{"id":1006,"date":"1964-03-07T16:52:28","date_gmt":"1964-03-07T16:52:28","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=1006"},"modified":"2022-07-21T08:13:38","modified_gmt":"2022-07-21T08:13:38","slug":"il-vulcano-in-fiore","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/il-vulcano-in-fiore\/","title":{"rendered":"Il vulcano in fiore"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1272,"template":"","categories":[],"tags":[32],"class_list":["post-1006","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-viaggi-e-tempo-libero"],"acf":{"edizione":"N.2, 1964","autore":[{"ID":470,"post_author":"1","post_date":"2019-04-09 10:51:36","post_date_gmt":"2019-04-09 10:51:36","post_content":"Editore e fotografo (1924-2012). Dopo la laurea in giurisprudenza e un breve periodo come assistente all\u2019Universit\u00e0 di Palermo, muove i primi passi nella fotografia, pubblicando nel 1955 il suo primo reportage, <em>Borgo di Dio<\/em>, considerato uno dei capolavori del neorealismo fotografico. Alle mostre personali presso la galleria romana dell\u2019Obelisco e la Triennale di Milano segue l\u2019intensa collaborazione con prestigiose testate come \u00abIl Mondo\u00bb, \u00abdu\u00bb, \u00abVogue\u00bb e \u00abFortune\u00bb. Nel 1969, con la moglie Elvira Giorgianni, fonda la casa editrice Sellerio che pubblica, fra gli altri, Sciascia e Camilleri. Torna alla fotografia nel 2006 per il settimanale \u00abLo Specchio\u00bb, immortalando il quartiere Zen di Palermo.","post_title":"Enzo Sellerio","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"enzo-sellerio","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-09 10:51:36","post_modified_gmt":"2019-04-09 10:51:36","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=470","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p><em><strong>Tutt\u2019intorno all\u2019Etna la gente vive in paesi che hanno conosciuto nei secoli la rovina e il dolore, e che ogni volta hanno ricominciato a vivere. La lotta col gigante \u00e8 fatta di pazienza e di forza, e si ripete giorno per giorno in un gran teatro dove rocce e abissi di basalto si mescolano ai boschi di castagni e di pini, e dove gli uliveti, le vigne, i giardini di aranci addolciscono il colore cupo della lava.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1274\" src=\"\/\/s3-eu-west-1.amazonaws.com\/psi-dotcom-prd\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162813\/il_vulcano_in_fiore_001.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162813\/il_vulcano_in_fiore_001.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162813\/il_vulcano_in_fiore_001-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Un cratere nei pressi del rifugio Sapienza. Di crateri se ne contano a centinaia lungo le pendici dell\u2019Etna. Molti, come questo, sono aridi coni coperti di lava, attraversati a volte da sentieri su cui si inerpicano, col fiato grosso, gruppetti di turisti. Altri, col passare dei secoli sono diventati conche fertilissime folte d\u2019alberi e di verzura.<\/p>\n<p>La lava \u00e8 una materia prima molto sfruttata nella zona. Se ne lastricano le strade delle citt\u00e0, se ne tagliano blocchi per costruire case e palazzi, la si setaccia per farne malta. Ecco alcuni \u00abazzolatori\u00bb intenti, appunto, a questo lavoro: dalla lava setacciata si ricava una sabbia, chiamata \u00abazzolo\u00bb che sostituisce la normale rena per la preparazione della calce e del cemento. Un villaggio in pietra lavica nei dintorni di Randazzo. La gente della regione etnea vive con rassegnata tranquillit\u00e0 all\u2019ombra minacciosa del vulcano. A memoria d\u2019uomo l\u2019Etna s\u2019\u00e8 \u00absvegliata\u00bb almeno centotrentacinque volte, distruggendo paesi e borgate, cancellando strade, vigne e agrumeti. Ma c\u2019\u00e8 in molta gente di qui una convinzione consolante: si dice che il vulcano non colpisca due volte lo stesso villaggio. La consolazione vale, si capisce, per i villaggi gi\u00e0 toccati dall\u2019ira della montagna. Che sono molti.<\/p>\n<p>[&#8230;] Ci vogliono anni a centinaia perch\u00e9 la lava, \u00ablavorata\u00bb dal sole, dal vento, dalla pioggia, diventi fertile. L\u2019apparire della ginestra e dei fichidindia \u00e8 il primo timido segno del miracolo. Allora i contadini si mettono al lavoro e riconquistano alacremente, palmo per palmo, la loro terra. Cos\u00ec rinascono gli uliveti, le vigne e gli splendidi giardini di aranci. [&#8230;]<\/p>\n<p>L\u2019Etna mostra il suo volto pi\u00f9 aspro: \u00e8 un accavallarsi orrido di cime e di crateri, scuri di lava, brulli, macchiati qua e l\u00e0 soltanto da qualche ciuffo di ginestre. Ma gi\u00e0 in qualche valle c\u2019\u00e8 il segno del risveglio: fioriscono i mandorli e i pistacchi. E pi\u00f9 lontano le giovani faggete si arrampicano lungo il dorso scosceso del monte Maletto, della Nave, del monte Spagnolo, del monte Santa Maria. [&#8230;]<\/p>\n<p class=\"Testoafilo\">I vini dell\u2019Etna sono famosi: ce ne sono di forti, liquorosi e leggeri, da taglio e da bere cos\u00ec, rossi, ros\u00e9, gialli ambrati, gialli paglierini, verdognoli. Ci sono i vini che piacciono ai francesi e gli Schiller\u2019s Weine che piacciono ai tedeschi. E tutti contengono molto ferro e lecitina: oltre che buoni, dunque, sono anche ricostituenti. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il carnevale di Patern\u00f2 \u00e8 un appuntamento a cui \u00e8 consigliabile non mancare: sia perch\u00e9, fra maschere, carri, balli popolari, teatro dei pupi e cantastorie, c\u2019\u00e8 parecchio da stare allegri; sia perch\u00e9 Patern\u00f2, anche senza carnevale, ripaga il viaggio. C\u2019\u00e8 il poderoso castello normanno, una trentina di chiese, di cui alcune veramente belle, e ci sono i \u00abgiardini\u00bb. Patern\u00f2 \u00e8 la capitale degli aranci: per centinaia di ettari \u00e8 tutto un tappeto verde e folto in cui, da novembre a maggio, spiccano le macchie di colore dei frutti maturi. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ogni anno, il 10 maggio, c\u2019\u00e8 grande festa a Trecastagni. Si onorano i tre martiri sant\u2019Alfio, san Cirino e san Filadelfo. Migliaia di persone vengono da tutta la provincia: e c\u2019\u00e8 chi, in camicia e calzoncini, con una fascia rossa a tracolla, percorre a piedi scalzi i tredici chilometri da Catania al paese, con una pesante torcia sulle spalle e gridando ininterrottamente: viva sant\u2019Alfio! Sono i \u00abnudi\u00bb. Poi, quando, verso mezzogiorno, le statue dei tre santi escono sul carro dal Santuario e cominciano a percorrere le strade del paese, i padri sollevano i bambini malati (ma anche quelli sani) perch\u00e9 bacino le statue e chiedano salute o altre grazie. Naturalmente sul piazzale del Santuario c\u2019\u00e8 anche una piccola fiera: si vendono maioliche di Caltagirone, tamburi, tamburelli, chitarre, e anche belle trecce di aglio nuovo. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ci sono mari di lava sull\u2019Etna, ma spesso il colore bruno cede al verde: intorno al vulcano, per valli e piane, si stendono anche molti boschi, fitti, alcuni vastissimi: castagni a Cassano, in val San Giacomo, sul monte Fior di Cosimo, querce nella Cerrita, pini e betulle nella Cubania e a Linguaglossa. Zafferana \u00e8 fra i paesi che hanno il bosco subito fuori casa. E ha anche un\u2019altra cosa, rara e quasi preziosa qui: molte buone sorgenti d\u2019acqua. [&#8230;] Nel cratere del vulcano i paesani non ci vanno. Ci vanno i turisti in cerca di emozioni, vestiti in modo avventuroso, silenziosi, dopo tanto salire, nel freddo dei tremila metri, di fronte alla sorgente di fuoco e di fumo. I paesani non vogliono guardare la grande bocca del gigante. Per loro l\u2019Etna \u00e8 \u00abla montagna\u00bb, addirittura \u00abla nostra montagna\u00bb. Ma \u00e8 anche lava colore del ferro, roccioni e muraglie di basalto, \u00e8 lava che d\u2019improvviso comincia a sgorgare, lenta e fumante, da una crepa del monte e cammina implacabile, e nessuno pu\u00f2 fermarla. I turisti osservano eccitati la montagna che sembra viva, pensano alla terribile fucina di Vulcano, a Polifemo innamorato di Galatea e geloso del pastorello Aci, a Polifemo accecato da Ulisse e vagante furioso sul monte. Pensano a tutte queste cose e poi ripartono per il Nord. Ma i paesani restano. Per questo non salgono sul cratere.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162834\/il_vulcano_in_fiore_002.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162940\/il_vulcano_in_fiore_gallery_01.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162942\/il_vulcano_in_fiore_gallery_02.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162943\/il_vulcano_in_fiore_gallery_03.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11162944\/il_vulcano_in_fiore_gallery_04.jpg"}]}],"custom_sticky":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/1006","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1006"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1006"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1006"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}