{"id":1048,"date":"1954-07-10T17:36:37","date_gmt":"1954-07-10T17:36:37","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=1048"},"modified":"2019-05-13T08:50:50","modified_gmt":"2019-05-13T08:50:50","slug":"la-massaia-al-polietilene","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/la-massaia-al-polietilene\/","title":{"rendered":"La massaia al polietilene"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1314,"template":"","categories":[],"tags":[24],"class_list":["post-1048","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-societa-costumi-e-stili-di-vita"],"acf":{"edizione":"N.4, 1954","autore":[{"ID":164,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 15:54:06","post_date_gmt":"2019-04-08 15:54:06","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Scrittrice e giornalista, Maria Luisa \u00abMarise\u00bb Ferro (1907-1991) esordisce nel 1932 con il romanzo Disordine. Negli anni Trenta cura diverse traduzioni dal francese e collabora con le testate \u00abL\u2019Ambrosiano\u00bb, \u00abPan\u00bb e \u00abIl Resto del Carlino\u00bb. Sposata con Guido Piovene, si lega in seconde nozze al critico letterario Carlo Bo. Nel dopoguerra collabora con \u00abMilano Sera\u00bb, \u00abOmnibus\u00bb, \u00abSettimo Giorno\u00bb, \u00abTempo\u00bb, \u00abEpoca\u00bb e \u00abL\u2019Europeo\u00bb. Tra le sue pubblicazioni: <em>Barbara<\/em> (1934); <em>Lume di luna<\/em> (1947); <em>Le romantiche<\/em> (1958): <em>La violenza<\/em> (1967); <em>La donna dal sesso debole all\u2019unisex<\/em> (1970); <em>Irene muore<\/em> (1974); <em>La ragazza in giardino<\/em> (1976); <em>La sconosciuta<\/em> (1977).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Marise Ferro","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"marise-ferro","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 15:54:12","post_modified_gmt":"2019-04-08 15:54:12","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=164","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Infrangibili, lavabili, coloratissimi gli oggetti in gomma e materia plastica, per la casa<\/strong><\/em><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-2154\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18122056\/La_massaia_al_polietilene_004.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"560\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18122056\/La_massaia_al_polietilene_004.jpg 560w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18122056\/La_massaia_al_polietilene_004-150x150.jpg 150w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18122056\/La_massaia_al_polietilene_004-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p>Ricordo che quando ero bambina \u2013 abitavo un paese di mare \u2013 una volta il mese vedevo la cuoca distaccare tutte le pentole di rame dalla cucina, riempirne un enorme cesto e chiamare il giardiniere perch\u00e9 l\u2019aiutasse a portarlo in un dato punto del giardino. Era un punto, per lei, strategico, sotto un albero di mimosa sensitiva dai bei rami spioventi che facevano ombra, vicino a una pompa a mano. Si accosciava sull\u2019arena e, preso un limone che tagliava a met\u00e0, io intrideva di sabbia e incominciava a strofinare le pentole di rame. Strofinava energicamente e ciocche di capelli penduli a poco a poco le coprivano tutto il viso come i fili di una paglia fine. Finito di strofinare andava alla pompa, sciacquava la pentola e quindi la metteva ad asciugare al sole. Dopo un\u2019ora di lavoro intorno a lei era una zona rutilante, inguardabile, i rami al sole risplendevano, cos\u00ec lustri da parere di una materia abbacinante.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Confesso che l\u2019opera della cuoca mi piaceva e che appagava il mio bisogno di meraviglioso. Oggi, quale bambino potr\u00e0 ancora contemplare una donna intenta a pulire i rami della cucina in una maniera tanto semplice e rudimentale? Limone e sabbia, quando in commercio vi sono prodotti che rendono i metalli simili all\u2019oro, all\u2019argento? Credo nessuno. Oggi del resto, nelle nostre cucine \u2013 bianche, laccate, anonime \u2013 esistono, visibili, materie che col metallo non hanno pi\u00f9 nessuna attinenza. Il metallo che adoperiamo, alluminio o ferro smaltato che sia, \u00e8 riposto, chiuso, tutto segreto. Ci\u00f2 che vediamo nelle nostre cucine, per\u00f2, \u00e8 oltremodo festoso perch\u00e9 \u00e8 colorato. Da quando la massaia pu\u00f2 scegliere tra i nuovi prodotti, quelli dai terribili nomi: cloruro di polivinile (o \u00abvipla\u00bb, \u00absicron\u00bb, \u00absolvic\u00bb); polietilene (o \u00abfertene\u00bb, \u00abalcatene\u00bb), gomma sintetica, materia plastica, ecc., non ha che l\u2019impaccio della scelta: i rosa, gli azzurri, i rossi, i verdi, i gialli, i bianchi, sono i pi\u00f9 belli che si siano mai visti, carnosi e spessi, sembrano, quasi, avere tepore, essere quasi, mi si permetta di dirlo, della pasta del fiore. Questi prodotti modernissimi, derivati dalla gomma, dalle resine, sono belli da vedere oltre che comodi.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Una bottiglia da mezzo litro o da un litro per il latte, che cosa \u00e8 secondo la nostra abituale immaginazione? Una brutta bottiglia di rozzo vetro. Ma ecco che invece, grazie al polietilene, diventa una bella bottiglia di un bianco grasso, scanellata, con tappo di sicurezza azzurro splendente. E il portaverdura, quel cesto di ferro stagnato che diventava presto nero, o arrugginito, che cosa \u00e8, oggi? Grazie al cloruro di polivinile che lo riveste, \u00e8 quasi un oggetto artistico, perch\u00e9 l\u2019armatura di metallo \u00e8 interamente rivestita di una materia colorata, rossa, verde, azzurra, che oltre ai pregi dell\u2019estetica offre anche quelli della praticit\u00e0: non arrugginisce, protegge ci\u00f2 che contiene perch\u00e9 \u00e8 morbida e pastosa, \u00e8 lavabile, \u00e8 infrangibile, \u00e8 di grande durata. La frutta, o la verdura, in questi cesti rivestiti di materia plastica diventa una gradevole \u00abnatura morta\u00bb. Il portaghiaccioli da tenere nel frigorifero \u00e8 un bell\u2019oggetto di un bianco latteo, cos\u00ec elastico che basta piegarlo ai lati perch\u00e9 salti fuori il ghiaccio; le caraffe per il ghiaccio, per il latte freddo, per i succhi di frutta, sono di forma elegante e di colori svariati: dal bianco latteo al nero antracite, vi \u00e8 la gamma di tutte le colorazioni dell\u2019iride.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Nella \u00abtoilette\u00bb il cloruro di polivinile e il polietilene la fanno da padroni. Forse ogni donna moderna possiede un flacone spargitalco al quale basta premere il fianco, perch\u00e9 la polvere profumata scaturisca, e ben distribuita. Se tutte non si sono decise ad acquistarlo \u00e8 bene che lo facciano: il polietilene \u00e8 una materia calda all\u2019occhio e al tatto, infrangibile, di lunga durata. [&#8230;]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2151 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18110124\/La_massaia_al_polietilene_vert.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18110124\/La_massaia_al_polietilene_vert.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/18110124\/La_massaia_al_polietilene_vert-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>E le spugne? Le spugne meriterebbero una dissertazione. Solo cinquant\u2019anni fa chi poteva immaginare che la spugna avrebbe potuto essere diversa da quella gialla, porosa, coi buchi immaginosi e ricordi sottomarini, che adoperavano i ricchi quando facevano il bagno? La ricercatezza dei proprietari di spugne si riconosceva dal volume della spugna stessa; pi\u00f9 la spugna era grossa, pi\u00f9 chi l\u2019adoperava era legato alle comodit\u00e0 della vita. Erano amabili spugne, bisogna dirlo, come \u00e8 amabile tutto ci\u00f2 che viene dalla natura, ma che avevano gravi difetti: prendevano presto cattivo odore, annerivano, si sbrindellavano. Le spugne pi\u00f9 fantastiche che io ricordi rimangono quelle che un asino portava, in due grandi sacchi, sul dorso. Era un asino illustrato dal Dor\u00e9, e aveva per compagno un altro asino carico di sacchi di sale. Tutti avranno capito che mi riferisco alla bella favola di La Fontaine, quella in cui l\u2019asino che vuole portare, per guadare un fiume, la roba pi\u00f9 leggera, cio\u00e8 le spugne, muore annegato dal peso, mentre il compagno carico di sale arriva sano e salvo all\u2019altra riva perch\u00e9 il sale si scioglie nell\u2019acqua. Non so se oggi un nostro favolista si lascerebbe tentare dalle spugne di gomma sintetica, per illustrare una morale. Basterebbe il colore, se non la forma, che \u00e8 gi\u00e0 attirante poich\u00e9 la forma geometrica ha sempre fascino. Se i colori della vipla o del polietilene sono grassi, caldi e spesso cupi, quelli della gomma per le spugne son freddi e chiari: il giallino, il celeste, il verdino, il rosso \u00abgarance\u00bb, mi divertir\u00f2 a dire, che non \u00e8 poi un rosso, ma un giallo carico come quello del nasturzio, il grigio, il rosa antico, il crema. La Pirelli ha il brevetto delle pi\u00f9 comode e complicate, quelle che, a due colori sovrapposti, possono portare inserito il sapone, quelle col manico lungo che \u00abgrattano\u00bb molto bene la schiena, quelle di grana doppia che possono essere usate insieme per frizionare e per la normale toilette. Nell\u2019uso domestico, inoltre, la spugna a doppia grana \u00e8 di grandissima utilit\u00e0, per non parlare di quella che tutti i proprietari di automobile dovrebbero possedere.<\/p>\n<p>Insomma, la nostra casa pu\u00f2 essere piena di oggetti di grande praticit\u00e0 e utilit\u00e0, di oggetti, anche, gradevoli da vedere. Un tappeto da bagno di gomma dai bei colori rallegra tutta la stanza da bagno, un flacone portaprofumo di un rosa carnoso di fiore rende pi\u00f9 gradevole l\u2019acqua di colonia, la cipria in una scatola verde smeraldo fa un contrasto di toni che invita al buon umore. Incominciare la giornata circondati da cose che sappiano tenere compagnia e rallegrare l\u2019occhio \u00e8 gi\u00e0 una promessa per la giornata intera. Insomma, noi non abbiamo pi\u00f9 i rami rutilanti e le spugne che odoravano di mare (ma le mani delle donne che rendevano lustri i rami, che cos\u2019erano? ma le spugne dai ricordi marini, che cosa diventavano?) bens\u00ec una casa piena, se vogliamo, di oggetti comodi, lavabili, infrangibili. La vita moderna ci rende sempre pi\u00f9 portati ad avere tutto appropriato agli usi quotidiani e ad essere sempre pi\u00f9 puliti. Soprattutto puliti senza fare fatica. \u00ab<em>Et surtout pas de vie commode<\/em>\u00bb, diceva uno scrittore francese. La frase \u00e8 bella e rimane chiusa nel suo significato spirituale; poich\u00e9 nella vita pratica bisogna sempre lodare, e scegliere, ci\u00f2 che la rende sempre pi\u00f9 comoda (intanto, dicono, non lo \u00e8 mai abbastanza).<\/p>\n"}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/1048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}