{"id":3365,"date":"2026-06-04T14:21:49","date_gmt":"2026-06-04T14:21:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/?p=3365"},"modified":"2026-06-04T14:24:36","modified_gmt":"2026-06-04T14:24:36","slug":"nove-architetti-parlano-dellarredamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/nove-architetti-parlano-dellarredamento\/","title":{"rendered":"Nove architetti parlano dell\u2019arredamento"},"content":{"rendered":"","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":3366,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[44],"class_list":["post-3365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-non-categorizzato","tag-architettura-e-design"],"acf":{"custom_sticky":false,"riassunto":"","composizione_articolo":[{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_testo","composizione_articolo_testo_testo":"<p>Nove architetti d\u2019una citt\u00e0, come Milano, tra le pi\u00f9 distrutte ma tra le pi\u00f9 ricostruite, tra le pi\u00f9 povere di bellezze architettoniche, ma tra le pi\u00f9 pronte ad accogliere ogni nuova forma d\u2019espressione \u2013 ci hanno confessato le loro esperienze, i loro progetti, le loro ricerche, in quel delicato settore della loro attivit\u00e0 che si riferisce all\u2019abitazione dell\u2019uomo; che \u00e8 poi il fulcro e il nocciolo non solo dell\u2019architettura, ma di tutta quanta la nostra vita quotidiana.<\/p>\n<p>L\u2019architettura \u00e8 l\u2019unica delle arti che mescoli di continuo l\u2019utile e il bello, il dato estetico e il dato pratico, la norma tecnica e l\u2019impulso creativo, il sogno e la realt\u00e0. E anche gli architetti sono individui bifronti, che da un lato maneggiano il regolo e il compasso, dall\u2019altro impugnano la matita e il pennello; che hanno spesso il vezzo di compiacersi di un vago atteggiamento di <em>boh\u00e8me<\/em>, mentre d\u2019altro canto sono quasi sempre dei severi professionisti, pratici e avveduti, e tecnicamente preparati.<\/p>\n<p>[&#8230;] Nel campo dell\u2019arredamento e del mobile [&#8230;] un primo periodo segn\u00f2 l\u2019abbandono del mobile antico o, peggio, dell\u2019imitazione dell\u2019antico, per quella che fu creduta una linea moderna. Si videro allora far la loro apparizione, in un primo tempo, i mobili \u00abrazionali\u00bb, e furono gli assurdi mobili scheletrici e spigolosi, che credevano d\u2019abbracciare una linea nuova [&#8230;]. Ma anche questo periodo ebbe la sua funzione, che fu quella di liberarci dai fronzoli, dalle sovrastrutture, dagli inutili barocchismi, e di lasciarci a tu per tu col nucleo centrale del problema; quello cio\u00e8 di dare all\u2019uomo un\u2019abitazione e dei mobili consoni alla sua vera natura ma che possedessero dei requisiti di dinamicit\u00e0 e che creassero una nuova plastica spaziale.<\/p>\n<p>Del resto i nove architetti da noi avvicinati (e che abbiamo scelto perch\u00e9 rappresentano \u2013 ciascuno in un particolare settore \u2013 le tendenze attuali pi\u00f9 vive), ci hanno tutti riconfermata la validit\u00e0 delle nostre premesse.<\/p>\n<p>Consideriamo ad esempio \u2013 per seguire un ordine approssimativamente alfabetico \u2013 come intravvedono i problemi dell\u2019abitazione gli architetti <em>Franco Albini<\/em> e <em>Ignazio Gardella<\/em>. Il primo (che in questo periodo \u00e8 particolarmente impegnato nello studio del piano regolatore di Genova e di Reggio Emilia) ha, dell\u2019arredamento, dei concetti assai precisi e metodici, che si sono del resto rivelati nella particolare linearit\u00e0 di molte sue realizzazioni (ricordiamo ad esempio quella d\u2019un Istituto di Dermatologia di Milano che \u00e8 una delle sue pi\u00f9 tipiche espressioni). Il mobile, secondo Albini, pur non dovendo essere totalmente industrializzato, dovrebbe tuttavia sottostare in vasta misura al principio d\u2019una lavorazione in serie che permetta d\u2019usare a seconda dei casi il singolo mobile di serie trasferito nell\u2019ambiente che l\u2019architetto va creando. \u00c8 possibile oggi \u2013 afferma Albini \u2013 concepire un \u00abgusto della serie\u00bb, uno stile della serie; proprio di codesta modulazione che un tempo non era concepibile data la prevalenza del fattore artigiano in tale settore della produzione architettonica. Mediante la presenza di simili \u00abmoduli\u00bb arredamentali sar\u00e0 poi possibile creare una composizione variata e personale dell\u2019ambiente.<\/p>\n<p><em>Gardella<\/em>, per contro, nella sua teoria dell\u2019abitazione, si dimostra meno propenso di Albini all\u2019industrializzazione eccessiva. I suoi mobili che, a nostro avviso, sono tra i migliori che oggi si producano in Italia, sono bens\u00ec studiati in maniera da essere considerabili mobili-tipo, ma la loro serializzazione \u00e8 piuttosto su scala di coordinamento artigiano. Ci piace ricordare a questo proposito due tipi di tavoli provvisti di tubo a cannocchiale che permette di alzarli ed abbassarli e provvisti di piedini regolabili; come pure dei letti, degli armadi, delle librerie che tutti rispondono a codesto concetto di praticit\u00e0 e di cristallizzazione d\u2019un elemento fantastico che diviene funzionale. Tuttavia anche l\u2019oggetto antico, o soltanto vecchio, che gi\u00e0 si trovava a far parte d\u2019un\u2019abitazione, che costituiva un serbatoio di memorie per l\u2019inquilino, viene sfruttato e utilizzato da Gardella nella sua ricerca d\u2019un\u2019impostazione armonica della casa. \u00abIl vecchio mobile\u00bb egli afferma \u00ab\u00e8 come una vecchia zia, vestita magari di pizzo, e che non si pu\u00f2 buttare via\u00bb; e infatti la sua distribuzione di mobili antichi e moderni, fissi e movibili, nella casa \u00e8 impostata su questo concetto orchestrativo e non rigidamente prestabilito.<\/p>\n<p>La prefabbricazione \u2013 sia di elementi strutturali dell\u2019edificio, sia di quelli da inserire nell\u2019arredamento \u2013 ha trovato degli interpreti appassionati nel gruppo di architetti <em>bpr<\/em> (<em>Belgioioso, Peressutti <\/em>e <em>Rogers<\/em>).<\/p>\n<p>Bisogna che l\u2019architettura, secondo i loro principi, possa sempre di pi\u00f9 basarsi sulla presenza sul mercato di numerosi elementi prefabbricati di cui ci si possa servire per la costruzione delle abitazioni, di qualsiasi tipo esse siano. Non quindi la prefabbricazione globale dell\u2019edificio (come \u00e8 stato tentato ed effettuato soprattutto in Inghilterra), che porta ad una monotonia e ad una standardizzazione incresciosa; ma la prefabbricazione di singoli elementi della casa di cui ci si possa servire di volta in volta in maniera diversa, raggruppandoli, frazionandoli, nel corpo dell\u2019edificio. Un tentativo di quest\u2019ordine \u00e8 quello usato nell\u2019edificio di via Borgonuovo, costruito da bpr, che \u00e8 basato tutto quanto sul motivo ricorrente delle <em>finestre prefabbricate<\/em>. Un esempio simile, ma trasferito su scala pi\u00f9 umile viene ora tentato nelle case popolari che gli architetti stanno ultimando servendosi di finestre e dell\u2019intero gruppo-servizi prefabbricati.<\/p>\n<p>E qui il discorso verte sopra un settore molto vasto e ancor pi\u00f9 delicato, quello del <em>mobile-tipo<\/em>, che gli architetti hanno studiato a lungo basandolo sopra un\u2019intera serie (tavolo, poltrona, sedia, armadio), totalmente costruita in <em>materia plastica<\/em>.<\/p>\n<p>Questi mobili, che hanno le stesse caratteristiche di duttilit\u00e0 e di fantasiosit\u00e0 d\u2019un qualsiasi mobile di legno, dovrebbero poter essere prodotti in serie mediante l\u2019intervento della Pirelli, fornitrice del materiale plastico. L\u2019unico inconveniente iniziale, che \u00e8 dato dall\u2019alto costo degli stampi, viene naturalmente superato dalla vastit\u00e0 della produzione seriale che permetterebbe di lanciare sul mercato un numero vastissimo di tali prodotti. I quali hanno poi il vantaggio della facile intercambiabilit\u00e0, della sostituibilit\u00e0 di pezzi avariati e anche quello d\u2019una relativa eleganza e novit\u00e0 di linea.<\/p>\n<p>Se ci trasferiamo dall\u2019ambito della abitazione singola a quello d\u2019un intero settore urbano, ci si presenta, proprio a Milano, un esempio oltremodo significativo d\u2019un piano costruttivo prestabilito e organicamente predisposto, in quello che, con sigla misteriosa, si usa chiamare \u00abqt8\u00bb, il quartiere sperimentale cio\u00e8, dell\u2019Ottava Triennale. L\u2019arch. <em>Piero Bottoni<\/em>, nella sua qualit\u00e0 di Commissario straordinario della Triennale, ci ha potuto illuminare su diversi problemi connessi con la nascita e con lo sviluppo del \u00abqt8\u00bb.<\/p>\n<p>Questo quartiere sperimentale \u00e8 un esempio unico del genere in Europa su scala cos\u00ec vasta; poich\u00e9 rappresenta un vero e proprio nucleo residenziale inserito nell\u2019area cittadina; pur conservando una sua autonomia edilizia dal resto della citt\u00e0 (a tal punto che per il \u00abqt8\u00bb sono stati previsti dei particolari articoli annessi al nuovo regolamento edilizio di Milano).<\/p>\n<p>L\u2019importanza del \u00abqt8\u00bb per tutti i problemi concernenti l\u2019abitazione \u00e8 grandissima: qui verranno studiate case a nove piani, e a quattro piani, case a schiera e case singole a due piani, e verr\u00e0 costruito un particolare <em>Albergo della Giovent\u00f9<\/em>, sorta di albergo-famiglia per giovani ospiti d\u2019ogni nazione. Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 sorprende \u00e8 che gi\u00e0 pi\u00f9 di 600 vani siano in costruzione entro l\u2019area del quartiere, a dare una prova tangibile dell\u2019efficacia di questo progetto. Sempre nell\u2019ambito del \u00abqt8\u00bb \u00e8 stato bandito un concorso internazionale per una <em>casa collettiva<\/em> e si stanno svolgendo studi di carattere psicologico, igienistico, ecc. (si potr\u00e0 cos\u00ec ad es. studiare il problema del colore nell\u2019abitazione, problema cui Bottoni dedic\u00f2 gi\u00e0 molti anni or sono la sua attenzione).<\/p>\n<p>Per quanto poi si riferisce alla creazione delle case basate su elementi interamente prefabbricati ci siamo rivolti all\u2019arch. <em>Gabriele Mucchi<\/em> che, nel qt8, sta costruendo un edificio tipico, in cui la struttura portante \u00e8 costituita da elementi di pilastro e di travi in cemento armato, prefabbricati fuori opera, e che vengono poi montati in cantiere, ottenendo cos\u00ec un\u2019intelaiatura rigida senza alcuna soluzione di continuit\u00e0; anche gli elementi delle pareti, del tetto e della scala sono prefabbricati.<\/p>\n<p>Studiando l\u2019arredamento d\u2019uno di questi appartamenti delle sue case prefabbricate, Mucchi ha cercato di ottenere con la massima semplicit\u00e0 dei mezzi, un sistema d\u2019ammobigliamento che potesse rispondere alle esigenze minime e nello stesso tempo avesse la possibilit\u00e0 di accrescersi e di perfezionarsi con il diverso accoppiamento e la diversa sovrapposizione dei singoli mobili. I quali consistono in armadi, armadietti, scrivania, accostabili e componibili tra di loro.<\/p>\n<p>Altri due architetti \u2013 che da anni lavorano assieme \u2013 <em>Figini <\/em>e <em>Pollini<\/em>, hanno affrontato e risolto il problema dell\u2019abitazione impiegatizia nei blocchi di fabbricati per gli impiegati della Olivetti di Ivrea. Si tratta di casette a due piani, orientate in direzione sud, in maniera da sfruttare in pieno i vantaggi del sole nelle stanze d\u2019abitazione, mentre al nord sono sistemati esclusivamente i servizi, e che comprendono quattro appartamenti identici per ogni edificio, sistemati in altezza su due piani con un locale per piano. [&#8230;]<\/p>\n<p>Un altro problema ha affrontato l\u2019architetto <em>Giulio Minoletti<\/em>, nel suo studio della \u00ab<em>casa attrezzata<\/em>\u00bb: un genere d\u2019abitazione che dovrebbe essere una via di mezzo tra la casa-albergo e l\u2019attuale camera ammobiliata, e che permetterebbe al singolo individuo o a piccoli nuclei familiari un soggiorno pi\u00f9 o meno prolungato senza la costosit\u00e0 e la promiscuit\u00e0 dell\u2019albergo o l\u2019assenza di comfort e di indipendenza della camera ammobiliata. All\u2019inquilino sarebbe offerta la scelta tra alcuni tipi di stoviglie, di coperte, di mobili in aggiunta al mobilio fisso gi\u00e0 inserito nei locali. [&#8230;] Tale abitazione avrebbe anche il vantaggio di permettere una notevole economia: il costo d\u2019un singolo alloggio infatti si potrebbe calcolare in 1 milione per il terreno e la costruzione e mezzo milione per l\u2019attrezzatura e l\u2019arredamento dei locali; il che permetterebbe di affittare il piccolo appartamento a un prezzo molto basso.<\/p>\n<p>Ma oltre a questo problema di carattere pi\u00f9 generale, Minoletti ha in studio ed \u00e8 prossimo alla realizzazione di una particolare <em>poltrona <\/em>adattata al delicato uso della cabina d\u2019aeroplano e d\u2019elettrotreno e che dovrebbe essere sistemata sul grande aereo bz308 della Breda, nonch\u00e9 sull\u2019elettrotreno di gran lusso in via d\u2019allestimento per l\u2019Anno Santo. Questa poltrona \u00e8 costituita da un guscio in alluminio entro cui viene annidata una massa di <em>gommapiuma <\/em>che rappresenta un insieme particolarmente omogeneo e pratico.<\/p>\n<p>L\u2019arch. <em>Gio Ponti<\/em>, a differenza di molti dei suoi colleghi, \u00e8 fautore d\u2019una maggior libert\u00e0, applicata sia all\u2019edilizia che, soprattutto, all\u2019arredamento; libert\u00e0 che si risolva in una pluralit\u00e0 di modi e di maniera e che non imponga al cliente la ferrea e talvolta eccessiva volont\u00e0 dell\u2019architetto. Tale libert\u00e0 \u00e8 anche apparente nella sua opera, varia e spesso mutevole; e infatti Ponti ha saputo dare vari esempi della sua fantasia costruttiva sia nel campo dell\u2019arredamento che in quello dell\u2019edilizia (ricordiamo tra gli altri il palazzo della Montecatini che \u2013 col suo rivestimento di marmo cipollino verde-mare e con le caratteristiche finestre intelaiate d\u2019alluminio \u2013 rimane ancora oggi uno degli esempi migliori del \u00abpalazzo d\u2019uffici\u00bb provvisto di tutte le ultime risorse della tecnica moderna).<\/p>\n<p>[&#8230;] I concetti invece in osservanza dei quali deve esser concepita la creazione della casa secondo l\u2019arch. <em>Marco Zanuso<\/em>, devono sempre basarsi sul tema dello \u00abspazio abitabile unitario\u00bb (ossia d\u2019un legame che compenetri e non d\u2019un argine che divida i vari settori dell\u2019abitazione). In questa maniera \u00e8 possibile ottenere una \u00ab<em>articolazione degli spazi e dei volumi costruttivi<\/em>\u00bb. Troppo spesso infatti il lavoro dell\u2019architetto \u00e8 basato sullo studio della sola pianta anzich\u00e9 su quello unitario di pianta e sezione: solo studiando l\u2019ambiente come qualcosa di duttile e plastico si potranno ottenere dei ritmi spaziali che abbiano un interesse oltrech\u00e9 estetico veramente funzionale. (E una prova di questa funzione ritmica che risulta ad es. dal dislivello di pavimento e soffitto, Zanuso ce l\u2019ha data con il suo appartamento, ricavato in un sottotetto e pieno di ingegnose trovate.) Passando a considerare il problema del mobile nella casa, Zanuso sostiene che buona parte dei mobili capienti (armadi) devono far corpo con la struttura; gli altri invece dovranno essere veramente <em>mobili<\/em>, spostabili cio\u00e8 ed adattabili ad ogni esigenza, e lontani da ogni concetto di statica tradizionale.<\/p>\n<p>Per creare poi un mobile moderno che sia veramente tale, \u00e8 indispensabile la conoscenza del problema tecnico e dei vari materiali. Molti sono i materiali nuovi che interessano il campo dell\u2019arredamento; proprio in questi giorni Zanuso sta studiando sul piano sperimentale una particolare applicazione della <em>gommapiuma <\/em>(assistito in questo dall\u2019ing. Barassi) e ha gi\u00e0 creato con questo nuovo sistema un tipo molto suggestivo e pratico di poltrona costruibile in serie.<\/p>\n<p>Il problema dell\u2019abitazione, come si vede da questi nostri rapidi cenni, investe i pi\u00f9 svariati e delicati problemi della nostra esistenza. L\u2019abitazione dell\u2019uomo \u00e8 il primo nucleo entro cui s\u2019organizza la cellula sociale creata dalla famiglia e da cui irradiano gli altri organismi sociali della scuola, dell\u2019albergo, della caserma, dell\u2019ospedale, ecc.; e ognuna di codeste particolari forme d\u2019\u00ababitazione\u00bb mantiene valide alcune sue costanti che in definitiva si riducono all\u2019individualit\u00e0 stessa dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, in altre parole, \u00e8 il termine di paragone, il metro, su cui deve venir costruita l\u2019abitazione, e ogni qualvolta si tenti di violentare questa misura dell\u2019individuo nei suoi vari \u00abstati d\u2019aggregazione\u00bb, si rischier\u00e0 di soffocare l\u2019efficacia della costruzione e d\u2019infrangere quell\u2019equilibrio etico-estetico che \u00e8 il primo germe e l\u2019ultima meta dell\u2019architettura.<\/p>\n"},{"acf_fc_layout":"composizione_articolo_gallery","composizione_articolo_gallery_immagini":[{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/04142117\/RP_1949_02_Nove-architetti-parlano-dellarredamento_003.webp"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/04142119\/RP_1949_02_Nove-architetti-parlano-dellarredamento_001.webp"},{"composizione_articolo_gallery_immagini_immagine":"https:\/\/assets.fondazionepirelli.org\/rivista-pirelli\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/04142123\/RP_1949_2_Nove-architetti-parlano-dellarredamento_002.webp"}]}]},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3365"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3369,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3365\/revisions\/3369"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rivistapirelli.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}