{"id":3469,"date":"2026-06-11T13:50:02","date_gmt":"2026-06-11T13:50:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=3469"},"modified":"2026-06-11T13:50:02","modified_gmt":"2026-06-11T13:50:02","slug":"storie-su-vetro","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/storie-su-vetro\/","title":{"rendered":"Storie su vetro"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":3474,"template":"","categories":[],"tags":[37],"class_list":["post-3469","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-arte"],"acf":{"edizione":"N\u00b0 11-12, 1968","autore":[{"ID":476,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 10:57:34","post_date_gmt":"2019-04-09 10:57:34","post_content":"Scrittore, giornalista, poeta e critico d\u2019arte (1921-1989), \u00e8 una delle firme pi\u00f9 note della letteratura italiana. Maestro elementare, esordisce nel 1950 con la raccolta di testi <em>Favole della dittatura<\/em>, raccontando la sua esperienza di insegnante in <em>Le parrocchie di Regalpetra<\/em> (1956). Segue <em>Il giorno della civetta<\/em> (1961), aspra denuncia del fenomeno mafioso in Sicilia. Tra i suoi romanzi pi\u00f9 noti: <em>A ciascuno il suo <\/em>(1966);<em> Todo modo <\/em>(1966); <em>Una storia semplice<\/em> (1989). Saggista prolifico, pubblica fra gli altri <em>La scomparsa di Majorana<\/em> (1975), <em>L\u2019Affaire Moro <\/em>(1978) e <em>A futura memoria<\/em> (1989). Dal 1979 al 1983 \u00e8 in Parlamento come deputato del Partito radicale.","post_title":"Leonardo Sciascia","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"leonardo-sciascia","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 10:57:34","post_modified_gmt":"2019-04-09 10:57:34","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=476","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"custom_sticky":false,"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Non sappiamo dove e quando in Europa cominci\u00f2 la pittura su vetro (che pi\u00f9 propriamente sarebbe da dire sotto vetro, poich\u00e9 della lastra dipinta si offriva, incorniciato con un certo splendore, il rovescio: e dunque il pittore lavorava a modo dell\u2019incisore xilografo o acquafortista). Gli esperti dicono che gi\u00e0 nel Seicento si praticava, ne trovano esemplari in qualche collezione. Ma certo \u00e8 che la grande fioritura l\u2019abbiamo nel Settecento, come partecipe di quel movimento di stupenda \u00abdegradazione\u00bb dell\u2019arte nella natura e nella materia degli oggetti d\u2019uso.<\/p>\n<p>La pittura su vetro \u00e8 effettivamente una invenzione \u00abmaterica\u00bb: la pennellata, di solito piuttosto povera, si impreziosisce incorporandosi al vetro, acquista luce, riflessi, intensit\u00e0, smalto, e un che di minerale, quasi che il colore fosse immemorabile secrezione e cristallizzazione; e cos\u00ec, prodigiosamente, l\u2019immagine. \u00c8 considerata arte popolare. [&#8230;] Ma nella sua estrazione e nella sua prima destinazione la pittura su vetro \u00e8 tutt\u2019altro che popolare. Per quanto riguarda la Sicilia, giustamente \u00e8 stata formulata l\u2019ipotesi che, \u00aba somiglianza di altre nazioni europee, il costume di dipingere su vetro si sia venuto a determinare in area culturale aristocratica, fra la fine del Seicento e gli inizi del Settecento\u00bb; e la \u00abnotevole differenza stilistica e contenutistica delle pitture su vetro dei secoli xviii e xix\u00bb si spiega col fatto che \u00abmancando una piccola borghesia contadina, nel Settecento l\u2019artigianato viveva all\u2019ombra dei ceti agiati\u00bb, mentre \u00abcol lento trasformarsi, poi, della struttura sociale e col conseguente costituirsi di un ceto intermedio, nasce e si sviluppa un tipo nuovo d\u2019artigianato, che imita, s\u00ec, come il nuovo ceto \u00e8 portato a fare, i modelli culturali delle classi pi\u00f9 elevate, ma risolvendoli secondo i dettami della cultura tradizionale del popolo, al quale il nuovo ceto e l\u2019artigiano restano inconsapevolmente ma strettamente legati\u00bb (Antonino Buttitta, <em>Cultura figurativa popolare in Sicilia<\/em>, Palermo 1961).<\/p>\n<p>La pittura su vetro non ebbe mai, dunque, una destinazione propriamente popolare: almeno in Sicilia (ma forse anche altrove, se in un museo polacco che moltissime ne raccoglie si segnala come curiosit\u00e0, a quanto ci dicono, il fatto che simili quadri fossero segreto ricettacolo del denaro). Ad un certo punto, tra la fine del Settecento e i primi dell\u2019Ottocento, entr\u00f2 nelle case dei \u00abborghesi\u00bb, cio\u00e8 dei contadini agiati, dei contadini piccoli proprietari; mai in quelle dei contadini poveri, dei braccianti. Ne troviamo prova nelle descrizioni che studiosi e narratori dell\u2019Ottocento ci hanno lasciato delle abitazioni dei \u00abvillani\u00bb. [&#8230;] Le pitture su vetro comportavano, come abbiamo detto, cornici di un certo pregio: e la condizione del \u00abvillano\u00bb era di incredibile miseria, raramente passava dalle sue mani il denaro, delle sue giornate di lavoro i due terzi almeno, da un raccolto all\u2019altro, andavano a scomputo delle derrate che il padrone gli anticipava per il sostentamento della famiglia (e delle usure che su quell\u2019anticipo crescevano). Contrariamente all\u2019impressione che si pu\u00f2 avere frequentando <em>le<\/em> <em>march\u00e9 aux puches<\/em> di Palermo, dove le pitture su vetro sembra affiorino continuamente (ma raramente capita ormai all\u2019intenditore di fare il buon colpo), la produzione, anche al momento della pi\u00f9 lunga diffusione, era non solo limitata ma localizzata. Nella Sicilia orientale se ne trovano pochissime e certamente importate dai centri di produzione della parte occidentale dell\u2019Isola, che dovevano poi trovarsi tra Palermo e Trapani. La presenza nelle pitture di certi santi patroni, e l\u2019assenza o la scarsa frequenza di altri, pu\u00f2 servire a localizzare i centri. Per esempio: abbonda santa Rosalia, protettrice di Palermo, ed \u00e8 invece rara sant\u2019Agata, alla quale i catanesi sono devoti; rarissimi sono i famosi tre santi Alfio Cirino e Filadelfo, che tra la provincia di Catania e quella di Siracusa godevano e godono di un fanatico culto; manca san Calogero, che nell\u2019agrigentino \u00e8 patrono di ben sette paesi, capoluogo compreso. N\u00e9 contraddice a questo tentativo di localizzazione la rilevante presenza di santa Lucia (Siracusa) e di san Michele (Caltanissetta): ch\u00e9 la prima, nel coro celeste, ha la taumaturgica esclusiva degli occhi ed \u00e8 dunque in ogni luogo venerata; mentre il secondo, bello, forte, armato, \u00e8 stato sempre e da tutti invocato contro le tentazioni. I soggetti pi\u00f9 frequenti sono la Sacra Famiglia, le Sacre Conversazioni, (Sacra Famiglia con aggiunta di santi); la Nativit\u00e0, la fuga in Egitto; la Madonna col Bambino (a volte riconoscibile come patrona di un determinato paese); Ges\u00f9 buon pastore (o san Giovannino); san Giuseppe; santa Rosalia. Si trovano anche dei soggetti biblici; e non \u00e8 rara la caduta di San Paolo. Il che conferma l\u2019estrazione non popolare di questo tipo di pittura, poich\u00e9 gli avvenimenti biblici sono pochissimi conosciuti a livello popolare [&#8230;].<\/p>\n<p>Per tutto il Settecento, e forse fino ai primi dell\u2019Ottocento, alla pittura su vetro si dedicarono pittori di valore o di fama; n\u00e9 questo modo di far pittura doveva essere gi\u00e0 diffuso in campo artigianale se un pittore di scarso talento ma di estrema arroganza come Giuseppe Velasco, autore degli affreschi in quella sala detta d\u2019Ercole in cui oggi si celebrano i fasti del siculo parlamento, fece e firm\u00f2 qualche vetro (e si firmava, con modestia impareggiabile, Velasquez). Ma la pittura su vetro, per cos\u00ec dire, \u00abcolta\u00bb non ci interessa poi molto; \u00e8 quando diventa artigianale e popolare che comincia a interessarci. E si direbbe che succeda un curioso fenomeno: a livello \u00abartistico\u00bb la pittura su vetro \u00e8 quanto mai impersonale, genericamente classificabile pi\u00f9 per i contenuti, per i soggetti, che per qualit\u00e0 di esecuzione, di stile [&#8230;]; ma a livello artigianale non solo \u00e8 facilmente classificabile come francese o tedesca o slovena o siciliana, ma offre anche, a chi riesce ad acquistare una certa familiarit\u00e0 con la produzione locale o a chi si trova ad esaminare una raccolta anche non eccessivamente numerosa, gli elementi che permettono di identificare in due o pi\u00f9 quadri la stessa fantasia, lo stesso sentimento, la stessa mano. E sar\u00e0 magari un\u2019impressione: ma ci sono due o tre vene, nella produzione siciliana dell\u2019Ottocento, che non sarebbe difficile seguire attraverso le diverse collezioni; due o tre personalit\u00e0 di un qualche rilievo che \u00e8 possibile identificare stilisticamente. Non mai anagraficamente, beninteso. Ed \u00e8 un peccato: ch\u00e9 sarebbe bello poter raccontare la vita di uno di questi pittori popolari su vetro, ricostruirla, come Jean Giono ha fatto con Charles Fr\u00e9d\u00e9ric Brun detto \u00abil disertore\u00bb, pittore candido e povero come i pittori siciliani suoi contemporanei che sul vetro vividamente raccontano la Nativit\u00e0, la fuga in Egitto, la Passione di Cristo o fermano l\u2019immagine gloriosa di un santo guerriero, di una santa martire.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11134900\/RP_1968_11_Storie-su-vetro_003.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11134902\/RP_1968_11_Storie-su-vetro_004.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11134904\/RP_1968_11_Storie-su-vetro_001.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/11134905\/RP_1968_11_Storie-su-vetro_002.jpg"}]}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/3469","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}