{"id":3206,"date":"2020-05-21T15:25:36","date_gmt":"2020-05-21T15:25:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rivistapirelli.org\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=3206"},"modified":"2020-05-21T15:25:36","modified_gmt":"2020-05-21T15:25:36","slug":"locchio-della-telecamera","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/locchio-della-telecamera\/","title":{"rendered":"L\u2019occhio della telecamera"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":3212,"template":"","categories":[],"tags":[19],"class_list":["post-3206","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-cinema-tv-musica-e-spettacolo"],"acf":{"edizione":"N.2, 1961","autore":[{"ID":240,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 16:42:36","post_date_gmt":"2019-04-08 16:42:36","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Critico cinematografico, attore e sceneggiatore (1928-2009), si forma da adolescente leggendo assiduamente le riviste \u00abCinema\u00bb e \u00abFilm\u00bb. Nel 1946 esordisce con l\u2019emittente radiofonica Radio Trieste, per la quale nel dopoguerra segue la Mostra internazionale del cinema di Venezia. Collaboratore di \u00abPanorama\u00bb, \u00abla Repubblica\u00bb e \u00abIl Corriere della Sera\u00bb, fonda la casa di produzione 22 Dicembre realizzando diversi adattamenti cinematografici, televisivi e teatrali. Dopo aver recitato una parte nel film <em>Il posto<\/em> (1961), nel 1989 si aggiudica il Nastro d\u2019argento per la sceneggiatura della <em>Leggenda del santo bevitore<\/em> diretta da Ermanno Olmi.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Tullio Kezich","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"tullio-kezich","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 16:42:41","post_modified_gmt":"2019-04-08 16:42:41","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=240","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"custom_sticky":false,"riassunto":"Il problema preliminare a ogni discorso sui rapporti fra la tv e le altre forme di spettacolo riguarda l\u2019economia e la sociologia piuttosto che l\u2019este","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p class=\"Sottotitolosecondolivello\"><em>Preliminari<\/em><\/p>\n<p class=\"Testoafilo\">Il problema preliminare a ogni discorso sui rapporti fra la <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> e le altre forme di spettacolo riguarda l\u2019economia e la sociologia piuttosto che l\u2019estetica. Formulato nella maniera pi\u00f9 semplice si riassume nella domanda: la <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> ha sottratto e continua a sottrarre spettatori alle forme di spettacolo tradizionali? Da questo interrogativo ne scaturisce inevitabilmente un altro: \u00e8 in corso un processo attraverso il quale la <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> \u00e8 destinata a sostituire in massima parte, nel favore e nel consumo del pubblico, il teatro e il cinema?<\/p>\n<p class=\"Testo\">Un\u2019occhiata alle statistiche pi\u00f9 note \u00e8 sufficiente per formulare una risposta affermativa alla prima domanda; mentre la risposta alla seconda si pu\u00f2 tranquillamente rimandare al futuro, per quel che riguarda i limiti attualmente imprevedibili della diffusione della <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span>, ma senza insistere sul tono apocalittico in uso qualche anno fa.<\/p>\n<p class=\"Testo\">[&#8230;] In taluni casi si potrebbe addirittura affermare, sfiorando il paradosso, che la <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> ha contribuito a concentrare l\u2019attenzione di pi\u00f9 larghi strati di pubblico verso le forme tradizionali di spettacolo. Per quanto riguarda il cinema baster\u00e0 ricordare l\u2019esempio della riesumazione di film del ventennio \u201930-\u201950 sulle varie reti della <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> americana; tale massiccia operazione di rilancio dei vecchi prodotti ha rinnovato l\u2019interesse del pubblico verso i grandi attori e i registi del passato. Considerata commercialmente poco felice dalle stesse case cinematografiche che avevano ceduto i loro film alla <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span>, non si pu\u00f2 negare che l\u2019operazione abbia contribuito nell\u2019insieme al prestigio dell\u2019industria di Hollywood: se non sul terreno dell\u2019attualit\u00e0 economica, almeno su quello dell\u2019arte e del costume.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_immagine_testo","composizione_articolo_immagine_testo_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/18104442\/RP_1961_02_Locchio-della-telecamera_002.jpg","composizione_articolo_immagine_testo_testo":"<p class=\"Testo\">Il teatro di prosa, tanto per fare un altro esempio, ha avuto in Italia dalla <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> un considerevole colpo negli incassi e un indiscutibile rilancio psicologico. La trasmissione regolare di commedie e romanzi sceneggiati pu\u00f2 aver incanalato un nuovo pubblico verso il teatro, sotto la spinta di un neodivismo televisivo pi\u00f9 forte ormai di quello cinematografico. \u00c8 caratteristico il caso di alcuni attori pressoch\u00e9 sconosciuti quando esordirono alla <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> e che sull\u2019onda della popolarit\u00e0 conquistata attraverso lo \u00abschermo di famiglia\u00bb hanno fatto in seguito una eccellente carriera teatrale, spesso diradando le loro apparizioni sul video. La maggior parte degli attori, del resto, mette a frutto la notoriet\u00e0 acquistata alla <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> per fare il teatro, il cinema, i fotoromanzi e la pubblicit\u00e0, portando quindi su queste forme l\u2019interesse dei loro ammiratori. Negli ultimi cinque anni la <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> ha contribuito notevolmente alla divulgazione di talune forme spettacolari.<\/p>\n<p class=\"Testo\">[&#8230;] Un potenziamento notevolissimo \u00e8 stato impresso dal video alla canzone e agli spettacoli musicali, che in questo periodo appassionano un numero incredibile di persone, tanto da far parlare di una forma di psicosi collettiva. Si deve alla <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> anche un relativo risveglio d\u2019interesse per forme di spettacolo considerate fuori moda, come il circo e l\u2019operetta, o riservate a un pubblico specializzato, come i concerti di jazz (purtroppo non si pu\u00f2 dire lo stesso per la musica sinfonica e da camera, che \u00e8 quasi completamente ignorata nei nostri programmi). Nel campo dello sport, che alla <span style=\"font-variant: small-caps;\">tv<\/span> \u00e8 considerato soprattutto spettacolo, il video ha rinnovato la passione per il ciclismo, languente per l\u2019invecchiamento o l\u2019abbandono degli assi pi\u00f9 popolari; ha anche suscitato un certo movimento di curiosit\u00e0 intorno ad attivit\u00e0 sportive tradizionalmente poco seguite in Italia, come il pugilato e l\u2019atletica leggera. Ma vedremo meglio la complessit\u00e0 dei rapporti fra la tv e le forme tradizionali dello spettacolo caso per caso. Naturalmente una trattazione per generi, imposta dalla brevit\u00e0 del nostro studio, comporta qualche arbitrio e qualche approssimazione.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo_immagine","composizione_articolo_testo_immagine_testo":"<p><em>Il cinema<\/em><\/p>\n<p>Negli Stati Uniti il progresso della tv si \u00e8 inserito di prepotenza sulla stanchezza della produzione cinematografica. Pi\u00f9 volte \u00e8 stato osservato che, tv o non tv, il cinema hollywoodiano sulla svolta degli \u00abanni cinquanta\u00bb avrebbe comunque dovuto fare i conti con le proprie insufficienze; la diffusione della tv non ha fatto che aggravare e affrettare un processo gi\u00e0 in corso e dovuto a diversi fattori: la decadenza del divismo, lo sfruttamento eccessivo di formule spettacolari superate, la concorrenza della produzione \u00abintellettuale\u00bb europea e giapponese, la censura. Alla concorrenza della tv il cinema americano ha risposto riducendo la produzione e il numero delle sale, e applicando la politica del <em>wider and deeper<\/em> (pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 profondo), che ha per obiettivo la fabbricazione di un prodotto spettacolare completamente diverso da quello offerto dalle diverse reti televisive.<\/p>\n<p>Il colore non bastava ad assicurare un margine stabile di differenziazione fra cinema e tv in un Paese dove la cromotelevisione era gi\u00e0 a buon punto; l\u2019esperimento tridimensionale, affrontato fra gli ultimi mesi del \u201952 e i primi del \u201954, diede risultati disastrosi per la macchinosit\u00e0 del ricorso agli occhiali necessari a ogni spettatore, e fu subito abbandonato; la stessa sorte si pu\u00f2 prevedere ai recenti esperimenti di cinema olfattivo. La politica del grande schermo, inaugurata sul finire del \u201953, ebbe invece esito felice, con il lancio del Cinemascope, del VistaVision, del Cinerama e degli altri sistemi di ripresa e proiezione che assicurano allo spettatore una visione molto pi\u00f9 ampia e nitida di quella della tv.<\/p>\n<p>La concorrenza della tv, in definitiva, ha inciso soltanto sulla zona intermedia della produzione cinematografica, quella dei film di medio costo e di ambizioni puramente commerciali. A tenere le posizioni del cinema, che sembrano assestate in maniera stabile e accennano forse a una lieve ripresa, sono rimasti i film \u00abcolossali\u00bb e quelli di buon livello artistico: cio\u00e8 le due forme di spettacolo cinematografico che la tv, per i suoi stessi limiti pratici e moralistici, pu\u00f2 imitare ma non uguagliare. In questo senso non si pu\u00f2 dire davvero che sul piano estetico la tv abbia fatto del male al cinema.<\/p>\n","composizione_articolo_testo_immagine_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/18104703\/RP_1961_02_Locchio-della-telecamera_003.jpg"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Vediamo ora quali sono le forme di spettacolo televisivo strettamente legate al cinema.<\/p>\n<ul>\n<li><em>La trasmissione di film preesistenti<\/em>, realizzati per le sale cinematografiche e non per la tv. In Italia il programma non sembra molto gradito e, salvo casi eccezionali di film di particolare valore artistico, ha carattere di riempitivo. In Francia, per esempio, \u00e8 pi\u00f9 in uso. [&#8230;]<\/li>\n<li><em>I telefilm<\/em>. Si tratta di una forma ibrida, in quanto i film realizzati per la tv si distinguono da quelli realizzati per le sale cinematografiche solo per la minore durata (dai venti minuti a un massimo di un\u2019ora e mezza) e per taluni accorgimenti di realizzazione suggeriti dalla necessit\u00e0 di spendere poco. La ripresa di un telefilm somiglia pi\u00f9 alla registrazione di un originale televisivo che alla lavorazione di un film vero e proprio. L\u2019azione prevede pochi ambienti, un numero limitato di attori, una prevalenza di scene in interno. Gli ambienti sono quasi sempre ricostruiti in un unico teatro, come avviene per gli originali televisivi, allo scopo di risparmiare tempo: pochi giorni, infatti, sono di solito sufficienti alla ripresa di un telefilm.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A volte il telefilm rappresenta una realizzazione isolata; pi\u00f9 spesso s\u2019inserisce in una serie avventurosa, poliziesca, sentimentale o comica, imperniata su personaggi fissi in situazioni sempre diverse. La tv ha cos\u00ec riportato in onore la tecnica e il gusto dei <em>serials<\/em> realizzati agli albori del cinema. Sul piano del linguaggio le possibilit\u00e0 del telefilm coincidono in teoria con quelle del film cinematografico. In pratica le ridotte dimensioni dell\u2019immagine inducono i registi a narrare soprattutto con inquadrature in \u00abcampo medio\u00bb e in \u00abprimo piano\u00bb, escludendo i \u00abcampi lunghi\u00bb e i \u00abtotali\u00bb, inefficaci e confusi soprattutto quando sono affollati. L\u2019interesse del realizzatore \u00e8 puntato sui fatti piuttosto che sullo stile, anche perch\u00e9 l\u2019illuminazione dello studio tv non consente, per le solite ragioni di rapidit\u00e0, la minuziosa cura della fotografia concessa all\u2019operatore cinematografico.<\/p>\n<p>\u00c8 innegabile che il fenomeno dei telefilm, preso nell\u2019insieme, interessa pi\u00f9 il commercio che l\u2019arte. Nonostante ci\u00f2, prima di condannare i <em>serials<\/em> del video, si deve sottolineare, nei casi pi\u00f9 riusciti, il contributo che danno alla definizione estetica della \u00abnovella cinematografica\u00bb, una forma che la misura obbligata del film spettacolare aveva progressivamente bandito dagli schermi. Sul piano realizzativo si pu\u00f2 osservare che i telefilm, proprio per l\u2019agilit\u00e0 che deriva loro dal basso costo, non osservano tab\u00f9 di natura divistica e offrono talvolta delle occasioni sostanziose a interpreti, scrittori o registi trascurati dalla produzione cinematografica.<\/p>\n<p>Anche nel campo dei telefilm l\u2019esemplificazione, nel meglio e nel peggio, \u00e8 quasi esclusivamente americana. Accanto a serie che sembrano illustrare l\u2019aspetto pi\u00f9 corrivo del cinema commerciale, ve ne sono altre realizzate con apprezzabile continuit\u00e0 di gusto e riconoscibile impegno. In Italia nel campo del film realizzato appositamente per la tv non si \u00e8 ancora andati oltre lo sperimentalismo, con risultati per lo meno dubbi.<\/p>\n<ul>\n<li><em>Il documentario realizzato per la tv<\/em>. [&#8230;] I documentari realizzati appositamente per la tv si rifanno al giornalismo di attualit\u00e0 e tendono a rompere il diaframma che separa l\u2019immagine dallo spettatore: a mettere cio\u00e8 quest\u2019ultimo in contatto con la realt\u00e0, per mezzo soprattutto di interviste dirette. Nella produzione della tv italiana questa formula, che ha dei precedenti storici nei cinegiornali all\u2019americana, si \u00e8 integrata qualche volta felicemente con la poetica del Neorealismo; e ha contribuito alla scoperta di alcuni aspetti misconosciuti della nostra vita e all\u2019illustrazione di una problematica sociale. Dell\u2019attualit\u00e0 come spettacolo diremo a parte. I servizi giornalistici della tv sono spesso apprezzabili sul piano tecnico per tempestivit\u00e0 e vivacit\u00e0, a parte le considerazioni rituali sulla tendenziosit\u00e0 politica e sull\u2019arbitraria limitazione degli argomenti. La tv italiana non sfiora neppure alla lontana gli argomenti di cronaca nera e giudiziaria; un atteggiamento che evita certi eccessi all\u2019americana, ma riduce anche molto la portata del servizio. Bisogna tuttavia osservare che l\u2019attualit\u00e0 televisiva ha quasi completamente svuotato d\u2019interesse i cinegiornali. [&#8230;]<\/li>\n<\/ul>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_immagine_testo","composizione_articolo_immagine_testo_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/18105030\/RP_1961_02_Locchio-della-telecamera_004.jpg","composizione_articolo_immagine_testo_testo":"<p><em>Il teatro drammatico<\/em><\/p>\n<p>Il discorso sul teatro drammatico alla tv \u00e8 strettamente connesso a quello sui rapporti con il cinema. La messinscena di commedie e drammi per il video trova i suoi precedenti in un cinema di carattere fototeatrale, che prese piede nei primi anni del sonoro. Fu intorno al \u201930 che gli attori e i registi di teatro cominciarono a dedicarsi con maggiore continuit\u00e0 al cinema, trasferendo a volte sulla pellicola i loro spettacoli pi\u00f9 apprezzati. Per molti anni la critica, pur apprezzando dov\u2019era il caso il contributo dei singoli artefici, continu\u00f2 a considerare il teatro filmato un genere intermedio fra la prosa e il film, privo per definizione della purezza espressiva propria alle opere pensate esclusivamente per il cinema.<\/p>\n<p>Questi scrupoli puristi sono caduti nel secondo dopoguerra, di fronte ad alcuni risultati eccezionali del fototeatro. La critica francese ha il merito di aver difeso e valorizzato il cinema <em>d\u2019adaptation<\/em>, che oggi non viene pi\u00f9 considerato un genere inferiore e contaminato. \u00c8 chiaro infatti che il regista cinematografico pu\u00f2 presentare un\u2019interpretazione molto personale di un testo teatrale, valendosi di un linguaggio rigorosamente filmico [&#8230;].<\/p>\n<p>Le stesse considerazioni critiche conferiscono pieno diritto anche al teatro drammatico visto attraverso le telecamere. [&#8230;] Esistono tuttavia alcune limitazioni pratiche che finiscono per assumere un certo valore anche sul piano estetico. In primo luogo si deve notare che il regista tv segue l\u2019azione attraverso i due o tre punti obbligati (anche se parzialmente mobili) delle telecamere; non ha quindi l\u2019infinita variet\u00e0 di angolazioni di cui dispone il regista cinematografico. Di pi\u00f9, il regista tv deve eseguire il montaggio delle immagini scegliendole sul monitor durante la trasmissione, cio\u00e8 mentre l\u2019azione \u00e8 in corso; rincorrendola, quasi, nell\u2019assillo di sottolinearne i valori. [&#8230;] Altre limitazioni; gli attori devono recitare ogni atto di fila, affidandosi alla memoria e a un minimo soccorso del suggeritore (ma talvolta al pi\u00f9 consistente ausilio di cartelli e scritte fuori campo); macchine e microfoni devono giostrare intorno agli interpreti senza far sentire la propria presenza, cio\u00e8 in uno spazio ridottissimo; l\u2019illuminazione, come accade per i telefilm, non ha tutte le possibilit\u00e0 espressive del cinema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Ci sembra perci\u00f2 giusto definire la prosa alla tv come uno spettacolo teatrale sostenuto e sostanziato da alcune risorse di carattere cinematografico. Pur facendo uso di trasparenti, sfondi fotografici e inserti filmati, il regista tv \u00e8 legato allo svolgersi dell\u2019azione secondo un ritmo tipicamente teatrale. Pu\u00f2 far sentire il suo peso sul piano visivo, imponendo uno stile alle immagini, ma non godr\u00e0 mai della libert\u00e0 di un regista cinematografico e non potr\u00e0 staccarsi granch\u00e9 dal teatro. Le sue possibilit\u00e0 espressive sono ancora ridotte, fin quasi a scomparire del tutto, nel caso che l\u2019opera drammatica non sia trasmessa da uno studio ma ripresa da un normale teatro; in questo caso l\u2019illuminazione peggiora, la posizione frontale delle telecamere non consente frequenti variazioni di inquadratura, la scenografia e la recitazione non rispondono alle esigenze di una ripresa televisiva. A proposito della recitazione si pu\u00f2 aggiungere che nella tv l\u2019attore deve orientarsi pi\u00f9 verso il cinema che verso il teatro: il video infatti non tollera eccessi nella dizione, fa rilevare implacabilmente ogni forzatura in senso teatrale.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che anche per quel che riguarda la crisi del teatro drammatico, come abbiamo gi\u00e0 visto per il cinema, le spese della concorrenza televisiva le ha fatte il cosiddetto \u00abteatro di consumo\u00bb, lo spettacolo medio, e non lo spettacolo di eccezionale livello artistico. Proprio alla tv, invece, si \u00e8 rifugiato il repertorio pi\u00f9 fiacco e anonimo del teatro italiano fra le due guerre, che sta beneficiando di un inutile rilancio. Accanto a queste commediole, ma sempre con discutibili criteri di discriminazione moralistica, la tv italiana presenta anche opere drammatiche di maggior impegno e classici, in allestimenti quasi sempre pi\u00f9 che apprezzabili dal punto di vista tecnico e artistico.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo_immagine","composizione_articolo_testo_immagine_testo":"<p><em>L\u2019originale televisivo<\/em><\/p>\n<p>Per originale televisivo si intende uno spettacolo drammatico di varia durata che viene ripreso con la tecnica tele-teatrale, sempre come fosse in trasmissione diretta anche quando la diffusione non \u00e8 immediata e si ricorre alla registrazione. Il genere stilisticamente sta fra il teatro e il cinema [&#8230;].<\/p>\n<p>Converr\u00e0 aggiungere che l\u2019originale tv ha avuto qualche anno di fioritura negli Stati Uniti, dove un intero gruppo di giovani scrittori ha saputo inserirvi preoccupazioni psicologiche e sociologiche, in una dimensione intimista e neorealistica favorita dai limiti del mezzo. [&#8230;] In Italia, dove la crisi della drammaturgia teatrale \u00e8 ben pi\u00f9 sensibile che negli Stati Uniti, l\u2019originale tv non ha ancora dato frutti importanti. Il genere \u00e8 poco coltivato dalla nostra tv, che preferisce orientarsi sui romanzi sceneggiati a puntate, ideati e realizzati come opere drammatiche od originali. I romanzi sceneggiati derivano la loro struttura episodica dal cinema muto e dai loro precedenti radiofonici.<\/p>\n<p>L\u2019opera lirica, l\u2019operetta e lo spettacolo musicale<\/p>\n<p>[&#8230;] Nel panorama odierno, a una parziale rinascita dovuta all\u2019operosit\u00e0 di ottimi musicisti e cantanti nonch\u00e9 al miglioramento della messinscena, fa da contrappeso la vita economicamente precaria degli enti lirici, largamente sovvenzionati, e l\u2019innegabile inaridimento del filone creativo dopo la grande stagione del melodramma verista. Alla tv l\u2019opera viene trasportata con criteri analoghi a quelli che sovrintendono all\u2019esecuzione di un testo drammatico e secondo formule gi\u00e0 sperimentate nei melodrammi filmati. Un inconveniente \u00e8 rappresentato dal fatto che l\u2019opera alla tv, come del resto le parti cantate dell\u2019operetta e di alcuni spettacoli misti di prosa e musica, deve servirsi del <em>playback<\/em> [&#8230;]. Anche se \u00e8 opinione comune che il melodramma sottratto al suo ambiente naturale perda una parte del suo fascino, si sono dati numerosi casi di opere eseguite alla tv con propriet\u00e0 e decoro. Non risulta che la tv abbia distratto dai teatri lirici l\u2019afflusso degli appassionati, mentre invece \u00e8 noto che molti artisti hanno trovato sul video un eccellente trampolino di lancio. Lo stesso si pu\u00f2 dire dell\u2019operetta, che anzi ha avuto dalla tv un parziale rilancio. [&#8230;] Il balletto, lo spettacolo di variet\u00e0 musicale, la rivista e il <em>musical<\/em> vero e proprio sono alcuni fra i generi pi\u00f9 assiduamente coltivati dalla televisione. Il piccolo schermo favorisce l\u2019esibizione individuale del comico, del cantante o del ballerino, piuttosto che i grandi quadri coreografici ricalcati dai film musicali americani: ma anche questi vengono realizzati, alla tv italiana, con alterna fortuna e con decoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","composizione_articolo_testo_immagine_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/18105034\/RP_1961_02_Locchio-della-telecamera_005.jpg"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Il regista pu\u00f2 rompere la monotonia di una sfilata di attrazioni in uno spettacolo di variet\u00e0 cambiando l\u2019illuminazione, la posizione degli interpreti, le inquadrature e la loro scelta; oppure, come s\u2019\u00e8 visto recentemente alla tv italiana, con trucchi elettronici che consentono di ingrandire, rimpicciolire, dimezzare e moltiplicare le persone, o di inserire nell\u2019inquadratura elementi disparati.<\/p>\n<p>[&#8230;] Nella ripresa degli spettacoli di circo, che avviene sempre in collegamento con l\u2019uno o l\u2019altro dei complessi esistenti, la tv segue i criteri stilistici e tecnici delle telecronache d\u2019attualit\u00e0. I circhi sollecitano la collaborazione della tv per ragioni pubblicitarie e, a quanto pare, riescono ad allargare la cerchia della loro clientela dopo ogni apparizione sul video.<\/p>\n<p><em>Lo sport come spettacolo<\/em><\/p>\n<p>Alla tv la telecronaca di una partita di calcio, di un incontro di pugilato, delle fasi salienti e dell\u2019arrivo di una gara ciclistica, assume soprattutto un valore di spettacolo. Come si vedr\u00e0 meglio parlando delle telecronache d\u2019attualit\u00e0, la tv riesce a estrarre dall\u2019avvenimento che sta riprendendo gli elementi spettacolari. In questo senso, pur annullando la possibilit\u00e0 della partecipazione viva dello spettatore, una buona ripresa di un avvenimento agonistico soddisfa quasi completamente l\u2019appassionato, che spesso \u00e8 messo in grado di seguire pi\u00f9 da vicino e attentamente le varie fasi dell\u2019avvenimento stesso. Perci\u00f2 gli accordi fra la tv e gli organizzatori di gare sportive sono sempre difficili e laboriosi: la telecronaca diretta, infatti, riduce inevitabilmente le presenze del pubblico e produce un danno economico che dev\u2019essere compensato in partenza. \u00c8 stato notato che le ampie telecronache e i servizi con interviste e commenti che la tv dedica a determinate manifestazioni di grande rilievo attenuano l\u2019interesse del pubblico per i giornali sportivi e ne riducono la tiratura.<\/p>\n<p><em>L\u2019attualit\u00e0 come spettacolo<\/em><\/p>\n<p>Il contributo pi\u00f9 originale della tv alle arti dello spettacolo \u00e8 senza dubbio la capacit\u00e0 gi\u00e0 rilevata di individuare attraverso l\u2019occhio quadrato delle telecamere gli elementi spettacolari, cio\u00e8 potenzialmente drammatici, di un qualsiasi avvenimento colto nell\u2019atto stesso in cui si svolge. \u00c8 una forma perfetta di giornalismo, tempestiva al massimo e ai limiti dell\u2019obiettivit\u00e0 pur essendo gi\u00e0 interpretata drammaticamente. Infatti il varo di una nave, un matrimonio, una manifestazione di piazza, la cerimonia di una premiazione assumono sul video un rilievo narrativo, quasi di interpretazione elaborata, che tuttavia si avvale esclusivamente e rigorosamente di elementi reali.<\/p>\n<p>Si potrebbe dire, arrischiando un\u2019iperbole, che la tv \u00e8 in grado di cogliere il potenziale drammatico intrinseco nei fatti e negli incontri umani, la loro capacit\u00e0 di attuarsi in narrazione e in spettacolo. [&#8230;] Di fronte a una riuscita telecronaca siamo spesso costretti ad ammettere che non c\u2019\u00e8 spettacolo pi\u00f9 affascinante della realt\u00e0, non c\u2019\u00e8 <em>suspense<\/em> meglio preparata di quella che il caso si preoccupa di tenere in piedi, non c\u2019\u00e8 attore pi\u00f9 bravo di un uomo qualsiasi che \u00abinterpreta\u00bb se stesso davanti alle telecamere. Il confronto con questo aspetto della tv, a nostro avviso, pu\u00f2 giovare alle forme tradizionali dello spettacolo, contribuire al loro svecchiamento, alla loro depurazione da ogni scoria letteraria o estetizzante.<\/p>\n<p>L\u2019attualit\u00e0 come spettacolo televisivo apre due diverse prospettive all\u2019uomo d\u2019oggi. Da un lato pu\u00f2 contribuire ad affinare la sua maniera di osservare la realt\u00e0, a suscitare le sue curiosit\u00e0 per gli aspetti che di volta in volta il video porta in primo piano; in questo senso, naturalmente, la tv ha un evidente valore pedagogico e divulgativo. Dall\u2019altro lato c\u2019\u00e8 il rischio che l\u2019abitudine a considerare la realt\u00e0 attraverso la mediazione della \u00abcamera\u00bb possa atrofizzare l\u2019interesse per il fatto vero, indirizzandolo decisamente verso la rappresentazione. Tra questi due poli, positivo e negativo, \u00e8 compresa l\u2019intera gamma delle possibilit\u00e0 della tv, la chiave della sua influenza sul mondo in cui viviamo. [&#8230;]<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/3206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3212"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}