{"id":3408,"date":"2026-06-10T12:47:52","date_gmt":"2026-06-10T12:47:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=3408"},"modified":"2026-06-10T12:51:19","modified_gmt":"2026-06-10T12:51:19","slug":"un-quadro-nato-in-velocita","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/un-quadro-nato-in-velocita\/","title":{"rendered":"Un quadro nato in velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":3410,"template":"","categories":[],"tags":[37],"class_list":["post-3408","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-arte"],"acf":{"edizione":"N\u00b0 5, 1950","autore":[{"ID":486,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 10:59:00","post_date_gmt":"2019-04-09 10:59:00","post_content":"Pittore e scultore (1912-2000). Dopo l\u2019esordio alla Biennale di Venezia nel 1928 su invito di Filippo Tommaso Marinetti, concepisce insieme a Bruno Munari il manifesto <em>Dinamismo e riforma muscolare<\/em>, rimasto inedito fino al 1977. Nel 1956 partecipa alla Biennale di Venezia con <em>I martiri di piazzale Loreto<\/em>, che Giulio Carlo Argan acquisir\u00e0 per la Galleria nazionale d\u2019arte moderna e contemporanea. In quegli anni dipinge il <em>Ciclo di Albisola<\/em>, immortalando la comunit\u00e0 di artisti, scrittori e ceramisti di cui \u00e8 protagonista insieme a Lucio Fontana. Alla prima antologica del 1984 a Ferrara seguiranno svariate mostre in Europa e in America, destinate a decretarne il successo internazionale.","post_title":"Aligi Sassu","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"aligi-sassu","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 10:59:00","post_modified_gmt":"2019-04-09 10:59:00","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=486","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"custom_sticky":false,"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><strong>Aligi Sassu racconta con ritmo veloce e riassuntivo la sua esperienza ciclistica che gli suggeriva le forme e i colori dell\u2019esperienza pittorica<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il fruscio delle gomme leggere sull\u2019asfalto, quell\u2019odore acre di fumo bagnato di terra che il corridore assorbe, la testa incassata nelle spalle, china sul manubrio, i paesi, le campagne, gli acciottolati sconnessi attraversati di volata, le salite polverose ed estenuanti sotto il sole, solo chi ha lungamente lottato sulle strade pu\u00f2 comprenderne tutta la poesia.<\/p>\n<p>Ho imparato ad andare in bicicletta in un solaio, con mio fratello. Una bicicletta da ragazzo, senza copertoni, trovata lass\u00f9 fra le ragnatele e gli avanzi che si scoprono in tutti i solai e che ci disputavamo accanitamente; poi per anni, con biciclette raffazzonate, ho continuato ad esplorare il mondo, migliorando lentamente il materiale, il telaio, e infine il sellino Brow originale, lungamente desiderato. Cos\u00ec conobbi le prime escursioni verso i laghi e la Brianza, ch\u2019era la prima meta dei ragazzi milanesi appassionati a questo sport.<\/p>\n<p>Sorgeva l\u2019astro di Guerra. Girardengo correva ancora, ma Binda era il dominatore. Mara, dal canto suo, mi stupiva per la proterva volont\u00e0 con cui correva e staffilava gli avversari sullo spunto di turbinosi guizzi finali. Andavo agli arrivi e alle partenze di tutte le corse, qualche volta incontravo Tomea, che allora girava per i mercati a vendere i dolci ed era appena sceso dal Cadore, un\u2019altra volta riuscii a trascinarmi dietro Manz\u00f9 a Legnano per assistere all\u2019arrivo di una corsa, e ricordo che Manz\u00f9 in volata ci batteva tutti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3409 alignleft\" style=\"height: 400px; width: auto; margin: 10px;\" src=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/10124704\/Un-quadro-nato-in-velocita%CC%80_001.webp\" alt=\"\" width=\"161\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/10124704\/Un-quadro-nato-in-velocita%CC%80_001.webp 161w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/10124704\/Un-quadro-nato-in-velocita%CC%80_001-97x300.webp 97w\" sizes=\"auto, (max-width: 161px) 100vw, 161px\" \/><\/p>\n<p>Mio fratello ed io conoscevamo tutto della storia del ciclismo. Le salite della Cicognola, la Mascolina, la Madruzza, lo strappo di Bevera. Amo il Ghisallo e il Ballabio, salite famose di tutte le corse lombarde dei dilettanti, che gi\u00e0 non avevano pi\u00f9 segreti per noi. Andavo abbastanza bene in salita, ero pi\u00f9 resistente alla fatica che veloce, ero come si dice in gergo sportivo un duro a morire.<\/p>\n<p>Si usciva a sera verso Lodi, sulla via Emilia, ad allenarci, con lunghe ed estenuanti volate: per fare il fiato e allenarci allo scatto. La mia prima corsa per\u00f2 si risolse in un ritiro mentre ero in testa, perch\u00e9 caddi nel chinarmi a stringere una cinghietta del pedale, e insaccai il telaio andando a sbattere, a 50 all\u2019ora, contro un paracarro. Mio fratello, arrivato nono, fu tolto dall\u2019ordine di arrivo per avere accorciato la strada. Il risultato non era consolante. Ricordo quegli anni come un susseguirsi di lunghe volate nella polvere delle strade di campagna, nella pioggia e nel vento, perch\u00e9 uscivo anche d\u2019inverno tanta era la passione.<\/p>\n<p>Imperava allora tra i dilettanti un certo Giovanni Rossi di Stradella. Quando egli si presentava alla partenza, non c\u2019era nulla da fare: o per distacco o in volata vinceva sempre.<\/p>\n<p>Quelle gite e il tumulto colorato delle maglie e delle biciclette filanti hanno contribuito in una maniera fondamentale ad avvicinarmi alla natura, ai paesaggi verdi della Lombardia, alla figura dell\u2019uomo intesa nella sua integrit\u00e0.<\/p>\n<p>I colori delle maglie sulla strada bluastra o bianco-rosa mi tentavano ad esprimere con la pittura quel senso estremamente vivo della lotta, della fatica dura dell\u2019uomo, manifestata in modo aperto e leale.<\/p>\n<p>Rivestivo di contenuto epico quel lirico senso di vita, di giovinezza, di scoperta ch\u2019era nel mio cuore, mentre le ruote agili fischiavano sull\u2019asfalto, e la campagna grigia scorreva rapida verso le montagne violacee, sul fondo di cieli bianchi di nuvole. Le ore solitarie nella calura della campagna lombarda d\u2019agosto, mentre lungo il lago m\u2019avviavo solo verso il pian di Spagna e la valle Spluga, erano un invito continuo ad una riflessione attiva e veloce. Il mondo era tutto da scoprire, era tutto da dipingere. Le forme e i colori si riassumevano nella mia mente in una icasticit\u00e0 compendiaria, in un contatto diretto e continuo con la terra ed il cielo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, a poco a poco, nacque il mio quadro \u00abI ciclisti\u00bb, di cui strappai i colori e le forme alla velocit\u00e0, al vento delle discese e alla polvere acre delle provinciali. E al mio sudore sano di ciclista cocciuto e sfortunato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3411 aligncenter\" src=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/10124708\/Un-quadro-nato-in-velocita%CC%80_002.webp\" alt=\"\" width=\"533\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/10124708\/Un-quadro-nato-in-velocita%CC%80_002.webp 533w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/10124708\/Un-quadro-nato-in-velocita%CC%80_002-300x281.webp 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/3408","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3410"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3408"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3408"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3408"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}