{"id":3221,"date":"2020-05-27T13:13:21","date_gmt":"2020-05-27T13:13:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rivistapirelli.org\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=3221"},"modified":"2020-05-27T13:13:21","modified_gmt":"2020-05-27T13:13:21","slug":"il-verde-per-vivere","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/il-verde-per-vivere\/","title":{"rendered":"Il verde per vivere"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":3223,"template":"","categories":[],"tags":[24],"class_list":["post-3221","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-societa-costumi-e-stili-di-vita"],"acf":{"edizione":"N.1, 1966","autore":[{"ID":228,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 16:33:25","post_date_gmt":"2019-04-08 16:33:25","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Sociologo, urbanista e scrittore (1923-1998), si forma come ingegnere civile ma ben presto sviluppa interessi che spaziano dalla politica alla sociologia, dalla letteratura all\u2019urbanistica. Vicino agli ambienti olivettiani, negli anni Cinquanta fonda la rivista \u00abRagionamenti\u00bb con la moglie Armanda Giambrocono, Franco Fortini e Franco Momigliano. Professore di sociologia allo IULM di Milano, insieme al figlio architetto Lorenzo firma il progetto della nuova sede dell\u2019ateneo. \u00c8 autore di numerose pubblicazioni, fra cui <em>Socialismo e verit\u00e0<\/em> (1976); <em>Moneta per Caronte<\/em> (1988); <em>Periferie: le voci dei cittadini<\/em> (1993); <em>Solitudine sociale<\/em> (1996).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Roberto Guiducci","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"roberto-guiducci","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 16:33:30","post_modified_gmt":"2019-04-08 16:33:30","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=228","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"custom_sticky":false,"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Sono note le denunce contro le citt\u00e0 di cemento, le coste congestionate, i paesaggi distrutti dall\u2019invasione edilizia. Si pu\u00f2 dire che la carta delle denunce operate dalla associazione Italia Nostra copra ormai tutte le zone verdi italiane che possedevano caratteri preminenti di bellezza.<\/p>\n<p>Ma per affrontare, ormai, un\u2019opera ricostruttiva in forma moderna, occorre che anche la denuncia si esprima in termini moderni. Il verde non \u00e8 pi\u00f9 difendibile soltanto come spazio di conservazione dell\u2019ambiente primitivo e vergine (considerato una sorta di orto botanico caro alla cultura del Seicento inglese, dell\u2019Illuminismo e del Positivismo), n\u00e9 \u00e8 difendibile meramente come spazio paesaggistico singolare e irripetibile, caro ai romantici. In termini moderni il verde va considerato come un bisogno fondamentale dell\u2019uomo alla stessa altezza della strada, della casa, della scuola, del luogo di lavoro, ecc. Se si \u00e8 fatta strada, sia pure lentamente, la coscienza di attribuire a questi ultimi bisogni uno spazio adeguato, in Italia siamo ancora ben lontani dal volere accettare <em>una quota di spazio verde come necessit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p class=\"Testo\">\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_immagine_testo","composizione_articolo_immagine_testo_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/22155122\/RP_1966_1_Il-verde-per-vivere_001.jpg","composizione_articolo_immagine_testo_testo":"<p class=\"Testo\">Gli indici di attribuzione del verde sono in Italia fra i pi\u00f9 bassi del mondo. Milano conta circa 2 metri quadrati di verde per abitante, Torino 2 e mezzo, Roma 2, mentre Vienna ne ha 50, Helsinki 80, Amburgo 30, Berlino 50, Monaco 160, Madrid 90, Zurigo 55, Los Angeles 30. Anche le citt\u00e0 pi\u00f9 congestionate, come Parigi, hanno almeno 8 metri quadrati, Londra pi\u00f9 di 10, Chicago 20, Bonn 14, ecc. Ma la cosa pi\u00f9 triste e preoccupante \u00e8 che mentre altri Paesi, rendendosi conto della carenza di verde, cercano di elevarne la quota, in Italia, invece, non esistono ancora che timidi tentativi in questa direzione. [&#8230;]<\/p>\n<p class=\"Testo\">Il medesimo discorso vale per i parchi nazionali. Gli Stati Uniti dispongono di 28 parchi nazionali per 87 mila e 500 chilometri quadrati, pi\u00f9 tutta una serie di riserve e di aree particolari protette per circa 19 mila chilometri quadrati. Nell\u2019Unione Sovietica esistono parchi nazionali e riserve per circa 200 mila chilometri quadrati a cui vanno aggiunte altre 40 aree dichiarate riserve naturali. In Inghilterra circa il 4% del territorio nazionale \u00e8 destinato a parchi nazionali e a riserve, e cos\u00ec, di seguito, la Danimarca, l\u2019Olanda, la Jugoslavia, ecc. In Italia fino ad oggi sono istituiti solo quattro parchi nazionali per 1770 chilometri quadrati, pari allo 0,58% del territorio nazionale.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Ma prima di vedere in dettaglio come risolvere questo problema, \u00e8 necessario valutare di quali spazi effettivamente si pu\u00f2 disporre.<\/p>\n<p>Una nota ottimistica, pur nella preoccupazione di questo continuo corso all\u2019occupazione dello spazio, sta nel fatto dello spopolamento progressivo della campagna e della montagna, per cui \u00e8 prevedile, purch\u00e9 si intervenga attivamente nel fenomeno, la possibilit\u00e0 di <em>riconquista<\/em> di larghi spazi paesaggisticamente interessanti oltre i limiti di quelli che erano ritenuti, per ragioni tradizionali, turistici e positivamente godibili. Ma la riconquista di spazi verdi richiede interventi precisi: rimboschimenti, regolazione delle acque, costruzione di strade, riqualificazione dell\u2019ambiente naturale, ecc. Per fare questo, e quindi allargare l\u2019area dei territori da ritenersi positivi per l\u2019uso del tempo libero e per il turismo, occorre sostenere spese rilevanti. Queste spese potranno essere sopportate solo nella misura in cui lo spazio verde non sar\u00e0 considerato come un \u00abverde in s\u00e9\u00bb, ma come uno degli elementi di un sistema organizzato in cui le spese potranno essere ammortizzate nel quadro di un piano organico che preveda infrastrutture e attrezzature comuni sia per l\u2019agricoltura, sia per l\u2019industria, sia per servizi e turismo. Un sistema a larghe maglie infrastrutturali e di attrezzature potr\u00e0, senza rendere le varie attivit\u00e0 contraddittorie fra di loro, servirle tutte in unit\u00e0 economicamente positive.<\/p>\n<p>Secondo questo criterio sar\u00e0 possibile procedere nella riconquista dello spazio. Se 4 mila chilometri su 8 mila complessivi di coste italiane sono gi\u00e0 occupati o compromessi, pu\u00f2 essere possibile mettere in funzione gli altri 4 mila anche se in zone di pi\u00f9 difficile accesso, affrontando contemporaneamente i problemi di una rivalorizzazione agricola e industriale delle aree sottosviluppate. [&#8230;]<\/p>\n<p>L\u2019uso dell\u2019automobile pu\u00f2 far superare largamente il sistema dei punti \u00abfissi\u00bb, siano essi costieri o nell\u2019interno, e sostituirlo con un sistema a <em>grandi circuiti<\/em> di penetrazione che valorizzano intere fasce costiere, montane, lacustri, fluviali, ecc., lungo tutto il corpo del nostro Paese. Con il sistema dei circuiti si potranno stabilire dei percorsi di estremo interesse: coste, interno, centri storici, centri di interesse moderno, centri di spettacoli teatrali, mostre permanenti, festival cinematografici, ecc. [&#8230;] Questa concezione pi\u00f9 larga dello spazio verde supera nettamente il vecchio concetto di \u00abpolo turistico\u00bb derivato, del tutto erroneamente, dal concetto di \u00abpolo industriale\u00bb. Ma se il polo industriale corrisponde a un modello economico giustificato, il polo turistico non \u00e8 giustificato neppure da un punto di vista economico. [&#8230;] Il \u00abmodello terziario\u00bb deve avere caratteristiche proprie e originali che si possono riassumere nei punti seguenti:<\/p>\n<ul>\n<li>attuare il meno possibile forme di lottizzazione disseminate che occupano il maggior spazio, creano il maggior onere di servizio, distruggono nel modo pi\u00f9 grave il paesaggio e non permettono inserimenti di nuove soluzioni. [&#8230;]<\/li>\n<li>concentrare, al contrario, sia residenze unifamiliari, sia case condominiali in alcuni punti ben precisi. [&#8230;]<\/li>\n<li>creare sistemi di rotazione nelle residenze realizzate attraverso alberghi, residence-houses e condomini in affitto;<\/li>\n<li>studiare le residenze in modo che possano essere usate non solo in forma rotatoria, ma anche in forma pluristagionale per poter servire gli abitanti locali nel loro uso continuo del tempo libero, cittadini italiani per vacanze anche brevi e cittadini stranieri per vacanze che essi prendono in tempi diversi da quelli per noi tradizionali;<\/li>\n<li>inserire tutte le iniziative per il tempo libero e turistiche nel quadro di soluzioni urbanistiche comprensoriali o regionali, che comprendano anche attivit\u00e0 economiche nei settori agricolo e industriale, in modo che i costi complessivi di infrastrutturazione e di attrezzatura possano essere distribuiti e non pesare soltanto sull\u2019attivit\u00e0 terziaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[&#8230;] Tutto ci\u00f2 comporta, dunque, non solo un\u2019opera di cosciente e responsabile conservazione, ma anche una cosciente e attiva creazione della bellezza paesistica in zone sempre pi\u00f9 vaste. Siamo ben lontani, in questa concezione, dai limitativi, per quanto giustificati, progetti di conservazione archeologica della natura o di museografia di piccoli tratti riservati alla flora e alla fauna originali. [&#8230;]<\/p>\n<p>Una volta che la collettivit\u00e0 si sar\u00e0 resa conto che il verde \u00e8 un bene sociale ed economico essenziale per il proprio sviluppo, sar\u00e0 possibile una partecipazione collettiva alla cura e alla conservazione del verde come gi\u00e0 sta avvenendo in alcuni Paesi come la Svizzera, l\u2019Inghilterra, la Svezia, ecc., e solo quando, infatti, sar\u00e0 possibile estendere la coscienza di questa necessit\u00e0 in tutti i punti del Paese, i singoli cittadini e gli organi, anche pi\u00f9 decentrati, potranno operare su una linea comune per la conservazione e l\u2019estensione di uno dei patrimoni pi\u00f9 importanti per la vita associata di oggi e ancor pi\u00f9 di domani. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ancora una volta, nel mondo d\u2019oggi, i grandi problemi risolvono quelli minori. Una politica del verde a scala nazionale, potr\u00e0 dare anche al nostro Paese la soluzione ai singoli drammi che ogni giorno ci tormentano e ci affannano, e sembrano senza via d\u2019uscita.<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/3221","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3221"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3221"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3221"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}