{"id":1004,"date":"2019-04-10T16:50:18","date_gmt":"2019-04-10T16:50:18","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=selezione_antologica&#038;p=1004"},"modified":"2020-01-30T08:08:55","modified_gmt":"2020-01-30T08:08:55","slug":"nel-52-eravamo-i-secondi-del-mondo","status":"publish","type":"selezione_antologica","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/selezione_antologica\/nel-52-eravamo-i-secondi-del-mondo\/","title":{"rendered":"Nel \u201952 eravamo i secondi del mondo"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"featured_media":1361,"template":"","categories":[],"tags":[19],"class_list":["post-1004","selezione_antologica","type-selezione_antologica","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","tag-cinema-tv-musica-e-spettacolo"],"acf":{"edizione":"N.3, 1953","autore":[{"ID":51,"post_author":"0","post_date":"2019-04-08 13:35:30","post_date_gmt":"2019-04-08 13:35:30","post_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giornalista e scrittore (1920-2007), \u00e8 considerato una delle firme pi\u00f9 influenti del panorama italiano del XX secolo. Dopo aver preso parte alla Resistenza, nel dopoguerra diviene direttore del settimanale \u00abEpoca\u00bb, del telegiornale RAI e del quotidiano \u00abIl Resto del Carlino\u00bb. Sar\u00e0 inviato speciale de \u00abLa Stampa\u00bb e del \u00abCorriere della Sera\u00bb e collaboratore di \u00abla Repubblica\u00bb. Ideatore e conduttore di varie trasmissioni, dal 1995 al 2002 conduce su RAI 1 il talk show \u00abIl Fatto\u00bb, per tornare sugli schermi nel 2007 con \u00abRT Rotocalco televisivo\u00bb. Tra le sue opere pi\u00f9 popolari, <em>Storia d\u2019Italia a fumetti<\/em> (1978-1986) e <em>La nuova storia del mondo a fumetti<\/em> (2005).<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","post_title":"Enzo Biagi","post_excerpt":"","post_status":"publish","comment_status":"closed","ping_status":"closed","post_password":"","post_name":"enzo-biagi","to_ping":"","pinged":"","post_modified":"2019-04-08 13:37:25","post_modified_gmt":"2019-04-08 13:37:25","post_content_filtered":"","post_parent":0,"guid":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?post_type=autori&#038;p=51","menu_order":0,"post_type":"autori","post_mime_type":"","comment_count":"0","filter":"raw"}],"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Nel 1945 l\u2019industria cinematografica italiana non esisteva. Gli \u00abstudi\u00bb di Cinecitt\u00e0 erano stati adibiti a campo profughi. Nei teatri, divisi da barriere di compensato e da tende, avevano trovato rifugio centinaia di famiglie. Mancavano le attrezzature, portate in Germania dai tedeschi, o disperse in qualche capannone del Nord. I fascisti avevano tentato, con risultati trascurabili, di dar vita ad una produzione nei modesti e tranquilli stabilimenti veneziani. Ma \u00e8 con <em>Roma citt\u00e0 aperta<\/em> che nasce per caso, per necessit\u00e0, il neorealismo; e comincia la storia di una grande cinematografia.<\/p>\n<p>Non ci sono ambienti adatti alle ricostruzioni, l\u2019energia elettrica scarseggia, bisogna contenere i costi in cifre molto basse, perch\u00e9 limitate e incerte sono le possibilit\u00e0 del mercato. Roberto Rossellini prima, poi De Sica, portano la macchina da presa nelle strade, tra le macerie, vogliono documentare la tragica cronaca del tempo. Dice Zavattini: \u00abTutto ci\u00f2 che \u00e8 verit\u00e0 umana \u00e8 nostro\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec le forti sequenze di <em>Roma citt\u00e0 aperta<\/em>, di <em>Pais\u00e0<\/em>, di <em>Sciusci\u00e0<\/em>, di <em>Vivere in pace<\/em> si impongono all\u2019attenzione della critica e degli spettatori di tutto il mondo. Piacciono le nostre storie sincere, il linguaggio che ignora le ricerche calligrafiche, la spontaneit\u00e0 degli interpreti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1364 alignleft\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173741\/nel_52_eravamo_003.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173741\/nel_52_eravamo_003.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173741\/nel_52_eravamo_003-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>Anna Magnani e Fabrizi diventano famosi, e aprono la porta della celebrit\u00e0 alle Mangano, alle Lollobrigida, alle Pampanini. Inventiamo un genere. Entusiasmiamo, che so, tanto le facili platee del Sudamerica come Charlie Chaplin, Clair, Dreyer. I nazionalisti si indignano perch\u00e9 i registi ci presentano all\u2019estero coi nostri stracci e con le nostre miserie; ma si conoscono ben pochi esempi di arte ottimista. Meglio i panni sporchi stesi al sole, che gli insulsi telefoni bianchi delle antiche commediole.<\/p>\n<p>Nel 1952 il cinema italiano \u00e8, come industria, al secondo posto della graduatoria mondiale, dopo gli Stati Uniti. Molti attori, molti registi di Hollywood si trasferiscono a Roma. Dicono che la nostra aria eccita la fantasia e utilizzano i fondi ricavati col noleggio che non possono essere trasferiti. Si realizzano \u00abcolossi\u00bb come il <em>Quo Vadis<\/em>. Macchinari e maestranze soddisfano qualsiasi esigenza.<\/p>\n<p>Per diminuire l\u2019impiego di capitale e per aumentare i vantaggi dello \u00absfruttamento\u00bb si ricorre spesso al sistema della coproduzione. I francesi, in particolare, sono favorevoli a queste combinazioni: i film che hanno doppia nazionalit\u00e0 (tecnici e artisti di due paesi vengono utilizzati proporzionalmente) godono quindi delle previdenze concesse da ambedue le nazioni. Anche da un punto di vista estetico i risultati sono considerevoli <em>(Le belle della notte, Fanfan la Tulipe<\/em>).<\/p>\n<p>Nel \u201952 abbiamo prodotto 132 film, 380 cortometraggi, 330 documentari. Ci seguono: la Francia con 100 film, l\u2019Inghilterra e la Germania con 60. Possiamo usare una pellicola a colori italiana, la Ferraniacolor, e sembra che ci stiamo impegnando, niente meno con <em>Ulisse<\/em>, anche nel sistema tridimensionale.<\/p>\n<p>N\u00e9 per il momento si avvertono segni di crisi: gli incassi hanno subito \u2013 rispetto al \u201951 \u2013 un incremento del 12%; le nostre bobine circolano in settanta paesi; 18 mila persone vivono dedicandosi ad attivit\u00e0 cinematografiche. Lo spettacolo filmico \u00e8 sempre il preferito dal pubblico (i diritti erariali incassati lo scorso anno ammontano a circa 16 miliardi e 650 milioni di lire) e non \u00e8 il caso di giudicare pericolosa la eventuale concorrenza della televisione. Secondo l\u2019ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche ed Affini) \u00abdifficilmente si potr\u00e0 ripresentare per la nostra industria una congiuntura pi\u00f9 favorevole\u00bb.<\/p>\n<p>[&#8230;] Bisogna pure tenere presente che ancora oggi 2400 comuni mancano di sale di proiezione e che il passo ridotto \u00e8 in continuo sviluppo. Ad ogni modo, la forza del nostro cinema \u00e8 nell\u2019esportazione. Un film del costo medio di 90 milioni [&#8230;] pu\u00f2 ricavare dal mercato italiano 40 milioni, che arrivano a 73 con la restituzione parziale dei diritti dell\u2019erario, concessa a titolo protezionistico in base alla speciale legge, comunemente detta dei \u00abpremi\u00bb.<\/p>\n<p>[&#8230;] Si sa che, per avere diritto ai premi, i film debbono passare al vaglio di un apposito Comitato tecnico il quale giudica, in base a una valutazione estetica, quelli meritevoli di un rimborso [&#8230;].<\/p>\n<p>La Banca Nazionale del Lavoro, che ha istituito una speciale sezione di credito, finanzia il 70% della produzione nazionale. [&#8230;] \u00c8 chiaro che, senza un largo credito, l\u2019industria cinematografica, per il suo particolare andamento economico e finanziario, non potrebbe vivere. Solo al secondo anno di programmazione il produttore pu\u00f2 sperare nel rientro del 50% delle spese. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nonostante il costo relativamente basso degli ingressi (Milano e Roma sono le citt\u00e0 che hanno i prezzi pi\u00f9 alti, Charles Chaplin con<em> Luci della Ribalta<\/em> si \u00e8 dimostrato il produttore pi\u00f9 esoso, imponendo al noleggio e ai locali degli altissimi minimi garantiti) gli italiani non sono tra i pi\u00f9 assidui frequentatori del cinematografo.<\/p>\n<p>In un anno gli inglesi vanno al cinema 44 volte, gli americani 28, gli italiani 21, i tedeschi 18, i francesi 13. Il nostro pubblico, che una volta non voleva assolutamente saperne di film nazionali, oggi li preferisce spesso anche agli americani, che detenevano il primato degli incassi, e che dominavano e dominano il nostro mercato.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1366\" src=\"\/\/d2snyq93qb0udd.cloudfront.net\/FondazionePirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173744\/nel_52_eravamo_005.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173744\/nel_52_eravamo_005.jpg 500w, https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173744\/nel_52_eravamo_005-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>[&#8230;] Le pellicole sovietiche non soddisfano gli spettatori, neppure quelli pi\u00f9 \u00abprogressivi\u00bb: basta informarsi dell\u2019esito delle programmazioni nella simpatizzante Emilia.<\/p>\n<p><em>Don Camillo<\/em> (regia di Duvivier, produzione Rizzoli, soggetto trattato dai racconti di Guareschi) ha battuto <em>Via col vento<\/em> superando in Italia il miliardo di incasso.<\/p>\n<p>[&#8230;] Il primato dei minori incassi spetta a due opere di Roberto Rossellini; <em>Francesco, giullare di Dio<\/em> (20 milioni lordi) e <em>Amore<\/em> che, nonostante la presenza della Magnani, non \u00e8 andato oltre i 30 milioni.<\/p>\n<p>Queste cifre sono altamente indicative non solo da un punto di vista commerciale: danno modo di tracciare una specie di diagramma del gusto. Gli attori prediletti dalla massa sono l\u2019anziano Amedeo Nazzari e Tot\u00f2; Silvana Mangano \u00e8 l\u2019attrice che \u00abchiama\u00bb di pi\u00f9; la coppia prediletta dal pubblico \u2013 parliamo sempre in base ai border\u00f2 \u2013 \u00e8 quella formata da Nazzari e dalla prosperosa greca Yvonne Sanson.<\/p>\n<p>[&#8230;] I romanzi popolari, le vicende famose, hanno un sicuro successo spettacolare e finanziario, purch\u00e9 siano ringiovaniti con l\u2019introduzione di qualche particolare che in certo senso le attualizzi: <em>Le due orfanelle<\/em> e<em> I miserabili<\/em>, tanto per citare, hanno avuto innumerevoli edizioni [&#8230;].<\/p>\n<p>I film comici che hanno maggiormente rallegrato il pubblico e i produttori sono: <em>Tot\u00f2 cerca casa<\/em> e <em>Guardie e ladri<\/em>, che avevano per interpreti, oltre al funambolesco principe napoletano, Aldo Fabrizi.<\/p>\n<p class=\"Testo\">Da questa inchiesta \u00e8 facile dedurre come si possano prevedere per il nostro cinema favorevoli prospettive, ed \u00e8 altrettanto facile diagnosticare i pericoli che lo minacciano. \u00c8 necessario non fermarsi alla formula neorealista, che gi\u00e0 Castellani ha superata col suo umore, immettendo nel \u00abgenere\u00bb l\u2019elemento comico, dando alle vicende nuovi significati: nei drammi che Castellani racconta si fa strada la speranza. Bisogna che il divismo, con le assurde pretese che scatena, non incida eccessivamente sul costo di produzione, ed \u00e8 pure importante che le nostre attrici non siano soltanto le \u00abrivelazioni\u00bb, le \u00abscoperte\u00bb dei concorsi di bellezza, ma si formino attraverso le scuole di recitazione (la Garbo e la Bergman uscivano dalle aule del \u00abDramaten\u00bb; la Hepburn, la Morgan e la Davis si sono fatte notare sui palcoscenici).<\/p>\n<p class=\"Testo\">Abbiamo 10 stabilimenti (7 a Roma, uno a Tirrenia, uno a Torino, uno a Milano) con 43 teatri di posa, dei quadri tecnici di prim\u2019ordine, alcuni registi: Rossellini, De Sica, Visconti, Blasetti, che hanno un nome internazionale, dei giovani che si vanno sempre pi\u00f9 affermando: De Santis, Antonioni, Castellani, Lattuada, Germi, Zampa, Emmer. Evitando il dilettantismo, tenendo presente che solo le opere di alto livello artistico conquistano i mercati e rendono popolare e impongono un\u2019intera produzione, cercando nelle nostre avventure quotidiane le trame da raccontare e mostrandoci, senza falso orgoglio, per quello che siamo, potremo mantenere quelle posizioni che abbiamo conquistate soltanto per merito dell\u2019intelligenza e del coraggio.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173738\/nel_52_eravamo_001.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173743\/nel_52_eravamo_004.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11174153\/nel_52_eravamo_000.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173740\/nel_52_eravamo_002.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/11173745\/nel_52_eravamo_006.jpg"}]}],"custom_sticky":false},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica\/1004","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/selezione_antologica"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/selezione_antologica"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1361"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1004"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1004"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1004"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}