{"id":3487,"date":"2026-06-12T08:24:23","date_gmt":"2026-06-12T08:24:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=3487"},"modified":"2026-06-12T08:24:23","modified_gmt":"2026-06-12T08:24:23","slug":"i-fatti-mi-hanno-dato-ragione","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/i-fatti-mi-hanno-dato-ragione\/","title":{"rendered":"I fatti mi hanno dato ragione"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":3493,"template":"","categories":[],"tags":[18],"class_list":["post-3487","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-sport"],"acf":{"edizione":"N\u00b0 4, 1952","autore":[{"ID":61,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 13:53:26","post_date_gmt":"2019-04-08 13:53:26","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Ciclista (1902-1986). Vincitore di tre campionati del mondo e di cinque edizioni del Giro d\u2019Italia, si aggiudica il titolo di \u00absignore della montagna\u00bb per le sue grandi abilit\u00e0 in salita. Dopo le dodici vittorie del 1926, fra cui il Giro del Piemonte, il Giro della Toscana, la Milano-Modena, il Giro di Lombardia e la XX Settembre, nel 1927 vince il primo Campionato mondiale professionisti su strada. La sua carriera termina bruscamente nel 1936, a causa delle ferite riportate nel corso di una caduta durante la Milano-Sanremo. Direttore tecnico della squadra italiana al Giro di Francia fra il 1948 e il 1961, diriger\u00e0 le nove edizioni del \u00abGran Premio Pirelli\u00bb disputate fra il 1949 e il 1957.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Alfredo Binda","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"alfredo-binda","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 13:53:30","post_modified_gmt":"2019-04-08 13:53:30","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=61","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"custom_sticky":false,"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><strong>Alfredo Binda chiarisce per noi in questo articolo le ragioni che lo hanno indotto a partecipare al Tour con la tanto discussa \u00absquadra-mosaico\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Accetto volentieri l\u2019invito di scrivere qualche cosa sul Tour de France 1952 per la rivista \u00abPirelli\u00bb nella pace della mia vecchia casa di Cittiglio. Alla \u00abPirelli\u00bb sono legato da vecchie tradizioni di amicizia e di lavoro sportivo in comune. In questa mia vecchia casa ritorno sempre con piacere, per ritrovare la vecchia mamma Marta, oggi ottantatreenne, che fra queste mura diede alla luce me, decimo dei suoi 14 figli.<\/p>\n<p>[&#8230;] In linea generale mi sono stati fatti due addebiti principali: di avere costituito una squadra-mosaico per il Tour, che non avrebbe funzionato; e di aver detto pubblicamente che avrei applicato le sanzioni che l\u2019uvi mi autorizzava ad adottare, a seguito della carta bianca che essa, senza mie sollecitazioni, mi aveva accordato.<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 \u2013 io lo prevedo \u2013 che \u00e8 facile per me parlare oggi, a cose fatte, dopoch\u00e9 gli uomini che ho avuto l\u2019onore e il piacere di dirigere per un mese in Francia hanno fatto quello che tutti sanno. D\u2019altra parte non potevo perdere il Tour solo per dare la soddisfazione, a coloro che mi avevano attaccato, di aver colpito nel segno. Hanno parlato di squadra-mosaico: e sia pure. Ma io sapevo che quando la battaglia sarebbe diventata dura e la strada si sarebbe messa a salire, due uomini sarebbero rimasti a fianco di Coppi: e cio\u00e8 Bartali e Magni. Con questo non voglio dare un giudizio negativo su tutti i gregari, perch\u00e9 per esempio Carrea ha sorpreso tutti per alcune sue prestazioni veramente eccellenti. Sta per\u00f2 di fatto che all\u2019inizio della salita del Col du T\u00e9l\u00e9graphe, circa a met\u00e0 della famosa undicesima tappa Le Bourg d\u2019Oisans-Sestri\u00e8res, quando Coppi ha forato solo Magni e Bartali facevano parte del gruppetto di testa. Magni, accortosi che Fausto aveva la gomma a terra, non ha aspettato che gliela offrisse Bartali o che arrivassi io per dare degli ordini. Ha pensato lui stesso, nel giro di un paio di secondi, che non era uno scalatore e che sarebbe stato molto pi\u00f9 utile per Coppi poter avere a fianco, pi\u00f9 avanti sulla salita, la presenza di Bartali. Quando io mi fermai con la \u00abMatta\u00bb, Coppi stava gi\u00e0 ripartendo con la ruota datagli da Magni. Si potr\u00e0 criticare finch\u00e9 si vuole la squadra-mosaico: ma se in quel momento Coppi non avesse avuto vicino Fiorenzo Magni, avrebbe certamente perduto contatto con gli uomini di testa e avrebbe dovuto faticare non poco per raggiungerli.<\/p>\n<p>Diciamo pure qualche cosa anche di Gino Bartali, altro esponente della famigerata squadra-mosaico. Siamo sempre sulla stessa salita del T\u00e9l\u00e9graphe, qualche chilometro pi\u00f9 avanti. Io ero tranquillo in quanto vedevo Bartali a fianco di Coppi. Ed ero convinto, dentro di me, che se un\u2019altra foratura ci fosse stata, Bartali si sarebbe dimostrato pronto a fare il suo dovere. La necessit\u00e0 quel giorno non si verific\u00f2 e la tappa fin\u00ec come tutti sanno.<\/p>\n<p>Dopo di ci\u00f2 nella tappa dell\u2019indomani, la Sestri\u00e8res-Monaco, la squadra-mosaico \u2013 di cui lo scrivente era il responsabile numero uno \u2013 doveva mettere al suo attivo tre episodi particolarmente significativi.<\/p>\n<p>Primo episodio. Sul Colle di Tenda la nazionale francese, e in particolare Dotto che \u00e8 nativo di quelle parti, porta un attacco a Coppi. Io ero a conoscenza di queste intenzioni e avevo raccomandato a tutti di stare molto guardinghi sotto il lungo e difficile tunnel, dove il terreno era viscido e pericoloso. Nessun incidente in quel tratto, tre uomini sono nel gruppo di testa, pronti a rispondere alla offensiva avversaria: Coppi, Bartali, Magni, sempre loro. Dopo Breglio, finita la veloce discesa, comincia la seconda salita della giornata, il Col de Brouis. Bartali \u00e8 nella scia di Coppi e gli grida: \u00abFausto hai forato\u00bb. Coppi si ferma e Magni, che \u00e8 l\u00ec, d\u00e0 la ruota alla maglia gialla senza esitazione. Coppi, in compagnia di Bartali, riprende quasi immediatamente il gruppo di testa.<\/p>\n<p>Secondo episodio. Magni, autore di un formidabile inseguimento, si ricongiunge con i primi al controllo di Sospel. Un chilometro dopo, Magni fora. \u00c8 la sua prima foratura, ma in effetti \u00e8 la seconda volta che deve mettere il piede a terra, perch\u00e9 prima ha dato la ruota a Coppi. Con Fausto c\u2019\u00e8 sempre Bartali e quindi la situazione pu\u00f2 essere ancora giudicata tranquilla. Superata anche la salita del Col de Castillon si affronta la lunga discesa verso Mentone. Dopo circa due chilometri di discesa, Coppi fora per la seconda volta. Bartali, senza bisogno del mio intervento, gli d\u00e0 subito la propria ruota posteriore. Questo \u00e8 il secondo episodio della squadra-mosaico, che in partenza pareva dovesse rappresentare la fossa delle possibilit\u00e0 italiane al Tour e invece si rivelava come la sua vera forza.<\/p>\n<p>Terzo episodio. Coppi, avuta la ruota da Bartali, raggiunge il gruppo di testa prima del termine della discesa. \u00c8 il solo uomo della squadra italiana presente in quel momento. Davanti intanto sono fuggiti Dotto e Nolten. Bartali, con un altro magnifico inseguimento, raggiunge i primi all\u2019inizio della Turbie ma nel tratto finale della salita, per uno scatto di Robic, perde contatto anche perch\u00e9 provato dallo sforzo precedente. Coppi si butta in discesa insieme con Robic. \u00c8 di nuovo rimasto l\u2019unico uomo della squadra italiana. La catena di Coppi salta via dagli ingranaggi e il nostro corridore deve fermarsi. Robic prosegue furioso nell\u2019attacco. Bartali, che \u00e8 staccato di pochi secondi, quando arriva su Coppi fermo, rallenta, lo aspetta e insieme proseguono fino al traguardo, tirando un pezzo per ciascuno e perdendo solo 13 secondi.<\/p>\n<p>Mi sono dilungato di proposito su questi tre momenti della corsa, per dimostrare ai miei simpatici avversari due cose: 1\u00b0 facendo la squadra-mosaico sapevo che gli inconvenienti derivanti dalla rivalit\u00e0 fra i tre capitani sarebbero stati largamente ripagati dalla loro capacit\u00e0 e dal loro valore; 2\u00b0 ero ben convinto di riuscire a metterli d\u2019accordo, assai pi\u00f9 con la persuasione e la comprensione reciproca che non con quella tale carta bianca che l\u2019uvi mi aveva accordato e di cui io mi sarei servito solo in casi disperati, quando avessi visto che tutti gli altri mezzi erano risultati insufficienti. Voglio aggiungere anche questo: ero talmente convinto di arrivare all\u2019accordo che, mentre l\u2019anno scorso si parl\u00f2 delle bucature e si previde una dettagliata casistica di quello che si sarebbe dovuto fare e di come ognuno si sarebbe dovuto comportare nei confronti di Coppi e di Bartali, questa volta non se ne \u00e8 fatta assolutamente parola.<\/p>\n<p>Concludo: sarebbe stato troppo facile formare una squadra con un solo capitano, se nel ciclismo italiano ci fosse stato soltanto Fausto Coppi. Siccome c\u2019erano anche un Gino Bartali e un Fiorenzo Magni, sulle doti dei quali nessuno poteva avanzare delle riserve, ho pensato che tutti e tre avevano il diritto di partecipare alla massima competizione francese. I fatti mi hanno rato ragione.<\/p>\n<p>La parentesi del Tour \u00e8 chiusa ma non posso dire altrettanto della mia attivit\u00e0: mi aspettano ora le eliminatorie regionali del \u00abiv Gran Premio Pirelli\u00bb, del quale \u2013 per ambito incarico della grande Casa italiana \u2013 sono stato fin dalla prima edizione il consulente tecnico.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12082330\/1952_4_I-fatti-mi-hanno-dato-ragione_002.webp"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12082331\/1952_4_I-fatti-mi-hanno-dato-ragione_001.webp"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12082333\/1952_4_I-fatti-mi-hanno-dato-ragione_003-da-unire-con-002.webp"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12082336\/1952_4_I-fatti-mi-hanno-dato-ragione_005.webp"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/12082337\/1952_4_I-fatti-mi-hanno-dato-ragione_004.webp"}]}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/3487","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3493"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}