancora, applicata al cinema, la severa deplorazione di Bernard Bergonzi che nel lontano 1958 scriveva sul <em>New Stateman<\/em>: \u00abIl fatto che i suoi libri (di Ian Fleming) siano pubblicati da una casa molto stimata, e siano regolarmente recensiti \u2013 e molto lodati \u2013 nei nostri orgogliosi settimanali intellettuali, dice certamente di pi\u00f9 sull\u2019attuale stato della nostra cultura che un intero volume di astratte denunce\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1183\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11153806\/RP_1965_01_124_Tania_Mallet_0071.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11153806\/RP_1965_01_124_Tania_Mallet_0071.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11153806\/RP_1965_01_124_Tania_Mallet_0071-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>\u00c8, dunque, nostro dovere preoccuparci per il successo di James Bond, aver paura della mistica di 007, denunciare l\u2019esaltazione della violenza, il velenoso erotismo, l\u2019abbietto sadismo, il razzismo mimetizzato che vengono propinati agli spettatori del corrotto mondo occidentale?<\/p>\n<p>Quest\u2019abnorme successo non \u00e8 stato improvviso. <em>Dr No<\/em> (<em>Agente 007-Licenza d\u2019uccidere<\/em>, 1962) fece ingenti incassi soltanto in Inghilterra dove gi\u00e0 da qualche anno i romanzi di Ian Fleming avevano una tiratura media che sfiorava il milione di copie; in Italia pass\u00f2 quasi inosservato. <em>From Russia with love<\/em> (<em>Agente 007-Dalla Russia con amore<\/em>, 1963) raddoppi\u00f2 il suo successo inglese, s\u2019afferm\u00f2 sul mercato nordamericano ma su quello italiano occup\u00f2, alla fine della stagione 1963-64, soltanto il 22\u00b0 posto nella graduatoria degli incassi. Con <em>Goldfinger<\/em> (<em>Agente 007-Missione Goldfinger<\/em>, 1964) il fenomeno raggiunge il diapason. A Londra si superano gli incassi, gi\u00e0 altissimi, del film precedente; negli Stati Uniti proiettato in ventinove sale, <em>Goldfinger<\/em> incassa nella prima settimana pi\u00f9 di un milione di dollari e balza, superando <em>My Fair Lady<\/em>, in testa alla graduatoria degli incassi, rimanendovi per tre mesi. [&#8230;]<\/p>\n<p>Quel che \u00e8 successo, a Milano e a Roma, all\u2019ingresso dei locali in cui si proiettava <em>Goldfinger<\/em>, era uno spettacolo come non se ne vedeva dai giorni infuocati della polemica su <em>La dolce vita<\/em>: code tumultuose, vetrate in frantumi sotto la pressione della calca, cassiere allucinate per la stanchezza, svenimenti di spettatrici impellicciate, poliziotti basiti e travolti, appelli alla Volante.<\/p>\n<p>E la critica? Cominciamo da un\u2019osservazione ovvia. Le imprese di James Bond sono tutte costruite su una formula: inviato da \u00abM\u00bb, Prospero del Servizio Segreto (la definizione \u00e8 di un critico inglese), Bond va, da solo, all\u2019assalto di una fortezza fatata, dotata di un lussuoso arredamento e munita dei pi\u00f9 moderni e fantasiosi ritrovati tecnologici. L\u2019orco (Dr No, Mr Big, Ernst Stavro Blofeld, Goldfinger) lo cattura; c\u2019\u00e8 un gran buscherio, tutto salta in aria, l\u2019orco muore e James Bond ne esce per il rotto della cuffia in amabile compagnia. Non \u00e8 una formula magica, ma funziona. [&#8230;]<\/p>\n<p>Su <em>Goldfinger<\/em> quasi tutti sono d\u2019accordo. I suoi dieci minuti pi\u00f9 clamorosamente scattanti sono i primi, quelli che precedono i titoli di testa e che non hanno nulla da spartire con la vicenda: James Bond che, dopo un sabotaggio al tritolo, si toglie la tuta di spugna, scopre un\u2019immacolata \u00abdinner jacket\u00bb e, datasi una ravviatina ai risvolti, rientra nel \u00abnight club\u00bb; James Bond che, abbracciando una donna, vede riflessa nei suoi occhi (trovata alla Hitchcock&#8230;) la figura di un aggressore che lo sta attaccando alle spalle, lo scaraventa in un bagno pieno d\u2019acqua nel quale, in mancanza d\u2019altro, scaglia una lampada ad arco.<\/p>\n<p>[&#8230;] Il vero \u00ab\u00e9clat\u00bb di <em>Goldfinger<\/em>, e una delle ragioni principali del suo successo: l\u2019incredibile Aston Martin DB5 coup\u00e9 (costo: 17 milioni di lire!) con radar e tabella topografica, cambio automatico di targa, vetri a prova di proiettile, paratie a prova di bomba, mitragliatrici nei fanali anteriori come un aereo da caccia, sedile eiettabile, spargitore d\u2019olio, cortina fumogena e mozzi trinciatori di pneumatici (una strizzatina d\u2019occhio alla corsa delle bighe di <em>Ben-Hur<\/em>&#8230;); la vecchia Rolls-Royce con le portiere e i parafanghi smontabili in oro massiccio; la ridicola sega elettrica a raggi che perfora il ferro come il burro; la pistola narcotica; la radiotrasmittente nel tacco delle scarpe; la partita a ramino radio-guidata&#8230; Raramente abbiamo visto un film in cui, come in <em>Goldfinger<\/em>, il contributo registico \u00e8 subordinato alla strategia produttiva e, in modo particolare, ai tecnici degli effetti speciali. Il vero asso del film \u00e8, sotto quest\u2019aspetto, lo scenografo Ken Adam (che collabor\u00f2 con Stanley Kubrick per <em>Il dottor Stranamore<\/em>) [&#8230;].<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1184 alignleft\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11153924\/RP_1965_01_Chi-ha-paura-di-James-Bond_001.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11153924\/RP_1965_01_Chi-ha-paura-di-James-Bond_001.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11153924\/RP_1965_01_Chi-ha-paura-di-James-Bond_001-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>La ricetta dei film di James Bond \u00e8 facilmente analizzabile: oltre ai due ingredienti principali del sesso e della violenza (ma il primo sviluppato sulle linee di un erotismo patinato alla Playboy con qualche incursione prudente anche se spettacolare nel campo delle aberrazioni; la seconda con un\u2019accentuazione di tipo masochistico, rilevabile soprattutto in <em>Goldfinger<\/em>), c\u2019\u00e8 l\u2019esotismo con una precisa componente di turismo di lusso (spiagge celebri, grandi alberghi, viaggi in aereo, eccetera), lo snobismo della \u00abhigh life\u00bb internazionale (i gusti raffinati, l\u2019eleganza di James Bond che, per\u00f2, nei film sono molto meno sofisticati e sottolineati che nelle pagine di Fleming) e l\u2019aspetto tecnologico ai limiti della \u00abscience fiction\u00bb. Infine, per\u00f2, esiste nei tre film anche una lucida volont\u00e0 di demistificazione che ne \u00e8 il filo segreto, il segno dell\u2019intelligenza.<\/p>\n<p>Si sente, insomma, che gli autori puntano sulle carte dell\u2019avventura, dell\u2019emozione, dello spettacolo, del sensazionalismo ma con quella dose minima di provocazione (e, qualche volta, di autoironia) che presuppone un distacco dalla materia narrativa: le sballano grosse ma a carte scoperte, chiedendo, almeno in una certa misura, la complicit\u00e0 dello spettatore.<\/p>\n<p>Gli applausi che quasi ognuno di noi ha udito durante la proiezione di <em>Goldfinger<\/em> sono piuttosto eloquenti. Non sono certamente gli applausi di gente che non si rende conto di quel che sta vedendo e che si sottopone, in beata e stolida incoscienza, ai perfidi stratagemmi di persuasori occulti. [&#8230;]<\/p>\n<p>Per <em>Goldfinger<\/em> s\u2019\u00e8 molto parlato di sadomasochismo. Dal primo al terzo film c\u2019\u00e8, infatti, una sensibile evoluzione nel comportamento di James Bond che passa da una funzione attiva a una funzione passiva: chi tiene il mestolo in mano \u00e8, appunto, Auric Goldfinger. Ma non bisogna esagerare.<\/p>\n<p>Come ha scritto un intelligente critico inglese, Penelope Houston, in <em>Goldfinger<\/em> Bond \u00e8 trasformato nell\u2019equivalente umano del gatto nei \u00abcartoons\u00bb di <em>Tom and Jerry<\/em>: ne possiede la stessa spaventosa elasticit\u00e0 e la stessa capacit\u00e0 di assorbire le punizioni. Siamo veramente convinti che il pubblico non se ne renda conto e non stia, invece, al giuoco, attratto dal suo carattere di \u00abentertainment\u00bb puro, di favola avventurosa che s\u2019esaurisce in se stessa, senza implicazioni ideologiche? [&#8230;]<br \/>\nC\u2019\u00e8, infine, chi lo allinea agli eroi delle storie a quadretti \u2013 Mandrake, Flash Gordon, Superman \u2013, cio\u00e8 agli epigoni degli antichi semidei, \u00aberoi mitici che non hanno problemi ma un destino e non posseggono un\u2019anima, poich\u00e9 la loro missione li tiene lontani dalla coscienza\u00bb. [&#8230;]<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una buona dose di paternalismo in questo atteggiamento e si sa che spesso i padri si preoccupano eccessivamente delle novit\u00e0 che piacciono ai figli. In ogni modo non sono certamente i figli che prendono troppo sul serio James Bond.<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}