{"id":554,"date":"2020-01-25T14:14:45","date_gmt":"2020-01-25T14:14:45","guid":{"rendered":"http:\/\/internal-pcons-be-fondazione-fr-dev-elb-1449244171.eu-west-1.elb.amazonaws.com\/?p=554"},"modified":"2026-01-16T11:33:20","modified_gmt":"2026-01-16T11:33:20","slug":"montagne-di-carta-la-rivista-pirelli-sullalpinismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/montagne-di-carta-la-rivista-pirelli-sullalpinismo\/","title":{"rendered":"Montagne di carta. La Rivista Pirelli sull\u2019alpinismo"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":1846,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[21,24,18],"class_list":["post-554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-non-categorizzato","tag-cultura-e-letteratura","tag-societa-costumi-e-stili-di-vita","tag-sport"],"acf":{"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Il nome della testata, per esteso, era \u201c<a href=\"http:\/\/search.fondazionepirelli.org\/pirelli\/riviste\/IT-PIRELLI-BIB0001-0021289\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Pirelli. Rivista d\u2019Informazione e di Tecnica<\/strong><\/a>\u201c. Per tutti, pi\u00f9 semplicemente, la \u201cRivista Pirelli\u201d. Realizzata a Milano dalla\u00a0<strong>Direzione Propaganda<\/strong> del Gruppo -la chiameremmo adesso Direzione Comunicazione- and\u00f2 in edicola dal 1948 al 1972: un prodotto editoriale pressoch\u00e9 unico nel suo genere, la voce con la quale un gruppo industriale voleva discorrere direttamente con il proprio pubblico di riferimento -oggi diremmo stakeholder- su fatti e questioni di vario genere. Dai problemi del traffico alla congiuntura economica, dalle scoperte scientifiche al turismo, dallo sport all\u2019architettura: <strong>un mondo a 360 gradi, come \u201ca tutto tondo\u201d \u00e8 il campo visivo di una multinazionale che fa della cultura e dell\u2019impegno sociale i propri asset<\/strong> intangibili quanto inalienabili. A scrivere per la Rivista Pirelli, le pi\u00f9 grandi firme del tempo: <strong>Eugenio Montale<\/strong>\u00a0e\u00a0Giuseppe Ungaretti,\u00a0<strong>Umberto Eco<\/strong>\u00a0e\u00a0Carlo Emilio Gadda, Domenico Rea e\u00a0Vittorio Sereni, <strong>Mario Soldati<\/strong> e\u00a0<strong>Italo Calvino<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma se si trattava di <strong>alpinismo<\/strong> il primo nome era quello di\u00a0<strong>Dino Buzzati<\/strong>. Bellunese, Buzzati parlava di montagne gi\u00e0 con B\u00e0rnabo nel suo primo romanzo del 1933. E chiss\u00e0 quanto gli sar\u00e0 costato titolare \u201c<a href=\"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/archivio-storico\/bookreader\/pubblicazioni-e-riviste\/RivistaPirelli\/1951_5.html?q=&amp;start=52&amp;lang=it#page\/52\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Stupidit\u00e0 della montagna<\/a>\u201d l\u2019articolo pubblicato sulla Rivista Pirelli\u00a0 n\u00b05, ottobre 1951. E\u2019 la storia di Pietro B. -gi\u00e0 attempato, vedovo, saggio e danaroso- che cerca di convincere il nipote Enrico che la scalata al <strong>Monte Disgrazia<\/strong>\u00a0\u00e8 una grande perdita di tempo e di energie: ma perch\u00e8 far tanta fatica a salire per poi dover discendere? Ma quanto \u00e8 cretino l\u2019alpinismo? Ovviamente, l\u2019animo montanaro di Buzzati far\u00e0 alla fine prevalere la passione di Enrico: \u201cCiao, zio Pietro, io ti saluto, io prendo il treno, io parto per le idiote stupide cretine meravigliose mie montagne!\u201d.<\/p>\n<p>E poi venne la celebre e controversa <strong>spedizione italiana alla conquista della vetta himalayana del K2<\/strong>: era il 1954. A lui \u2013<a href=\"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/archivio-storico\/bookreader\/pubblicazioni-e-riviste\/RivistaPirelli\/1954_1.html?q=&amp;start=30&amp;lang=it#page\/30\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rivista Pirelli n\u00b01, 1954<\/a>\u2013 il compito di riportare la dettagliatissima cronaca di come\u00a0<strong>Ardito Desio<\/strong>\u00a0prepar\u00f2 l\u2019impresa, dei suoi compagni di viaggio Compagnoni e Lacedelli, del giovane\u00a0<strong>Walter Bonatti<\/strong>, dei dubbi e degli entusiasmi della vigilia, della minuziosa selezione dell\u2019equipaggiamento: tende isotermiche, scarponi da 7000 metri, giacche a vento \u201cdai colori vivacissimi, per essere avvistati sul bianco della neve\u201d. Tanta <strong>gomma Pirelli,<\/strong>\u00a0nella conquista del K2: in particolare, furono sperimentate nei laboratori di Bicocca le speciali\u00a0<strong>maschere respiratorie a circuito apert<\/strong>o -in grado cio\u00e8 di utilizzare anche a ottomila metri l\u2019ossigeno dell\u2019atmosfera- molto pi\u00f9 leggere rispetto alle tradizionali maschere a circuito chiuso con le loro pesantissime bombole. Gi\u00e0 sei mesi prima della partenza, il progetto K2 si guadagn\u00f2 con Ardito Desio la copertina del numero di\u00a0 gennaio del \u201954. Probabilmente, per\u00a0 il carattere decisamente forte dell\u2019esploratore friulano, quella copertina serviva a \u201cbilanciare\u201d quell\u2019altra cover che la Rivista aveva dedicato -numero di dicembre 1950- a <strong><a href=\"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/archivio-storico\/bookreader\/pubblicazioni-e-riviste\/RivistaPirelli\/1950_6.html#page\/1\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Piero Ghiglione<\/a><\/strong>. Considerato il padre dell\u2019alpinismo italiano, Ghiglione aveva compiuto la <strong>prima scensione \u201ctricolore\u201d alla vetta africana del Ruvenzori<\/strong> <strong>nel 1949<\/strong>, andando poi all\u2019assalto dei <a href=\"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/archivio-storico\/bookreader\/pubblicazioni-e-riviste\/RivistaPirelli\/1950_6.html?q=&amp;start=37&amp;lang=it#page\/36\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201cseimila\u201d andini<\/a> nel 1950. Anche in quelle imprese, suole e materassini pneumatici Pirelli avevano fatto la differenza.<\/p>\n<p>Non furono solo Buzzati o Desio o Ghiglione a parlarci di montagne sulle pagine della Rivista Pirelli. \u201c<a href=\"https:\/\/www.fondazionepirelli.org\/archivio-storico\/bookreader\/pubblicazioni-e-riviste\/RivistaPirelli\/1950_2.html?q=&amp;start=48&amp;lang=it#page\/48\/mode\/2up\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Tre divinit\u00e0 sull\u2019Appennino<\/a>\u201d titolava il racconto apparso sul n\u00b02 del 1950, a firma <strong>Riccardo Bacchelli<\/strong>. Ovvio, siamo distanti anni luce dagli ottomila del K2 o anche solo dalle asperit\u00e0 dolomitiche: ma ancora di montagne si tratta, anche se pi\u00f9 dolci e pur avvolte nel mito. Nel sogno di Bacchelli sono Minerva, Apollo e Dioniso a dare vita al \u201cnodo di fiumi e montagne che si aggruppa nelle regioni del Catria e della Falterona\u201d, da dove \u201csi disciolgono i fiumi e le parlate della Toscana e del Lazio, dell\u2019Umbria e delle Marche\u201d.\u00a0 Ed ecco l\u2019Arno di Minerva, e le assolate valli umbre di Apollo, e le vigne \u201csplendidi regali\u201d di Dioniso. Monti divini, in bilico tra arte e leggenda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155344\/RP_1949_Ruvenzori.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155406\/RP_1950_Copertina_Ghiglione-e1579857026560.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155510\/RP_1953_Ghiglione1.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155559\/RP_1954_K2_Desio.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155629\/RP_1954_K2.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155649\/RP_1954_K2_Buzzati.jpg"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/24155720\/RP_1954_Copertina_Desio.jpg"}]}],"custom_sticky":true},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=554"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/554\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3333,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/554\/revisions\/3333"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}