{"id":3529,"date":"2026-06-12T13:08:20","date_gmt":"2026-06-12T13:08:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=3529"},"modified":"2026-06-12T13:12:15","modified_gmt":"2026-06-12T13:12:15","slug":"la-cinquecento-miglia","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/la-cinquecento-miglia\/","title":{"rendered":"La Cinquecento Miglia"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":3530,"template":"","categories":[],"tags":[18],"class_list":["post-3529","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-sport"],"acf":{"edizione":"N\u00b0 1, 1962","autore":[{"ID":434,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 10:35:05","post_date_gmt":"2019-04-09 10:35:05","post_content":"<p class=\"p1\">Pilota automobilistico e motociclistico (1906-1988). Con svariati record mondiali di velocit\u00e0 all\u2019attivo, \u00e8 il campione che meglio incarna il mito della velocit\u00e0 celebrato dai futuristi. Dopo l\u2019esordio a 17 anni nella gara automobilista Roma-Viterbo, d\u00e0 il via a una brillante carriera destinata a chiudersi nel 1957, con la vittoria all\u2019ultima edizione della Mille Miglia. Vincitore della Carrera Panamericana (1951) e della Targa Florio (1952), dopo il ritiro dalle corse sar\u00e0 progettista di fortunati prototipi come la motocicletta Rondine e collaboratore di lungo corso del periodico \u00abL\u2019Automobile\u00bb. Nel 2006 gli verr\u00e0 dedicato l\u2019Autodromo di Vallelunga, sorto da un suo progetto del 1950.<\/p>","post_title":"Piero Taruffi","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"piero-taruffi","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 10:35:05","post_modified_gmt":"2019-04-09 10:35:05","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=434","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"custom_sticky":false,"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>In un immaginario \u00abdiario di bordo\u00bb Piero Taruffi racconta un viaggio notturno in auto da Roma a Milano. Problemi di guida, imprevisti, manovre semplici e meno semplici su un percorso lungo e movimentato: ecco i capitoli di questo insolito taccuino che pu\u00f2 riuscire istruttivo per molti piloti su tutte le strade<\/p>\n<p>Una strada che ho spesso occasione di percorrere \u00e8 la Roma-Bologna. Questo percorso ha per me anche un particolare significato sentimentale perch\u00e9 mi ricorda gli anni e le emozioni delle Mille Miglia. \u00c8 una strada che conosco molto bene, cosa importante quando si voglia, con una certa sicurezza, realizzare una buona media.<br \/>\nSono naturalmente un appassionato della guida veloce, ma da tempo mi sono reso conto che questa diviene sempre pi\u00f9 problematica con il continuo aumento del traffico. Quando voglio praticarla scelgo spesso la notte. In quelle ore il traffico, che nella maggior parte della Roma-Bologna \u00e8 scarso anche di giorno, diviene praticamente nullo; e cos\u00ec \u00e8 ridotto al minimo anche il pericolo provocato da una vettura che si debba incrociare, dato che i fari ne preavvisano il sopraggiungere da lontano. Si possono perci\u00f2 ottenere, pur rispettando le norme del Codice della Strada, delle buone medie.<br \/>\nHo occasione di effettuare quel percorso con macchine di diverso tipo ma ogni volta, nell\u2019intraprendere il viaggio, mi preoccupo pi\u00f9 dell\u2019efficienza dei freni che di quella del motore e curo che la pressione dei pneumatici sia quella prescritta dal costruttore, maggiorata di un paio di decimi, trattandosi di una guida veloce e che dovr\u00e0 terminare sull\u2019Autostrada del Sole. Preferisco avere gomme con battistrada consumato uniformemente al 30-40% perch\u00e9 le gomme nuovissime sono scivolose e cos\u00ec quelle in cui il disegno sta scomparendo, specialmente quando si debbano percorrere strade bagnate. Se la vettura con la quale intraprendo il viaggio ha, a mio gusto, caratteristiche eccessivamente sottosterzanti, cerco di modificarle aumentando la pressione delle gomme anteriori rispetto alle posteriori e viceversa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3532 alignleft\" src=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130736\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_001.webp\" alt=\"\" width=\"910\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130736\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_001.webp 910w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130736\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_001-300x165.webp 300w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130736\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_001-768x422.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 910px) 100vw, 910px\" \/>Lasciato il traffico periferico di Roma, dopo una ventina di chilometri la strada si fa deserta e la visibilit\u00e0 migliora per il diradarsi delle luci delle case. Il percorso \u00e8 sinuoso ma con svolte molto veloci anche se, per rimanere nella mia semicarreggiata, effettuo il \u00abtaglio\u00bb delle curve solo parzialmente. Anche ridotto, ritengo sempre utile farlo: nell\u2019affrontare, per esempio, una curva a sinistra sfioro il bordo esterno della strada all\u2019ingresso e all\u2019uscita, e la riga bianca di separazione poco dopo la met\u00e0 curva. A parit\u00e0 di velocit\u00e0 la forza centrifuga \u00e8 minore, e cos\u00ec l\u2019attrito delle gomme; minore il fastidio per i passeggeri e minore il consumo del carburante e dei pneumatici. Cerco naturalmente di percorrere quella traiettoria al di sotto del limite massimo dell\u2019aderenza, per potere, in caso di necessit\u00e0, deviare ed effettuare una frenata con una certa efficienza.<br \/>\nSe sgombra, affronto la curva che precede la veloce salita della \u00abMerluzza\u00bb con maggiore impegno. \u00c8 una svolta completamente visibile e quindi senza incognite. Prenderla in velocit\u00e0 significa poter iniziare con maggiore slancio i 3 chilometri dritti di quella salita. Un guadagno di circa mezzo minuto.<br \/>\n[&#8230;] Tra Sutri e Vetralla c\u2019\u00e8 una curva chiusa che gira, con un raggio sempre pi\u00f9 corto alla fine. \u00c8 il tipo di curva pi\u00f9 pericoloso quando non si conosce. [&#8230;] Siccome io la conosco, imposto nella prima parte una traiettoria parallela alla riga di mezzeria della strada e \u00abtaglio\u00bb la curva solamente quando il raggio comincia a diminuire.<br \/>\nNel tratto che precede Viterbo so di poter incontrare qualche carretto e uso maggiore prudenza riducendo per\u00f2 solamente la velocit\u00e0 limite e mantenendo inalterata l\u2019impostazione della traiettoria. Sono cos\u00ec in grado di arrestarmi, nel caso malaugurato che i veicoli, non segnalati dalla luce dei fari, siano due e ostruiscano completamente la strada.<br \/>\nFin dalla partenza ho cercato di mantenere un\u2019andatura costante cambiando sempre allo stesso numero di giri, a un 10-15% al di sotto del massimo nelle marce basse, vicino al massimo per innestare la quarta. Per la conoscenza che ho di quel particolare tratto di strada mi \u00e8 pi\u00f9 facile impostare bene ogni curva. Ancor prima della met\u00e0 e dell\u2019ipotetico \u00abpunto di corda\u00bb aumento progressivamente il gas e il raggio della traiettoria riducendo progressivamente la rotazione del volante, provando in questa manovra una piacevole sensazione. [&#8230;]<br \/>\nLa mia vettura ha i sedili che fasciano molto bene i fianchi e cos\u00ec non debbo aggrapparmi al volante, alterando, senza volerlo, l\u2019impostazione delle traiettorie. E anche il mio passeggero non ha bisogno di puntarsi con i piedi e afferrarsi alla maniglia posta al di sopra della portiera. L\u2019ho anche affrancato con \u00abbretelle\u00bb divenute provvidenziali al sopraggiungere del sonno a quell\u2019ora pi\u00f9 che normale. Prima di Radicofani mi preparo ad affrontare con prudenza un dosso seguito immediatamente da una curva piuttosto stretta. Doppio pericolo! La mia vettura ha freni potenti e che non diminuiscono d\u2019efficienza. Ho maniera di apprezzarli nella discesa di Radicofani nella quale, alcuni anni prima e con altre vetture, ero stato costretto a usarli con precauzione: rallentando prima, aiutandomi maggiormente con l\u2019innesto di marce inferiori e tralasciando di frenare, per raffreddarli, nella pausa del cambio. [&#8230;]<br \/>\nDopo Siena la strada si fa ancora pi\u00f9 interessante. Ci sono numerosi dossi dove assolutamente bisogna mantenersi alla propria mano e che, per ogni evenienza, debbono essere affrontati a velocit\u00e0 ridotta. Alcuni sono in curva. In mancanza di cartelli che ne indicano il senso, la configurazione del terreno circostante, gli alberi che fiancheggiano la strada e i pali telegrafici possono dare una indicazione utile di come proseguir\u00e0 la strada. Su queste indicazioni imposto la mia traiettoria. [&#8230;]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-3531\" src=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130734\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_002.webp\" alt=\"\" width=\"890\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130734\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_002.webp 890w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130734\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_002-300x169.webp 300w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12130734\/RP_1962_01_la-cinquecento-miglia_002-768x431.webp 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 890px) 100vw, 890px\" \/>Alla mia destra il cielo comincia gi\u00e0 a schiarirsi e sul fondo si intravede il profilo delle colline. (Era l\u2019ora propizia quando facevo le prove delle Mille Miglia: chi percorreva la strada era preavvisato dai miei fari mentre il leggero chiarore che andava diffondendosi lasciava indovinare il contorno delle curve al di l\u00e0 del raggio dei fari).<br \/>\nOra la vita si sveglia prepotente; un carretto, un camion, qualche ciclista diretto al lavoro. Riduco maggiormente la velocit\u00e0 limite all\u2019entrata delle curve chiuse. Raggiungo due camions accodati poco prima di una svolta. Rallento mantenendomi per\u00f2 a una certa distanza da loro e prima della met\u00e0 curva comincio ad accelerare in maniera da raggiungerli con forte scarto di velocit\u00e0 all\u2019uscita della svolta quando avr\u00f2 riavuto la completa visibilit\u00e0 della strada. Intravedo a circa 300 metri un altro camion che proviene in senso inverso ma, avendo un forte scarto di velocit\u00e0, decido di effettuare il sorpasso che mi riesce comodamente. Arrivo a Firenze quando il sole sta sorgendo. Anche la citt\u00e0 comincia a svegliarsi. Giusto in tempo per imboccare la autostrada, ma con il sole nascente alle spalle. Faccio partire il mio cronometro. La guida diviene straordinariamente veloce. Non pi\u00f9 cambi di marcia, non pi\u00f9 veicoli da incrociare. L\u2019unica preoccupazione \u00e8 quella di prevedere se i veicoli che mi precedono e che marciano allineati nella carreggiata di destra sono in manovra di sorpasso. Si tratta di valutare la loro velocit\u00e0 e le loro intenzioni dato che, qualche volta, segnalano la loro decisione con il lampeggiatore dopo avere gi\u00e0 iniziato la deviazione. Cosa pericolosissima! Pensando a quella loro imprudente manovra, e anche se alla velocit\u00e0 alla quale vado \u00e8 poco probabile che un\u2019altra vettura mi stia sorpassando, istintivamente getto uno sguardo nello specchio retrovisore per controllare se \u00e8 bene orientato. Per preannunciare le mie intenzioni di sorpasso, a distanza, faccio lampeggiare i miei fari sperando di attirare maggiormente l\u2019attenzione e avvicinandomi do un colpo di tromba. Rallento per osservare meglio l\u2019architettura di un grande cavalcavia e poi di nuovo a tutto acceleratore. La mia vettura procede ad altissima velocit\u00e0 come su un binario. Non tento quasi pi\u00f9 di \u00abtagliare\u00bb le curve. [&#8230;]<br \/>\nHo l\u2019impressione di trovarmi nel belvedere del \u00abSettebello\u00bb e quando passo da una carreggiata all\u2019altra, per iniziare e completare un sorpasso, mi sembra di impegnare gli scambi all\u2019ingresso e all\u2019uscita di una stazione!<br \/>\nRiduco leggermente la velocit\u00e0 all\u2019ingresso delle gallerie temendo di trovare il terreno bagnato per qualche infiltrazione d\u2019acqua e all\u2019uscita impugno il volante con maggiore cura, pronto a reagire a un eventuale colpo di vento spesso presente su quel tratto di autostrada. Soffia provenendo da destra e perci\u00f2 prima di uscire mi porto su quel lato della strada. Arrivando a Bologna controllo il tempo che ho impiegato a percorrere quel tratto. Ho polverizzato, quasi dimezzandolo, il mio record stabilito nelle Mille Miglia con potentissime vetture sport: ma allora raggiungevo la citt\u00e0 del Tridente percorrendo la tortuosa strada che valica gli Appennini attraverso i passi della Futa e della Raticosa!<br \/>\nIl mio passeggero comincia a svegliarsi e io invece ad addormentarmi. So che il colpo di sonno arriva fulmineo. Ne avevo fatta esperienza, fortunatamente innocua, alcuni anni prima, da quelle parti. Venti minuti di riposo, una rinfrescata al viso e una buona dose di caff\u00e8 mi ridanno l\u2019energia per affrontare l\u2019ultimo tratto di autostrada fino a Milano. La raggiungo viaggiando all\u201985% della velocit\u00e0 massima che pu\u00f2 sviluppare la macchina. \u00c8 una andatura abbastanza economica e veloce e soprattutto sicura per il motore.<br \/>\nMa anche alla fine di questo viaggio mi convinco, una volta di pi\u00f9, che per gustare veramente e senza pericoli per s\u00e9 e per gli altri la guida veloce non c\u2019\u00e8 che mettersi a girare in uno dei nostri autodromi.<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/3529","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3529"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3529"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3529"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}