{"id":1053,"date":"1948-11-10T12:59:15","date_gmt":"1948-11-10T12:59:15","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=1053"},"modified":"2019-05-16T08:59:18","modified_gmt":"2019-05-16T08:59:18","slug":"la-vita-di-nuvolari","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/la-vita-di-nuvolari\/","title":{"rendered":"La vita di Nuvolari"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1329,"template":"","categories":[],"tags":[18],"class_list":["post-1053","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-sport"],"acf":{"edizione":"N.1, 1948","autore":[{"ID":360,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 09:58:23","post_date_gmt":"2019-04-09 09:58:23","post_content":"<p class=\"p1\">Giornalista, fotografo e scrittore (1898-1960). Figura storica del \u00abCorriere della Sera\u00bb, per cui lavorer\u00e0 dal 1926 fino alla morte, all\u2019intensa attivit\u00e0 giornalistica alterna fin da giovane quella letteraria, pubblicando poco pi\u00f9 che ventenne il primo libro <i>L\u2019acqua alla gola<\/i> (1921), seguito da <i>Io, povero negro<\/i> (1929), <i>Domenica al mare<\/i> (1931) e <i>Udienza a porte chiuse<\/i> (1957). Celebre inviato al seguito di venticinque Giri d\u2019Italia e di altrettanti Tour de France, \u00e8 considerato un maestro del giornalismo sportivo e uno dei primi fotoreporter grazie ai volumi <i>Sotto i cieli d\u2019Africa<\/i> (1936) e <i>La via nera<\/i> (1938). Autore per la radio e per il teatro, \u00e8 fondatore del premio letterario Bagutta.<\/p>","post_title":"Orio Vergani","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"orio-vergani","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 09:58:23","post_modified_gmt":"2019-04-09 09:58:23","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=360","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1330\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171814\/Nuvolari_001.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171814\/Nuvolari_001.jpg 560w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171814\/Nuvolari_001-150x150.jpg 150w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171814\/Nuvolari_001-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/em><\/p>\n<p>Non ho una mia teoria sulla \u00abPadania\u00bb, ma ne conosco abbastanza i paesi, e gli uomini che vi nascono. Non ho una mia speciale teoria sugli uomini della montagna e sugli uomini della pianura, come personaggi appartenenti a due favole differenti, a due differenti e avverse mitologie. So per\u00f2 che gli uomini portano spesso in s\u00e9 una patria diversa da quella della loro origine geografica. Senza che lo sappiamo, perfetti uomini di mare salgono, per esempio, ogni mattina in tram con noi a Milano o a Torino. [\u2026] Solo pochi fortunati conoscono la precisa patria del loro spirito e del loro destino, e questo spiega perch\u00e9 il mondo sia abitato da una infinita maggioranza di esiliati. Questo spiega, in determinati individui, e in determinate circostanze, il sorgere di quegli straordinari atti rivoluzionari che sono il sogno e la poesia, completamente indipendenti dal nostro vivere organico, e, diciamo cos\u00ec, anagrafico. [\u2026]<\/p>\n<p><em>Il diavolo in corpo<br \/>\n<\/em>Sembrer\u00e0 strano che io scriva queste cose mentre il tema che mi sono offerto \u00e8 quello di narrare la vita di un corridore automobilista. Ma io scrivo questo perch\u00e9 cerco di penetrare dentro alla vita segreta di questo corridore, che mi \u00e8 apparso come un uomo taciturno e con gli occhi velati di melanconia, e dunque illuminati da una misteriosa vita interiore.<\/p>\n<p>Un suo amico che ci stava accanto mentre gli parlavo, o meglio mentre cercavo di interrogarlo \u2013 quello che noi chiediamo agli uomini \u00e8 sempre molto differente da quello che vorremmo realmente chiedere loro \u2013 mi disse: \u00abLei dovrebbe vederlo in certi momenti. \u00c8 l\u2019incarnazione del diavolo\u00bb. Invece io non trovavo nessuna traccia di demonismo nell\u2019uomo che mi stava di fronte. No. Il silenzioso e vorrei dire quasi timido uomo che mi stava vicino non sapeva di zolfo. E devo dire che sono anche convinto che la sua vera vita non \u00e8 quella che ho trovata riscritta, secondo il formulario della normale informazione della cronaca sportiva, in certi molto difficilmente reperibili volumetti dedicati alla sua biografia, pieni di cifre e di precisi cronometratissimi ricordi di imprese sportive. Cos\u00ec, come non ero d\u2019accordo con la platonica immagine demoniaca che mi veniva suggerita dall\u2019amico del corridore, cos\u00ec mi dovevo scoprire niente affatto d\u2019accordo con l\u2019altra immagine che dello stesso corridore avrebbero voluto comporre innanzi ai miei occhi i compilatori delle piccole biografie popolari, per altro lato del resto preziosissime, che un ottimo compagno di lavoro aveva ritrovato per me nei suoi archivi. [\u2026]<\/p>\n<p>Ho cercato di capire il campione in una sua assomiglianza intima nella quale forse egli stesso non avrebbe potuto essermi di guida. Per questo gli chiedo scusa se trover\u00e0 qui ben poco di quello che gli ho chiesto e ben poco di quello che mi ha risposto, e ben poco anche di ci\u00f2 che \u00e8 dominio della cronaca e dei libri d\u2019oro dello sport. Io ho cominciato con il veder, dietro lui, la sua pianura natale. E per questo il mio tentativo di ritratto campeggia su uno sfondo di quella pianura ai cui profili e ai cui segreti non ancora esplorati ho accennato in principio, solo apparentemente divagando.<\/p>\n<p>Questa pianura era un mare, negli antichissimi tempi, e le sue terre ne hanno conservata la lunga distesa, senza pi\u00f9 movimento, ma carica, nei suoi fondali segreti, di infinite essenze marine. Io penso che nella notte, sotto alle stelle, o nella bonaccia dei pigri afosi pomeriggi d\u2019agosto, dal sottosuolo della Padania, l\u00e0 dove essa \u00e8 pi\u00f9 lontana dalla visione dei remoti monti cerulei dell\u2019Alpe e da quella dei grigi e verdi monti dell\u2019Appennino, salga non so quale lontano ed epico spirito marino. \u00c8 forse esso che d\u00e0 a tanti suoi uomini quella vastit\u00e0 d\u2019anima che port\u00f2 Virgilio egualmente verso la poesia epica e verso quella georgica e gli fece veder in moto, sotto alle medesime stelle, gli eroi del tempo di Enea e gli uomini intenti alle opere rustiche, guidate dai ritmi segreti, eterni e dolcissimi, delle stagioni.<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1333 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171819\/Nuvolari_004.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171819\/Nuvolari_004.jpg 560w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171819\/Nuvolari_004-150x150.jpg 150w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171819\/Nuvolari_004-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/>Misterioso galoppo<br \/>\n<\/em>[\u2026] Prima d\u2019oggi mi \u00e8 accaduto spesso di incontrare il piccolo magro uomo di cui sto cercando di disegnare il ritratto segreto e di conoscere la vita segreta sulle rive di quel lago che il padano Virgilio chiam\u00f2 il \u00abBenaco marino\u00bb, L\u2019uomo che ho conosciuto negli autodromi smaltati circondati dalle nere praterie di folla, l\u2019uomo che ho conosciuto in mezzo al gorgo delle velocit\u00e0 e ai cicloni dei motori, lo vedo camminare talvolta in silenzio su quelle rive che gli sono diventate amiche con i loro lunghi smemoranti silenzi. Su quelle rive, quando pu\u00f2, egli cerca di riposare e di guarire dal male che ogni tanto, durante la corsa, gli danno i tossici delle essenze che alimentano il motore. Nelle quiete arie del lago egli combatte i veleni delle infinite corse alle quali i suoi occhi ed i suoi nervi hanno dato guida. Passeggia in silenzio, con qualche amico, il piccolo magro uomo dai capelli che cominciano a diventare grigi, sul lungolago fiorito per un piccolo paradiso di villeggiatura. Pensa forse ai motori urlanti e alle piste vertiginose? Non lo so. Probabilmente quello \u00e8 il suo costante pensiero sottinteso, perch\u00e9 tutta la sua vita si \u00e8 equilibrata e slanciata sul rotare vertiginoso delle ruote che obbediscono alle esplosioni di un motore e ai polsi che reggono un manubrio o un volante. La maggior parte di quelle che si chiamano interviste \u00e8 fatta di domande inutili, e per questo non ho mai chiesto nulla a Nuvolari, incontrandolo sul lungolago dove cerca riposo. Mi \u00e8 accaduto di udire di lontano la sua voce calma e sommessa, e di osservare il suo viso asciutto, di disegno sottile, intento e riflessivo, dove la gioia e la melanconia si stendono e si effondono, come nella pittura degli antichi, per velature sottili.<\/p>\n<p><em>Il servo nel burrone<br \/>\n<\/em>E una sua immagine mi \u00e8 apparsa due volte sotto diverse sembianze. La prima \u00e8 leonardesca: appartiene alla storia di Leonardo, senza che per questo io abbia dovuto vestire il mio uomo con i coloratissimi panni di un uomo del Cinquecento. Ricordate la leggenda, che forse \u00e8 verit\u00e0, del servo fedele, e pi\u00f9 che servo, amico di Leonardo e testimone dei suoi lunghi studi sul volo degli uccelli? Leonardo, a imitazione di quelle degli uccelli aveva costruito due grandi ali, adatte forse a sorreggere un uomo nel vuoto, e le teneva riposte in un suo appartato cantiere, dubitoso ancora se provarle o no. In segreto, trascinato dalla fede nel genio del suo padrone, il suo servo decise di provarle, audacissimo se le leg\u00f2 alle spalle, e con quelle si gett\u00f2 da un monte, rimettendoci, a quanto pare, con grande dolore del padrone che lo ritrov\u00f2 gemente in fondo ad un burrone, le ossa delle gambe. Fosse nato nel Cinquecento \u2013 diceva la mia fantasia mentre guardavo il piccolo uomo silenzioso che passeggiava fra le aiuole di gerani del lungolago serenissimo e silenziosissimo \u2013 senza dubitare un attimo quell\u2019uomo si sarebbe legate le ali di Leonardo alle spalle e anche lui si sarebbe buttato da un monte.<\/p>\n<p>L\u2019altra immagine era pi\u00f9 recente, ma apparteneva anch\u2019essa, come la prima, ai regni dell\u2019aria. La figura di quell\u2019uomo sottile e leggero, modellato di soli nervi, dai movimenti leggeri e cauti \u2013 mi ha colpito, parlando con il campione, la sua abitudine di evitare tutti i movimenti e i gesti inutili, propria forse dell\u2019uomo di cui, ogni pi\u00f9 piccolo gesto, al volante, si ripete con potenza moltiplicata sulla macchina \u2013, mi rammentava le figure d\u2019uomo che, nelle vecchie stampe che illustrano la storia della conquista dell\u2019aria, si vedono alla manovra dei primi apparecchi volanti di Besnier, di Degen, e finalmente, nel 1896, quando il mio uomo era ancora un bambino col grembiule, di Chanute, di Pilcher e di Lilienthal; ometti che sognavano o addirittura tentavano di sfidare gli spazi sospesi o afferrati a leggere ali di giunco e di seta, disegnate, pi\u00f9 che come quelle delle rondini, come le ali dei pipistrelli. Nuvolari, un Nuvolari del tempo, mi dicevo, ecco l\u2019uomo che \u00e8 mancato a Chanute e a Lilienthal per affidarsi con le prime ali, pi\u00f9 leggere di quelle dei cervi volanti, ai venti. Se fosse stato cos\u00ec oggi avremmo il suo ritratto in qualche vecchia curiosa e rara incisione in legno, di un gusto, ormai, quasi gozzaniano.<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1331\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171816\/Nuvolari_002.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171816\/Nuvolari_002.jpg 700w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171816\/Nuvolari_002-300x193.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>Fantino mancato<br \/>\n<\/em>Ho domandato a Nuvolari se era mai montato a cavallo. La sua misura \u00e8 quella dei fantini, la sua figura \u00e8 quella degli antichi volteggiatori di cavalleria. Alla mia domanda, i suoi occhi si sono illuminati. Quando era ragazzo, infatti, avevano pensato di far di lui un fantino. Ed ecco l\u2019immagine del mio Nuvolari completarsi su uno sfondo di cavalli, nelle infantili sue campagne di Padania. [\u2026]<\/p>\n<p><em>La carrozza a petrolio<br \/>\n<\/em>Un corridore non \u00e8 n\u00e9 uno storico n\u00e9 un raccoglitore di vecchie stampe.<br \/>\nNella lontananza del ricordo, Nuvolari pesca, sorridendo, un nome che appartiene all\u2019araldica dei motori e che sa quasi di storia delle crociate: Hupmobile. \u00c8 il nome della prima automobile su cui sal\u00ec, di cui tocc\u00f2 il primo freno, di cui sfior\u00f2 il primo pedale. Forse erano gi\u00e0 dimenticati i cavalli, forse erano gi\u00e0 dimenticate le biciclette del padre e dello zio, campioni italiani di ciclismo in tempi in cui per correre bastava la speranza di una piccola medaglia. \u00c8 arrivata, non si sa pi\u00f9 n\u00e9 da dove n\u00e9 come, la Hupmobile. Nella quiete dei grandi stradali della Padania, esperti fino allora solo del lento passo dei buoi virgiliani, \u00e8 passata e si \u00e8 fermata, e Tazio pu\u00f2, a 13 anni, provarla di nascosto, la \u00abcarrozza che beve petrolio\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 arrivata con il primo filo della luce elettrica, con la notizia che il primo uomo, un americano, si \u00e8 levato in volo, con la notizia che un italiano ha inventato un telegrafo con il quale, senza filo, si pu\u00f2 parlare attraverso gli oceani. \u00c8 arrivata la macchina che con il suo passaggio, con il suo fermarsi innanzi al cascinale di Casteldario segner\u00e0 il destino di quel monello di 13 anni che \u00e8 preso dalle infantili speranze di un\u2019evasione verso qualche prova che significhi ardire e conquista. [\u2026]<\/p>\n<p>La velocit\u00e0 \u00e8 nell\u2019istinto di Nuvolari, sorgendo dall\u2019istinto del sangue paterno. \u00c8 per questo istinto che egli ha cercato qualcosa di sempre pi\u00f9 veloce, il cavallo, l\u2019infantile bicicletta, la vecchia motocicletta dello zio, inforcata per correre di nascosto al riparo delle file dei salici, rasentando i fossi; e poi le prime automobili, i primi aeroplani. Se si dedicasse tutto all\u2019aviazione sarebbe un pilota da caccia, e gli piacerebbe certamente di inventare le prime acrobazie, i \/tonneaux\/, le campane, i \/loopings\/, il passaggio sotto l\u2019arco di ferro della torre Eiffel. Ma solo la strada d\u00e0 la misura inebriante della velocit\u00e0. [\u2026]<\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1332 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171817\/Nuvolari_003.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171817\/Nuvolari_003.jpg 560w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171817\/Nuvolari_003-150x150.jpg 150w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11171817\/Nuvolari_003-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/>Sulla lama d\u2019asfalto<br \/>\n<\/em>La velocit\u00e0 cresce con lui. Dagli ansanti trabiccoli dell\u2019adolescenza si arriver\u00e0 ai fulminei rossi monoposti. Si affinano i mezzi meccanici, si allargano le piste, e le strade dell\u2019Ottocento, le sassose e polverose strade dell\u2019Ottocento, diventano i lucidi nastri d\u2019asfalto, grigi e neri, del Novecento. La marcia del campione \u00e8 eguale alla marcia della velocit\u00e0. La sua corsa \u00e8 sempre e deve esser sempre ai limiti estremi della resistenza del materiale, ai limiti estremi del pericolo. Tutta la sua vita \u00e8 scritta con la freccia nervosa e leggera della lancetta del tachimetro. Ogni tempo ha i suoi eremiti e le sue religioni. Mi pare che Nuvolari sia l\u2019eremita della velocit\u00e0. Certamente non c\u2019\u00e8 uomo pi\u00f9 solo con se stesso di quanto sia il corridore sulla sua macchina quando il distacco del freno lo ha sganciato dalla linea di partenza, e deve tuffarsi d\u2019un balzo, con un rapido accrescere dell\u2019urlo del motore, nel gordo della velocit\u00e0. Centinaia di migliaia di persone sono ferme, ai bordi della strada o ai lati della pista, a guardare, ma tutte quelle vite e tutti quegli sguardi non sono, per il corridore, altro che una siepe oscura e indistinta da cui non si ode nemmeno giungere la voce incitante. Non ci sono, attorno, n\u00e9 le tribune di un autodromo n\u00e9 le montagne di un circuito, n\u00e9 gli uomini n\u00e9 la natura, n\u00e9 il cielo n\u00e9 la terra. Tutto scompare. L\u2019uomo \u00e8 solo sul nastro freneticamente sempre pi\u00f9 sottile della strada, in equilibrio sulla vertiginosa lama d\u2019asfalto che accorre vertiginosa sotto alle sue ruote, e che all\u2019improvviso si incurva, devia, si snoda a capriccio, si inerpica, discende, ritorna per un tratto rettifilo saettante e poi di nuovo sembra affondare nel tunnel del viale o fra le grigie parapettate di pietra della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Al volante l\u2019uomo \u00e8 solo pi\u00f9 che l\u2019eremita nel deserto, pi\u00f9 che in una grotta fra le nevi, pi\u00f9 che in uno speco sul ciglio di un burrone.<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/1053","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1053"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1053"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1053"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}